LE UNITA' DI MISURA NELLA STORIA

di Piero Morpurgo 

 

Nel 1799 fu definita l’introduzione del sistema metrico. E questo fu davvero un principio geniale. Questa idea risale all’iniziativa di Napoleone che aveva istituto una commissione per mettere ordine nella disastrosa organizzazione dei pesi e delle misure. Nacque così il metro a cui è legato il decimetro cubo che fu fatto corrispondere al litro (da notare che la parola ‘liter’ già esisteva e corrispondeva ad attuali 0,8 circa litri). La diffusione di questo sistema incontrò notevoli resistenza talora contornate da aspetti leggendari sembra che gli scienziati che dovevano illustrare agli Stati Uniti d’America i vantaggi del nuovo sistema sia stati assaliti dai pirati e rapinati proprio degli esemplari del metro (talvolta le scoperte tardano ad affermarsi e più avanti parleremo del rapporto tra invenzione che è una scoperta e innovazione cioè dell’applicazione e diffusione di una novità.

Il nuovo sistema di misura nacque ancorandosi alla storia di tutti i tradizionali sistemi che si fondavano sul confronto tra parti del corpo e distanze. Infatti il pollice inch rappresenta la l’ampiezza del dito mentre il piede foot (12 inches) in origine corrispondeva alla lunghezza dell’arto benchè poi divenne ben più lungo. La iarda yard (3 feet) corrispondeva anticamente alla distanza tra la punta del naso e l’estremità del dito medio. Se poi si allargavano le braccia si otteneva il fathom (6 feet). Dunque vi fu sempre una corrispondenza tra parti del corpo umano e misure. Ad esempio il cubito che era rappresentato dall’avambraccio (ca. 52 cm.) e il miglio romano che corrispondeva a circa 1000 passi (di qui pietra miliare) e 1 passo medio è prossimo a 1 m..

Con la Rivoluzione Francese il metro (m), inizialmente assunto come la decimilionesima parte della distanza tra l'equatore e il polo Nord calcolata lungo il meridiano passante per Parigi, fu poi temporaneamente definito, a causa dell'imperfezione della forma sferica della Terra, come la distanza tra due linee sottili incise su una sbarra di platino-iridio, prototipo del metro internazionale. Una successiva definizione utilizzava la lunghezza d'onda della luce rossa emessa dal krypton 86; tuttavia le esigenze della scienza moderna richiesero una precisione ancora maggiore, e nel 1983 il metro fu definito come la distanza percorsa dalla luce nel vuoto nell'intervallo di tempo di 1/299.792.458 secondi.

Per saperne di più

http://utenti.tripod.it/unita_di_misura/principale.htm
Sistema internazionale e tabelle principali conversioni con ad esempio:

http://utenti.tripod.it/unita_di_misura/filetta.htm
(filettature)

http://utenti.tripod.it/unita_di_misura/conv4.htm
(elettricità e magnetismo)

http://utenti.tripod.it/unita_di_misura/conv7.htm
(lunghezza).

In Europa prima dell'adozione del sistema metrico erano utilizzati, per determinare le distanze, sia il pollice (inch) sia il piede (foot) che tuttavia indicavano misure diverse:

in Francia, 1 inch = 2.708 cm;

1 foot = 32.5 cm.

in Germania, 1 inch = 2.6 cm ;

1 foot = da 25 a 34 cm

in Russia,

1 foot = 30 cm.

Da notare che in Italia il pollice anglosassone è, per alcune misure standardizzate, ancora largamente utilizzato, in tal senso vanno citati il diametro dei tubi ad uso idraulico, l'altezza dei nastri magnetici, la dimensione dei floppy disk.

E’ ovvio che diversi sistemi di misura complicavano i calcoli e la confusione diventava maggiore quando per di più le varie misure si chiamavano con lo stesso nome: il miglio (senza aggiungervi –si badi bene- quell’ aggettivo che ne distingueva l’ origine territoriale)!!! Così abbiamo:

Miglio romano antico

1000 passi circa 1480 metri

Miglio austriaco
1 Miglio austriaco = 7,585 km.

Miglio danese e del Reno (di Prussia)
1 Miglio danese = 7,532 km.

Miglio di posta austriaco
1 Miglio di posta austriaco = 7,58594 km.

Miglio di Rumenia
1 Miglio di Rumenia = 7,848 km.

Miglio geografico
1 Miglio geografico = 7,420 km.

Miglio inglese e degli Stati Uniti d’America
1 Miglio inglese = 1,609 km.

Miglio italiano
1 Miglio italiano = 1,850 km.

Miglio marittimo internazionale
1 Miglio marittimo internazionale = 1,855 km.
Corrisponde ad 1/60 grado dell'Equatore.

1 nodo = 1 miglio nautico/ora = c. 1,85 km/h

Miglio norvegese
1 Miglio norvegese = 11,295 km.

Miglio nuovo olandese
1 Miglio nuovo olandese = 1,000 km.

Miglio olandese
1 Miglio olandese = 7,408 km.

Miglio russo (Versta)
1 Miglio russo (Versta) = 1,067 km.

Miglio svedese
1 Miglio svedese = 10,638 km.

Tutto nasce dall'esigenza di utilizzare comuni unità di misura per la quantificazione e la misura delle grandezze fisiche, allo scopo di favorire gli scambi commerciali e gli studi scientifici, tra persone della stessa, o differente nazione.

Con questi scopi, nel 1875, a Parigi, i rappresentanti di soli 17 paesi, si riunirono per approvare la CONVENZIONE SUL METRO, e conseguentemente ad adottarne l'Unità per la Misura delle lunghezze. In contemporanea vide la luce anche l'organismo internazionale della metrologia: la Conferenza Generale dei Pesi e delle Misure (CGPM).

Il sistema metrico decimale ha ridotto ha semplificato la vita di tutti evitando l’insorgere di possibili confusioni; a Trieste alla fine dell’800 http://triestemia.com/TSGloss.htm erano ancora in uso:

1 Libbra di Vienna = 0,56006 kg.; 1 Libbra farmaceutica = 0,42005.

Per i pagamenti la Lira italiana che sostituisce la lira piemontese dal 1860 presentava queste caratteristiche:

100 Lire italiane = 55,74 Fiorini austriaci (1861)
100 Lire italiane = 40,80 Fiorini austriaci (1866)

Poi dal 1910 il sistema monetario italiano fu impostato così:
1 Lira = 100 Centesimi.
1 Lira = 20 Soldi.
1 Lira = 0,95 Corone.
5 Lire = 1 Scudo.
20 Lire = 1 Marengo.

Per le misure a Milano nel 1844 
http://www.melegnano.net/pagina004tx.htm

http://physics.nist.gov/cuu/Units/history.html 
Storia delle Unità di misura

Un po’ di storia e un po’ di matematica

Tra breve tutta l’Europa userà la nuova moneta (euro) abolendo così i problemi di cambio. Nel 1300 questi nelle cosiddette ‘scuole d’abaco’ si insegnava proprio a risolvere le difficoltà che nascevano dal dover convertire monete diverse tra loro. In uno dei trattati d’abaco si insegnava a cambiare i soldi di Provenza in denari di Pisa. Il sistema di risoluzione dei problemi era sempre ‘narrativo’ e non ‘simbolico’. Si prenda questo esempio tratto da un libro per le scuole del 1300: Se 12 once di argento valgono 4 lire e 10 soldi quanto varranno 34 once? Ciò che noi vogliamo sapere è il valore di 34 once di argento conoscendo che è diverso da 4 lire e 10 soldi. Pertanto noi moltiplichiamo 34 volte 4 lire e 10 soldi che fa 153 lire (o 3.060 soldi poiché 20 soldi = 1 lira) dividiamo poi per 12 e otteniamo 12 lire e 15 soldi che è il valore di 34 once di argento.

Provate con un Vostro insegnante ad effettuare l'operazione ricercando x che corrisponde al valore dell'argento.

Sull'abaco a scuola: 
cfr. http://www.edscuola.it/archivio/didattica/abacut.pdf

Qualche percorso ipertestuale

http://ts.nist.gov/ts/htdocs/200/202/lc1136a.htm
Gli USA e il metro

http://www.ex.ac.uk/cimt/dictunit/dictunit.htm
DIZIONARIO delle UNITA’ di MISURA

http://www.unc.edu/~rowlett/units/
Dall’acro irlandese al ‘piede’ del Sud-Africa

.....e qualche lettura su carta stampata

Le unità di misura informatiche

(cfr. http://www.ilmac.net/scuola_di_mac/spiegazioni/misure.htm)

I calcolatori moderni utilizzano, per la memorizzazione dei dati, i famosi HardDisk che altro non sono se non dei dischi magnetici impilati in grado di memorizzare i nostri dati cambiando il loro stato magnetico fra due stati diversi possibili. Questi due stati magnetici possono rappresentare i valori 0 e 1, di conseguenza un sistema di codifica dei dati di questo genere è detto binario e lo si può considerare la base dell'elaborazione automatica dell'informazione.

Ogni parte del nostro HardDisk, che assume un valore binario, viene indicato con il termine bit, da binary digit (cifra binaria), dunque come le cifre decimali sono alla base della nostra rappresentazione abituale dei numeri, così i bit sono l'unità elementare dell'informazione dei calcolatori.

A una successione di 8 bit, che combinati assieme nelle varie configurazioni di 0 e 1 possono dare 28=256 dati differenti, si da il nome di byte e di questo byte si considerano i multipli, cioè i tanto famosi kilobyte, megabyte, gigabyte, terabyte ecc. che usualmente vengono rappresentati dalle sigle KByte, MByte,GByte, TByte ecc. o più semplicemente KB, MB, GB, TB ecc. Solitamente i prefissi kilo (1.000 da cui kilogrammo, kilowatt etc.), mega, giga, tera ecc. sono associati rispettivamente a potenze crescenti di 10, cioè 103,106,109,1012 ecc. ma nel caso binario questi multipli sono definiti in termini di potenze di 2, cercando di approssimarli ai valori comunemente utilizzati da tutti. Nella seguente tabella farò un breve riassunto delle unità di misura informatiche sperando che possa risultare utile e/o interessante per alcuni di voi:

Multiplo

Sigla

Valore

bit

bit

21=2

byte

Byte

28=256 (bit)

kilobyte

KB

210=1024 (byte)

megabyte

MB

220=1048576 (byte)

gigabyte

GB

230 (byte)

terabyte

TB

240 (byte