ࡱ> (  T <(art. 5 D.L.vo 297/94>*art. 9 D. L.vo 297/94<(art. 12 D.Lvo 297/94J6art 12 comma 2 D.Lvo 297/94D0artt. 16-19 D.Lvo 297/94D0artt. 20-22 D.Lvo 297/94F2artt. 23-25 D.L.vo 297/94*FDPR 567/96 (PDPR 275/99N{:Gli Organi Collegiali Indice &6DM 14/02 *7DPR 301/05 (8DPR 249/98.9D.P.R. 235/070=D.L.vo 297/94 .>D.P.R. 416/74d?PDecreto Interministeriale 28 maggio 1975,@C.M. 105/75 6A"L Art. 21 L 59/970BD.P.R. 275/99 RC>Decreto Interministeriale 44/010EL O.M. 215/91 0FL O.M. 216/91 0GL O.M. 217/91 (cDpR 235/07\dHnota esplicativa del 31 luglio 2008 $eL 59/97 Lz8L Art. 40 del D.L.vo 297/04 *{C.M. 105/758|$proposte di legge $}proposte8~$proposte di legge D0cinzia_olivieri@yahoo.it/ 00DArialBlack8*,L'|dv 0|( 0h"DTimes New RomanL'|dv 0|( 0h DWingdingsRomanL'|dv 0|( 0h0DArial BlackmanL'|dv 0|( 0h" ` . @n?" dd@  @@`` x p   B$   HG    () 5 5  HG #               $ "! 0AA@8JKQʚ;d8ʚ;g43d3dv 0pppp@ <4dddd` 0,8( <4BdBd 0,<4!d!d 0,e___PPT10E pp.$ cinzia.6___PPT9FP{6789=>?@ABCEFGcdez{|}~?V- BSan Bonifacio (VR) 16 maggio 2009O=C.O.GfI genitori nella scuola: realt, opportunit, prospettive Gli Organismi di Partecipazione nella scuolag:$-G A cura di Cinzia Olivieri in collaborazione con Genitori in Movimento LH ;Premessa Parlare di  Genitori nella scuola ci riporta alle analisi sulla  partecipazione Collegialit e partecipazione che avevano ispirato la riforma del  74 erano considerate  conquiste  per salvare la scuola & dal centralismo e dall'autoreferenzialit . Gli OO.CC. rappresentavano il mezzo per realizzare  la partecipazione nella & scuola dando ad essa il carattere di una comunit che interagisca con il territorio e servono solo  se bene usati . Infatti se sono stati certo offerti strumenti ai genitori per partecipare occorre in primo luogo riconoscersi ed essere riconosciuti come  parte e per  usare bene questi strumenti bisogna conoscerli, perch  Non conoscenza e disinteresse si rinforzano a vicenda . (corsivo: audizione UCIIM 2004). 4PP 2> A!_  5  <RealtGli Organi Collegiali che prevedono il coinvolgimento dei genitori si distinguono in: Organi Collegiali di Circolo o di Istituto e Organi Collegiali TerritorialiBZV,+,,,Realt Nell attuale sistema la partecipazione dei genitori e la presenza dei genitori nella scuola si realizza e legittima tanto all interno degli organi collegiali Consiglio di intersezione, di interclasse e di classe (art. 5 D.L.vo 297/94) Consiglio di circolo o di istituto e giunta esecutiva (art. 9 D. L.vo 297/94) Che negli altri organismi di partecipazione: assemblee (art. 15 D.L.vo 297/94) comitati genitori (art 15 comma 2 D.L.vo 297/94) La concreta attivit dei quali rimessa alla libera iniziativa dei genitori PNP-PSPP!0!0"7!0q!0Realt *La crisi partecipativa ha fornito opportunit e pretesto per l esautoramento degli ormai dimenticati organi collegiali territoriali. Le problematiche connesse al loro funzionamento erano note. Ne sono state analizzate le ragioni e proposte soluzioni. Eppure le azioni intraprese sono state dirette solo verso una graduale ma costante riduzione di funzioni e poteri, gi scarsi e vaghi, spoglio delle modeste risorse economiche ed umane, fino allo stato di attuale agonia. Gli Organi Collegiali Territoriali sono: Consiglio Scolastico Distrettuale (artt. 16-19 D.Lvo 297/94) Consiglio Scolastico Provinciale (artt. 20-22 D.Lvo 297/94) Al Consiglio Nazionale della Pubblica Istruzione (artt. 23-25 D.L.vo 297/94) non partecipano i genitori PPPPe[\&$4!0&>!0bz!0;Realt Altri organismi8JLo scarso valore riconosciuto al ruolo di rappresentanza confermato dalla circostanza che a livello ministeriale si registra una "cesura rilevando diversi criteri di rappresentativit. Infatti le opportunit di  ascolto sono state attribuite dal DM 14/02 alle Associazioni dei Genitori maggiormente rappresentative che ha istituito il loro Forum Nazionale (FoNAGS). Il DPR 301/05 ne ha previste le diramazioni regionali (FoRAGS), ed ove istituita anche un articolazione provinciale (FoPAGS), attualmente ancora non uniformemente istituiti. Tuttavia nonostante la realizzazione in talune regioni e province di positive iniziative da parte di questi, all accreditamento ministeriale non corrisposto eguale riconoscimento proprio da parte dei genitori nella scuola che sono chiamati a rappresentare. &PAh *67^ g )876!07!0wA:Realt Le occasioni mancate & 8< Non esistito un movimento da parte dei genitori che abbia affermato le proprie istanze di partecipazione. Pertanto agli studenti sono riconosciuti strumenti non previsti per i genitori e cio: le Consulte Provinciali (DPR 567/96 e successive modifiche), organismi elettivi ora organizzati territorialmente anche a livello nazionale e divenute organo consultivo stabile del MIUR e Lo Statuto delle studentesse e degli studenti della scuola secondaria (D.P.R. 249/98 modificato dal D.P.R. 235/07) che disciplina i loro doveri e garantisce l esercizio dei loro diritti DPP U:F!08!09!0Realt.La realt scolastica sempre pi complessa. Basta pensare all estrema difficolt nel  leggere i conti consuntivi o i programmi annuali realizzati sulla base di una progettualit che deve tenere conto in primo luogo delle esigenze contabili. Per realizzare una vera partecipazione democratica se non si mette i genitori in condizione di esercitarla qualificando le rappresentanze Un genitore che voglia impegnarsi nella scuola dovrebbe infatti conoscere almeno le principali norme in materia che non sono poche ed hanno altres una caratteristica peculiare di prevedere pochissimi obblighi e senza sanzione in caso di inadempimento. Un caso frequente quello del mancato rispetto dei termini di preavviso per le riunioni degli organi collegiali o della norma che dispone si svolgano in orario tale da agevolare la partecipazione PPP+5U\$ ?Realt8Le principali norme che ogni genitore dovrebbe conoscere sono: D.L.vo 297/94 (che ha modificato il D.P.R. 416/74) Decreto Interministeriale 28 maggio 1975 C.M. 105/75 (regolamento tipo) Art. 21 L 59/97 D.P.R. 275/99 (regolamento dell autonomia) Decreto Interministeriale 44/01 O.M. 215/91 elezione OO.CC. di istituto O.M. 216/91 elezione del Consiglio Scolastico Distrettuale O.M. 217/91 elezione del Consiglio Scolastico Provinciale @PsPPPP =!0@N>!0dq?!0s@!0A!0B!0C!0E!0"F!0>JG!0yCRealt I regolamenti8  Per tutto quanto non previsto dalle norme attualmente sono i regolamenti interni delle istituzioni scolastiche che disciplinano l attivit ed il funzionamento degli Organi Collegiali e devono, fra l'altro, stabilire le modalit per il funzionamento della biblioteca e per l'uso delle attrezzature culturali, didattiche e sportive, per la vigilanza degli alunni durante l'ingresso, la permanenza e l'uscita dalla scuola, per la partecipazione del pubblico alle sedute del consiglio L Art. 40 del D.L.vo 297/04 prevede che in mancanza dei regolamenti d istituto, gli Organi Collegiali operano sulla base di regolamenti tipo predisposti dal Ministero della pubblica istruzione (C.M. 105/75) Sicch le proposte di legge attualmente in discussione in VII^ Commissione prospettano una potenziale realt futura in cui l intera disciplina relativa a costituzione, composizione e funzionamento degli organi collegiali sar rimessa ai regolamenti/statuti delle istituzioni con un marginale e minima regolamentazione normativa. PPP<   J z!0{!0|!0BRealt Breve analisi8 Z Lettera a una professoressa di don Milani si apre con queste parole:  Questo libro non scritto per gli insegnanti, ma per i genitori. un invito ad organizzarsi . Dopo 40 anni sicuramente questo invito non stato raccolto. Difficile organizzarsi in assenza di un collegamento. Nonostante le innovazioni tecnologiche, le reti di scuole previste dall art. 9 del DPR 275/99 si sono rivelate soprattutto reti di Dirigenti. Il Ministero ha collegato telematicamente i docenti, ma non esiste alcuna banca dati delle rappresentanze dei genitori. L IRRSAE (l Istituto di Ricerca Regionale & ) del Veneto negli anni 1998-2000 ha svolto un indagine sulla partecipazione dei genitori rilevando che l 80% dei rappresentanti di classe costituito da donne prevalentemente casalinghe o che svolgono attivit lavorative compatibili. Dunque il criterio selettivo della partecipazione genitoriale appare determinato dal tempo libero. L attivit poi sembra limitarsi alla raccolta di fondi per acquisto regali o materiali, l accompagnamento a visite guidate, la mera partecipazione alle riunioni dei consigli di classe, interclasse e intersezione con attenzione concentrata sul proprio figlio & per questo che nella  Lettera a una professoressa si legge: & le mamme non vedono al di l del proprio uscio?!. Ma la questione della disaffezione per la partecipazione attiene anche all ambito delle  motivazioni , perch se senza dubbio indispensabile un  programma di  professionalizzazione relativa alla partecipazione per migliorarne la qualit, pur vero che  nessun organismo di rappresentanza prevede la competenza . Insomma, la formazione va accompagnata anche da adeguati stimoli alla partecipazione.* Consideriamo tra l altro che gli incarichi di rappresentanza collegiale per i genitori non hanno alcun reale riconoscimento n compensativo n di fatto, neanche attraverso la possibilit di permessi retribuiti & *L. Corradini  Significati e prospettive dei Distretti Scolastici  Atti della 1 Conferenza dei Distretti Scolastici della Lombardia promossa dall Assessorato Regionale all Istruzione dall IRRSAE Lombardia d( PPPH][1f-;."! /A.8.,%c "|Le opportunit dell autonomia Il Piano dell Offerta Formativa H?t Il DPR 275/99, il regolamento dell autonomia, ha introdotto il POF, il Piano dell'offerta formativa che ogni istituzione scolastica predispone, con la partecipazione di tutte le sue componenti Il POF rappresenta la carta di identit della scuola ed elaborato dal collegio dei docenti sulla base degli indirizzi generali per le attivit della scuola e delle scelte generali di gestione e di amministrazione definiti dal consiglio di circolo o di istituto, tenuto conto delle proposte e dei pareri formulati dagli organismi e dalle associazioni anche di fatto dei genitori e, per le scuole secondarie superiori, degli studenti. Il Piano adottato dal consiglio di circolo o di istituto Il POF reso pubblico e consegnato agli alunni e alle famiglie all'atto dell'iscrizione Torna all indice PPPiZ"b0 7 P!0 {!0=|Le opportunit dell autonomia Il Piano dell Offerta Formativa 8?! Quale corrispettivo ad una realt deludente, il POF (Piano Offerta Formativa) dovrebbe rappresentare il vero progetto formativo condiviso anche sotto l aspetto territoriale. Pi spesso invece si presenta come una sommatoria di attivit e progetti, anche interessanti, frutto di elaborazione raramente collegiale, non pensati tenendo presenti le esigenze delle famiglie e del territorio. In quante occasioni i POF hanno recepito progetti proposti dai genitori? Non solo la maggior parte di questi non conosce tale opportunit ma soprattutto nessuno spiega come fare per esercitarla ed in ogni caso risulta sostanzialmente una profonda interferenza& Conseguentemente i genitori, come gli studenti, si sentono poco  responsabili delle scelte dell istituzione. Essi non vengono considerati come delle  risorse e ci rende ovviamente pi difficile la concreta realizzazione di  alleanze .  0! JO{ 9Le opportunit dell autonomia Il Patto educativo di corresponsabilit 8G(Il DPR 235/07 ha introdotto il Patto educativo di corresponsabilit sottoscritto contestualmente all'iscrizione alla singola istituzione scolastica dai genitori e dagli studenti e finalizzato a definire in maniera dettagliata e condivisa diritti e doveri nel rapporto tra istituzione scolastica autonoma, studenti e famiglie. I singoli regolamenti di istituto disciplinano le procedure di sottoscrizione nonch di elaborazione e revisione condivisa. Nell'ambito delle prime due settimane di inizio delle attivit didattiche, ciascuna istituzione scolastica pone in essere le iniziative pi idonee per le opportune attivit di accoglienza dei nuovi studenti, per la presentazione e la condivisione dello statuto delle studentesse e degli studenti, del piano dell'offerta formativa, dei regolamenti di istituto e del patto educativo di corresponsabilit Nonostante le norme ed in particolare la nota esplicativa del 31 luglio 2008 ne definiscano chiaramente le modalit di elaborazione e sottoscrizione solo raramente esso stato frutto di una reale condivisione ma molto pi spesso una semplice prassi di sottoscrizione di un documento da parte di genitori e studentiP<H0J4>c!0 d!0ArLe opportunit dell autonomia Le procedure di valutazione8:ZL ultima parte del comma 9 dell art. 21 della L 59/97 prevede l'obbligo di adottare procedure e strumenti di verifica e valutazione della produttivit scolastica e del raggiungimento degli obiettivi. Una scuola autoreferenziale quella che non si lascia valutare. Autonomia responsabilit e la scuola quindi non solo deve  rendere conto delle proprie scelte e della efficacia della propria azione operativa ma anche garantire un certo livello di qualit del servizio erogato. In termini tecnici una  valutazione di sistema deve valutare l  efficienza (l attivit svolta) e l  efficacia (i risultati) La valutazione finalizzata al miglioramento del servizio e del prodotto perci necessario che essa sia aperta anche ai valutatori esterni, come genitori e studenti, che, senza ottica di rivalsa, assumano un atteggiamento cooperativo Una scuola di qualit riesce a condurre alla fine del percorso formativo tutti i suoi studenti, non fa primeggiare solo l eccellenza e sa dialogare con le sue componenti per migliorare se stessa. Questo presuppone l analisi dei bisogni. Perci fondamentale recuperare il rapporto tra i docenti, responsabili del progetto educativo, e le famiglie che sui propri figli hanno un analogo progetto. La sfida riuscire a realizzare all interno di ogni istituzione scolastica quel  patto educativo tra insegnanti studenti e genitori . Si legge in  Lettera a una Professoressa : La scuola ha un solo problema: i ragazzi che perde. La scuola continua a perdere i suoi ragazzi perch non sa leggere i loro bisogni, per lo pi non progetta tenendo conto di essi, non li legge in chiave territoriale, non li condivide con le famiglie. Essa fatica a realizzare un  progetto educativo individualizzato ed a  potenziare le capacit dell alunno. Basti pensare alle problematiche connesse alla diversa abilit ed in quante occasioni in relazione ad esse la scuola riesca a realizzare una fattiva collaborazione con le famiglie."PG /Bd Q L  .$' 2+2e!0.6:Proposte x Allo scopo di  sortirne insieme * sono state formulate le seguenti proposte: Formazione delle rappresentanze Piena applicazione, difesa e valorizzazione della collegialit rafforzando la cogenza delle norme; Riconoscimento normativo dei Comitati Genitori, per le funzioni di stimolo alla partecipazione; Attuazione cogente delle procedure di autovalutazione con il coinvolgimento del collegio dei docenti aperto ai rappresentanti di classe e/o al comitato genitori; Sottoscrizione del  patto educativo di corresponsabilit elaborato e condiviso da commissioni miste che preveda e garantisca gli standard massimi e minimi di apprendimento; Creazione di una banca dati delle rappresentanze con particolare riguardo ai presidenti per favorire il collegamento; Istituzione dello Statuto e delle Consulte dei genitori come per gli studenti. Rinnovo degli organi collegiali territoriali per la indiscussa centralit del territorio, che non pu realizzarsi con la semplice previsione della partecipazione di rappresentanti degli Enti Locali all interno dei consigli di circolo o di istituto, ed istituzione di Forum permanenti della formazione e informazione, all interno degli stessi ambiti, auspicabilmente coincidenti con quelli del lavoro, aperti a tutte le componenti della scuola ed alla partecipazione consultiva di agenzie ed associazioni quale sviluppo di un Osservatorio dei Bisogni Formativi per assicurare un azione di collegamento-coordinamento attraverso incontri, attivit di formazione e informazione e favorire quel dialogo che al momento manca. * da:  lettera a una professoressa MPP%PM>$.25m9uW8 ,0"$*CZ}!0CK@ Prospettive  t Dopo anni di analisi ci si sarebbe attesi che si intervenisse per rimuovere le cause che hanno determinato una caduta di interesse determinati anche dalla circostanza che nelle scuole dove il rapporto con la scuola positivo, propositivo, di dialogo e condivisione c conseguentemente maggiore partecipazione. Invece tutto ci costituisce attualmente l alibi per giustificare la soppressione degli spazi di partecipazione inutilizzati o mal gestiti per l inadeguatezza ad usare questi strumenti. Abbiamo un precedente nelle sorti degli organi collegiali territoriali. Nonostante le riflessioni e le molteplici proposte, le azioni intraprese, nel corso di oltre un ventennio, sono state dirette solo verso una graduale ma costante riduzione di funzioni e poteri, gi scarsi e vaghi, spoglio delle modeste risorse economiche ed umane, fino allo stato di attuale agonia. In mancanza di alcuna consapevolezza in merito al futuro le prospettive future rappresentate dalle proposte di legge in discussione in VII^ commissione ci presentano una scuola che ritorna accentrata sul dirigente e sugli eventuali  partners ed in cui la partecipazione diventa eventuale e rimessa interamente agli statuti delle scuole.fPB)EX<^a~!0E2Prospettive Breve sintesi delle proposte di legge83 %(Si propone: Distinzione tra funzioni di indirizzo e di programmazione attribuite agli organi di governo ed i compiti di gestione e di coordinamento di esclusiva competenza del dirigente scolastico (PdL 953, 1199, 1262, 1468). Possibilit per le scuole di costituirsi in fondazioni (PDL 953). Trasformazione del Consiglio di istituto in  Consiglio di Amministrazione (PDL 953 - 808), con composizione ridotta rispetto all attuale, aperta ai partners esterni ed a rappresentati dell ente locale e potenzialmente contenuta anche in una sola unit per i genitori; ovvero in Consiglio dell Istituzione Scolastica (PdL 1262-1468) la cui modalit di costituzione, composizione e funzionamento interamente rimessa allo statuto dell istituzione. Molto probabilmente la presidenza del consiglio non sar pi riservata ad un genitore ma al dirigente. I regolamenti deliberati dai consigli uscenti possono essere modificati subito dopo l insediamento dei nuovi organismi (PdL 953, 1199, 808), il che rende i primi del tutto superflui. .Abolizione della Giunta Esecutiva (prevista solo potenzialmente dai PdL 1262-1468) Cancellazione dei consigli di classe (previsti solo nelle PDL 808 - 1262/1468). Riconfermata l importanza (PDL 953 Aprea - 1262/1468) del Piano dell offerta formativa, formulato con la partecipazione di tutte le componenti ai sensi del DPR 275/99. Sarebbe importante prevedere la costituzione di apposite Commissioni POF aperte alla partecipazione dei genitori. Organi di valutazione della qualit del servizio dell istituzione scolastica (PDL 953 - 1199 - 808) composti di fatto da docenti scelti. Interessante appare la previsione di un autovalutazione partecipata (PDL 1262/1468) Previsione solo potenziale di  altri organismi di partecipazione integralmente affidata ai regolamenti ovvero agli statuti dell istituzione. Positiva ma non soddisfacente la sola generica garanzia di applicazione anche ai genitori di quanto previsto per gli studenti dall art. 2 comma 9,10 DPR 249/98 (PDL 953 - 1199). La PDL 808 individua un potenziale consiglio dei genitori e degli studenti. Scompare invece il comitato (genitori e studentesco), evidentemente come inevitabile conseguenza della cancellazione del consiglio di classe e quindi del  rappresentante . Le PDL 893  1199 non prevedono organi territoriali. Riconfermato incredibilmente l assetto attuale dalla PDL 808. Interessante l indicazione delle  Consulte (PDL 1262/1468) per quanto il termine possa determinare una certa confusione con gli organismi previsti per gli studenti. Positiva la previsione, forse un po generica quanto alla sua composizione, del Consiglio scolastico territoriale (PDL 1262/1468) con la presenza di diritto all interno dei presidenti dei consigli dell istituzione che realizzano una rete di scuole quindi anche  rete di presidenti . z P PPP      C      I     (     L  z %   H  A !  C  f     7     0 # # '     ! c    !  ; (      b_F Conclusione  Le prospettive non devono vederci rassegnati. giunto il momento che chi ha consapevolezza di questo dimostri la volont di un cambiamento attraverso uno sforzo diretto appunto a  sortirne insieme . In merito a tali prospettive il Movimento Educatori Milaniani ha formulato una proposta ed ha richiesto di essere audito per presentarla in VII^ Commissione & hZh, 6'HfI genitori nella scuola: realt, opportunit, prospettive Gli Organismi di Partecipazione nella scuola,g9-BGrazie per l attenzione Cinzia Olivieri cinzia_olivieri@yahoo.it Sportello Genitori Studenti e Scuola http://www.edscuola.it/archivio/famiglie/famsportello.html ZP"&3%&D""<&3X(1 !0(@/P   '=B89:;<=P*M2 ` fff33` 3KI3ff` 33ff` /p` 3%*3|` Jy3fff3f` 3ff3̙` 33ff33` DDyq3f` ̙3n` w3ff` }ff>?" dd@,?nKd@ P nA@F`d n?" dd@   @@``PR"   @ ` `2p>>0   7 (    6s #" ``   @*   6|x #" `` `  B* T X  "X  N0{d#" `P D0   6Ttd#" `U B0   S `"UY <   c $X"YW <    c $X"YU <    c $" <    S #" `SV B0    S "Y <    c $"X < $  < #" `  `<$0  `,Fare clic per modificare lo stile del titolo- -s  0 " `p<$0  uFare clic per modificare gli stili del testo dello schema Secondo livello Terzo livello Quarto livello Quinto livello: v  6$ #" `^ `  >* H  0޽h ? }ff  ___PPT10 . 07+$D& ' = @B D' = @BA?%,( < +O%,( < +D' =%(%(D' =%(D' =A@BB3BB0B%(D' =1:Bvisible*o3>+B#style.visibility<*%(D' =-g6B fade*<3<*)?D' =0l9 BB A AHCC*<3<*)?D' =0l9 BBHCCBB*<3<*%()?D' =1:B (0.5)*Y3>B ppt_x<*D' =+4 .? 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L.vo 297/94<(art. 12 D.Lvo 297/94J6art 12 comma 2 D.Lvo Oh+'0 hp    ,4-Gli Organismi di Partecipazione nella scuolacinziaainz operatoresm112Microsoft Office PowerPoint@&&@pKm^|@#m[l( Gg  Z @& &&#TNPP,2OMi & TNPP &&TNPP    --- !---&&p&--- $  $  - $ $((- $(22(- $2<<2- $<FF<- $FPPF- $PZZP- $ZddZ- $dnnd- $nxxn- $xx- $- $- $- $- $- $- $- $- $- $- $- $- $- $- $- $""- $",,"- $,66,- $6@@6- $@JJ@ $JTTJ- $T^^T $^hh^- $hpph---&&'w@ bwkw0- }--- !  --- &p---- !D=x<--- --- !C=--- --- !C=p--- }--- !D=xx--- --- !C=--- --- !C=x--- }--- !C=--- --- !C=--- --- !C=6<--- --- !C=6x--- &&&/& &Gy& @"Arialw@ /bwkw0- .92 a!San Bonifacio (VR) 16 maggio 2009         .&& @"Arial Black bwkw0- . 2 |1 .--8-- @"Arialw@ 2bwkw0- .92 B!I genitori nella scuola: realt,         . .+2 <Bopportunit, prospettive    .@"Arialw@ bwkw0- .@2 gB&Gli Organismi di Partecipazione nella        . .2 Bscuola.--y@-- @"Arialw@w 'bwkw0- .2 J A cura di  .@"Arialw@ bwkw0- .2 Cinzia Olivieri  .@"Arialw@ ;bwkw0- .'2 'Jin collaborazione con .@"Arialw@ bwkw0- .'2 'MGenitori in Movimento .--"System 0-&TNPP &՜.+,D՜.+,     gPresentazione su schermol esg  ArialTimes New Roman Wingdings Arial BlackPixelgI genitori nella scuola: realt, opportunit, prospettive Gli Organismi di Partecipazione nella scuola PremessaRealtRealt Realt Realt Altri organismiRealt Le occasioni mancate RealtRealtRealt I regolamentiRealt Breve analisi?Le opportunit dellautonomia Il Piano dellOfferta Formativa ?Le opportunit dellautonomia Il Piano dellOfferta Formativa GLe opportunit dellautonomia Il Patto educativo di corresponsabilit :Le opportunit dellautonomia Le procedure di valutazione Proposte Prospettive 3Prospettive Breve sintesi delle proposte di legge Conclusione gI genitori nella scuola: realt, opportunit, prospettive Gli Organismi di Partecipazione nella scuola Caratteri utilizzatiModello strutturaTitoli diapositive 8@ _PID_HLINKSA8http://www.edscuola.it/archivio/norme/decreti/tu02.html8http://www.edscuola.it/archivio/norme/decreti/tu02.html8http://www.edscuola.it/archivio/norme/decreti/tu02.html8http://www.edscuola.it/archivio/norme/decreti/tu02.html8http://www.edscuola.it/archivio/norme/decreti/tu02.html8http://www.edscuola.it/archivio/norme/decreti/tu02.html8http://www.edscuola.it/archivio/norme/decreti/tu02.html9http://www.edscuola.it/archivio/norme/circolari/pom.html8http://www.edscuola.it/archivio/norme/decreti/aut3.html$305,3,Gli Organi Collegiali Indice <http://www.edscuola.it/archivio/norme/decreti/dm106_01.html9http://www.edscuola.it/archivio/norme/circolari/pom.html<http://www.edscuola.it/archivio/norme/decreti/statuto3.html<http://www.edscuola.it/archivio/norme/decreti/statuto3.html>http://www.edscuola.it/archivio/norme/decreti/dlvo297_94.html=http://www.edscuola.it/archivio/norme/decreti/dpr416_74.html;http://www.edscuola.it/archivio/norme/decreti/di28575.html>http://www.edscuola.it/archivio/norme/circolari/cm105_75.html7http://www.edscuola.it/archivio/norme/leggi/art21.html8http://www.edscuola.it/archivio/norme/decreti/aut3.html<http://www.edscuola.it/archivio/norme/decreti/digestam.html>http://www.edscuola.it/archivio/norme/ordinanze/om215_91.html>http://www.edscuola.it/archivio/norme/ordinanze/om216_91.html>http://www.edscuola.it/archivio/norme/ordinanze/om217_91.html<http://www.edscuola.it/archivio/norme/decreti/statuto3.html<http://www.edscuola.it/archivio/norme/decreti/statuto3.html7http://www.edscuola.it/archivio/norme/leggi/art21.html8http://www.edscuola.it/archivio/norme/decreti/tu02.html>http://www.edscuola.it/archivio/norme/circolari/cm105_75.htmlShttp://www.camera.it/_dati/leg16/lavori/schedela/trovaschedacamera_wai.asp?Pdl=953=http://www.edscuola.it/archivio/famiglie/lettera_aperta2.htmShttp://www.camera.it/_dati/leg16/lavori/schedela/trovaschedacamera_wai.asp?Pdl=953 mailto:cinzia_olivieri@yahoo.it;http://www.edscuola.it/archivio/famiglie/famsportello.html!_C operatoreoperatoreRoot EntrydO)W6m@Current User8SummaryInformation(0PowerPoint Document(g _C0EdscuolaEdscuolae  !"#$%&'()*+,-./0123456789:;<=>?@ABCDEFGHIJKLMNOPQRSTUVWXYZ[\]^_`abcdefghijklmnopqrstuvwxyz{|}~Root EntrydO)o[l@Current User;SummaryInformation(0PowerPoint Document(gDocumentSummaryInformation8297/94D0artt. 16-19 D.Lvo 297/94D0artt. 20-22 D.Lvo 297/94F2artt. 23-25 D.L.vo 297/94*FDPR 567/96 (PDPR 275/99N{:Gli Organi Collegiali Indice &6DM 14/02 *7DPR 301/05 (8DPR 249/98.9D.P.R. 235/070=D.L.vo 297/94 .>D.P.R. 416/74d?PDecreto Interministeriale 28 maggio 1975,@C.M. 105/75 6A"L Art. 21 L 59/970BD.P.R. 275/99 RC>Decreto Interministeriale 44/010EL O.M. 215/91 0FL O.M. 216/91 0GL O.M. 217/91 (cDpR 235/07\dHnota esplicativa del 31 luglio 2008 $eL 59/97 Lz8L Art. 40 del D.L.vo 297/04 *{C.M. 105/758|$proposte di legge $}proposte8~$proposte di legge D0cinzia_olivieri@yahoo.itthttp://www.edscuola.it/archivio/famiglie/famsportello.html/ 00DArialBlack8*,L'|dv 0|( 0h"DTimes New RomanL'|dv 0|( 0h DWingdingsRomanL'|dv 0|( 0h0DArial BlackmanL'|dv 0|( 0h" ` . @n?" dd@  @@`` x p   B$   HG    () 5 5  HG #               $ "! 0AA@8JKQʚ;d8ʚ;g43d3dv 0pppp@ <4dddd` 0,8( <4BdBd 0,<4!d!d 0,      !"#$%&'()*+,-./0123456789:;<=>?@ABCDEFGHIJKLMNOPQRSTUVWXYZ[\]^_`abcdefghijklme___PPT10E pp.$ cinzia.6___PPT9FP{6789=>?@ABCEFGcdez{|}~?V- BSan Bonifacio (VR) 16 maggio 2009O=C.O.GfI genitori nella scuola: realt, opportunit, prospettive Gli Organismi di Partecipazione nella scuolag:$-G A cura di Cinzia Olivieri in collaborazione con Genitori in Movimento LH ;Premessa Parlare di  Genitori nella scuola ci riporta alle analisi sulla  partecipazione Collegialit e partecipazione che avevano ispirato la riforma del  74 erano considerate  conquiste  per salvare la scuola & dal centralismo e dall'autoreferenzialit . Gli OO.CC. rappresentavano il mezzo per realizzare  la partecipazione nella & scuola dando ad essa il carattere di una comunit che interagisca con il territorio e servono solo  se bene usati . Infatti se sono stati certo offerti strumenti ai genitori per partecipare occorre in primo luogo riconoscersi ed essere riconosciuti come  parte e per  usare bene questi strumenti bisogna conoscerli, perch  Non conoscenza e disinteresse si rinforzano a vicenda . (corsivo: audizione UCIIM 2004). 4PP 2> A!_  5  <RealtGli Organi Collegiali che prevedono il coinvolgimento dei genitori si distinguono in: Organi Collegiali di Circolo o di Istituto e Organi Collegiali TerritorialiBZV,+,,,Realt Nell attuale sistema la partecipazione dei genitori e la presenza dei genitori nella scuola si realizza e legittima tanto all interno degli organi collegiali Consiglio di intersezione, di interclasse e di classe (art. 5 D.L.vo 297/94) Consiglio di circolo o di istituto e giunta esecutiva (art. 9 D. L.vo 297/94) Che negli altri organismi di partecipazione: assemblee (art. 15 D.L.vo 297/94) comitati genitori (art 15 comma 2 D.L.vo 297/94) La concreta attivit dei quali rimessa alla libera iniziativa dei genitori PNP-PSPP!0!0"7!0q!0Realt *La crisi partecipativa ha fornito opportunit e pretesto per l esautoramento degli ormai dimenticati organi collegiali territoriali. Le problematiche connesse al loro funzionamento erano note. Ne sono state analizzate le ragioni e proposte soluzioni. Eppure le azioni intraprese sono state dirette solo verso una graduale ma costante riduzione di funzioni e poteri, gi scarsi e vaghi, spoglio delle modeste risorse economiche ed umane, fino allo stato di attuale agonia. Gli Organi Collegiali Territoriali sono: Consiglio Scolastico Distrettuale (artt. 16-19 D.Lvo 297/94) Consiglio Scolastico Provinciale (artt. 20-22 D.Lvo 297/94) Al Consiglio Nazionale della Pubblica Istruzione (artt. 23-25 D.L.vo 297/94) non partecipano i genitori PPPPe[\&$4!0&>!0bz!0;Realt Altri organismi8JLo scarso valore riconosciuto al ruolo di rappresentanza confermato dalla circostanza che a livello ministeriale si registra una "cesura rilevando diversi criteri di rappresentativit. Infatti le opportunit di  ascolto sono state attribuite dal DM 14/02 alle Associazioni dei Genitori maggiormente rappresentative che ha istituito il loro Forum Nazionale (FoNAGS). Il DPR 301/05 ne ha previste le diramazioni regionali (FoRAGS), ed ove istituita anche un articolazione provinciale (FoPAGS), attualmente ancora non uniformemente istituiti. Tuttavia nonostante la realizzazione in talune regioni e province di positive iniziative da parte di questi, all accreditamento ministeriale non corrisposto eguale riconoscimento proprio da parte dei genitori nella scuola che sono chiamati a rappresentare. &PAh *67^ g )876!07!0wA:Realt Le occasioni mancate & 8< Non esistito un movimento da parte dei genitori che abbia affermato le proprie istanze di partecipazione. Pertanto agli studenti sono riconosciuti strumenti non previsti per i genitori e cio: le Consulte Provinciali (DPR 567/96 e successive modifiche), organismi elettivi ora organizzati territorialmente anche a livello nazionale e divenute organo consultivo stabile del MIUR e Lo Statuto delle studentesse e degli studenti della scuola secondaria (D.P.R. 249/98 modificato dal D.P.R. 235/07) che disciplina i loro doveri e garantisce l esercizio dei loro diritti DPP U:F!08!09!0Realt.La realt scolastica sempre pi complessa. Basta pensare all estrema difficolt nel  leggere i conti consuntivi o i programmi annuali realizzati sulla base di una progettualit che deve tenere conto in primo luogo delle esigenze contabili. Per realizzare una vera partecipazione democratica se non si mette i genitori in condizione di esercitarla qualificando le rappresentanze Un genitore che voglia impegnarsi nella scuola dovrebbe infatti conoscere almeno le principali norme in materia che non sono poche ed hanno altres una caratteristica peculiare di prevedere pochissimi obblighi e senza sanzione in caso di inadempimento. Un caso frequente quello del mancato rispetto dei termini di preavviso per le riunioni degli organi collegiali o della norma che dispone si svolgano in orario tale da agevolare la partecipazione PPP+5U\$ ?Realt8Le principali norme che ogni genitore dovrebbe conoscere sono: D.L.vo 297/94 (che ha modificato il D.P.R. 416/74) Decreto Interministeriale 28 maggio 1975 C.M. 105/75 (regolamento tipo) Art. 21 L 59/97 D.P.R. 275/99 (regolamento dell autonomia) Decreto Interministeriale 44/01 O.M. 215/91 elezione OO.CC. di istituto O.M. 216/91 elezione del Consiglio Scolastico Distrettuale O.M. 217/91 elezione del Consiglio Scolastico Provinciale @PsPPPP =!0@N>!0dq?!0s@!0A!0B!0C!0E!0"F!0>JG!0yCRealt I regolamenti8  Per tutto quanto non previsto dalle norme attualmente sono i regolamenti interni delle istituzioni scolastiche che disciplinano l attivit ed il funzionamento degli Organi Collegiali e devono, fra l'altro, stabilire le modalit per il funzionamento della biblioteca e per l'uso delle attrezzature culturali, didattiche e sportive, per la vigilanza degli alunni durante l'ingresso, la permanenza e l'uscita dalla scuola, per la partecipazione del pubblico alle sedute del consiglio L Art. 40 del D.L.vo 297/04 prevede che in mancanza dei regolamenti d istituto, gli Organi Collegiali operano sulla base di regolamenti tipo predisposti dal Ministero della pubblica istruzione (C.M. 105/75) Sicch le proposte di legge attualmente in discussione in VII^ Commissione prospettano una potenziale realt futura in cui l intera disciplina relativa a costituzione, composizione e funzionamento degli organi collegiali sar rimessa ai regolamenti/statuti delle istituzioni con un marginale e minima regolamentazione normativa. PPP<   J z!0{!0|!0BRealt Breve analisi8 Z Lettera a una professoressa di don Milani si apre con queste parole:  Questo libro non scritto per gli insegnanti, ma per i genitori. un invito ad organizzarsi . Dopo 40 anni sicuramente questo invito non stato raccolto. Difficile organizzarsi in assenza di un collegamento. Nonostante le innovazioni tecnologiche, le reti di scuole previste dall art. 9 del DPR 275/99 si sono rivelate soprattutto reti di Dirigenti. Il Ministero ha collegato telematicamente i docenti, ma non esiste alcuna banca dati delle rappresentanze dei genitori. L IRRSAE (l Istituto di Ricerca Regionale & ) del Veneto negli anni 1998-2000 ha svolto un indagine sulla partecipazione dei genitori rilevando che l 80% dei rappresentanti di classe costituito da donne prevalentemente casalinghe o che svolgono attivit lavorative compatibili. Dunque il criterio selettivo della partecipazione genitoriale appare determinato dal tempo libero. L attivit poi sembra limitarsi alla raccolta di fondi per acquisto regali o materiali, l accompagnamento a visite guidate, la mera partecipazione alle riunioni dei consigli di classe, interclasse e intersezione con attenzione concentrata sul proprio figlio & per questo che nella  Lettera a una professoressa si legge: & le mamme non vedono al di l del proprio uscio?!. Ma la questione della disaffezione per la partecipazione attiene anche all ambito delle  motivazioni , perch se senza dubbio indispensabile un  programma di  professionalizzazione relativa alla partecipazione per migliorarne la qualit, pur vero che  nessun organismo di rappresentanza prevede la competenza . Insomma, la formazione va accompagnata anche da adeguati stimoli alla partecipazione.* Consideriamo tra l altro che gli incarichi di rappresentanza collegiale per i genitori non hanno alcun reale riconoscimento n compensativo n di fatto, neanche attraverso la possibilit di permessi retribuiti & *L. Corradini  Significati e prospettive dei Distretti Scolastici  Atti della 1 Conferenza dei Distretti Scolastici della Lombardia promossa dall Assessorato Regionale all Istruzione dall IRRSAE Lombardia d( PPPH][1f-;."! /A.8.,%c "|Le opportunit dell autonomia Il Piano dell Offerta Formativa H?t Il DPR 275/99, il regolamento dell autonomia, ha introdotto il POF, il Piano dell'offerta formativa che ogni istituzione scolastica predispone, con la partecipazione di tutte le sue componenti Il POF rappresenta la carta di identit della scuola ed elaborato dal collegio dei docenti sulla base degli indirizzi generali per le attivit della scuola e delle scelte generali di gestione e di amministrazione definiti dal consiglio di circolo o di istituto, tenuto conto delle proposte e dei pareri formulati dagli organismi e dalle associazioni anche di fatto dei genitori e, per le scuole secondarie superiori, degli studenti. Il Piano adottato dal consiglio di circolo o di istituto Il POF reso pubblico e consegnato agli alunni e alle famiglie all'atto dell'iscrizione Torna all indice PPPiZ"b0 7 P!0 {!0=|Le opportunit dell autonomia Il Piano dell Offerta Formativa 8?! Quale corrispettivo ad una realt deludente, il POF (Piano Offerta Formativa) dovrebbe rappresentare il vero progetto formativo condiviso anche sotto l aspetto territoriale. Pi spesso invece si presenta come una sommatoria di attivit e progetti, anche interessanti, frutto di elaborazione raramente collegiale, non pensati tenendo presenti le esigenze delle famiglie e del territorio. In quante occasioni i POF hanno recepito progetti proposti dai genitori? Non solo la maggior parte di questi non conosce tale opportunit ma soprattutto nessuno spiega come fare per esercitarla ed in ogni caso risulta sostanzialmente una profonda interferenza& Conseguentemente i genitori, come gli studenti, si sentono poco  responsabili delle scelte dell istituzione. Essi non vengono considerati come delle  risorse e ci rende ovviamente pi difficile la concreta realizzazione di  alleanze .  0! JO{ 9Le opportunit dell autonomia Il Patto educativo di corresponsabilit 8G(Il DPR 235/07 ha introdotto il Patto educativo di corresponsabilit sottoscritto contestualmente all'iscrizione alla singola istituzione scolastica dai genitori e dagli studenti e finalizzato a definire in maniera dettagliata e condivisa diritti e doveri nel rapporto tra istituzione scolastica autonoma, studenti e famiglie. I singoli regolamenti di istituto disciplinano le procedure di sottoscrizione nonch di elaborazione e revisione condivisa. Nell'ambito delle prime due settimane di inizio delle attivit didattiche, ciascuna istituzione scolastica pone in essere le iniziative pi idonee per le opportune attivit di accoglienza dei nuovi studenti, per la presentazione e la condivisione dello statuto delle studentesse e degli studenti, del piano dell'offerta formativa, dei regolamenti di istituto e del patto educativo di corresponsabilit Nonostante le norme ed in particolare la nota esplicativa del 31 luglio 2008 ne definiscano chiaramente le modalit di elaborazione e sottoscrizione solo raramente esso stato frutto di una reale condivisione ma molto pi spesso una semplice prassi di sottoscrizione di un documento da parte di genitori e studentiP<H0J4>c!0 d!0ArLe opportunit dell autonomia Le procedure di valutazione8:ZL ultima parte del comma 9 dell art. 21 della L 59/97 prevede l'obbligo di adottare procedure e strumenti di verifica e valutazione della produttivit scolastica e del raggiungimento degli obiettivi. Una scuola autoreferenziale quella che non si lascia valutare. Autonomia responsabilit e la scuola quindi non solo deve  rendere conto delle proprie scelte e della efficacia della propria azione operativa ma anche garantire un certo livello di qualit del servizio erogato. In termini tecnici una  valutazione di sistema deve valutare l  efficienza (l attivit svolta) e l  efficacia (i risultati) La valutazione finalizzata al miglioramento del servizio e del prodotto perci necessario che essa sia aperta anche ai valutatori esterni, come genitori e studenti, che, senza ottica di rivalsa, assumano un atteggiamento cooperativo Una scuola di qualit riesce a condurre alla fine del percorso formativo tutti i suoi studenti, non fa primeggiare solo l eccellenza e sa dialogare con le sue componenti per migliorare se stessa. Questo presuppone l analisi dei bisogni. Perci fondamentale recuperare il rapporto tra i docenti, responsabili del progetto educativo, e le famiglie che sui propri figli hanno un analogo progetto. La sfida riuscire a realizzare all interno di ogni istituzione scolastica quel  patto educativo tra insegnanti studenti e genitori . Si legge in  Lettera a una Professoressa : La scuola ha un solo problema: i ragazzi che perde. La scuola continua a perdere i suoi ragazzi perch non sa leggere i loro bisogni, per lo pi non progetta tenendo conto di essi, non li legge in chiave territoriale, non li condivide con le famiglie. Essa fatica a realizzare un  progetto educativo individualizzato ed a  potenziare le capacit dell alunno. Basti pensare alle problematiche connesse alla diversa abilit ed in quante occasioni in relazione ad esse la scuola riesca a realizzare una fattiva collaborazione con le famiglie."PG /Bd Q L  .$' 2+2e!0.6:Proposte x Allo scopo di  sortirne insieme * sono state formulate le seguenti proposte: Formazione delle rappresentanze Piena applicazione, difesa e valorizzazione della collegialit rafforzando la cogenza delle norme; Riconoscimento normativo dei Comitati Genitori, per le funzioni di stimolo alla partecipazione; Attuazione cogente delle procedure di autovalutazione con il coinvolgimento del collegio dei docenti aperto ai rappresentanti di classe e/o al comitato genitori; Sottoscrizione del  patto educativo di corresponsabilit elaborato e condiviso da commissioni miste che preveda e garantisca gli standard massimi e minimi di apprendimento; Creazione di una banca dati delle rappresentanze con particolare riguardo ai presidenti per favorire il collegamento; Istituzione dello Statuto e delle Consulte dei genitori come per gli studenti. Rinnovo degli organi collegiali territoriali per la indiscussa centralit del territorio, che non pu realizzarsi con la semplice previsione della partecipazione di rappresentanti degli Enti Locali all interno dei consigli di circolo o di istituto, ed istituzione di Forum permanenti della formazione e informazione, all interno degli stessi ambiti, auspicabilmente coincidenti con quelli del lavoro, aperti a tutte le componenti della scuola ed alla partecipazione consultiva di agenzie ed associazioni quale sviluppo di un Osservatorio dei Bisogni Formativi per assicurare un azione di collegamento-coordinamento attraverso incontri, attivit di formazione e informazione e favorire quel dialogo che al momento manca. * da:  lettera a una professoressa MPP%PM>$.25m9uW8 ,0"$*CZ}!0CK@ Prospettive  t Dopo anni di analisi ci si sarebbe attesi che si intervenisse per rimuovere le cause che hanno determinato una caduta di interesse determinati anche dalla circostanza che nelle scuole dove il rapporto con la scuola positivo, propositivo, di dialogo e condivisione c conseguentemente maggiore partecipazione. Invece tutto ci costituisce attualmente l alibi per giustificare la soppressione degli spazi di partecipazione inutilizzati o mal gestiti per l inadeguatezza ad usare questi strumenti. Abbiamo un precedente nelle sorti degli organi collegiali territoriali. Nonostante le riflessioni e le molteplici proposte, le azioni intraprese, nel corso di oltre un ventennio, sono state dirette solo verso una graduale ma costante riduzione di funzioni e poteri, gi scarsi e vaghi, spoglio delle modeste risorse economiche ed umane, fino allo stato di attuale agonia. In mancanza di alcuna consapevolezza in merito al futuro le prospettive future rappresentate dalle proposte di legge in discussione in VII^ commissione ci presentano una scuola che ritorna accentrata sul dirigente e sugli eventuali  partners ed in cui la partecipazione diventa eventuale e rimessa interamente agli statuti delle scuole.fPB)EX<^a~!0E2Prospettive Breve sintesi delle proposte di legge83 %(Si propone: Distinzione tra funzioni di indirizzo e di programmazione attribuite agli organi di governo ed i compiti di gestione e di coordinamento di esclusiva competenza del dirigente scolastico (PdL 953, 1199, 1262, 1468). Possibilit per le scuole di costituirsi in fondazioni (PDL 953). Trasformazione del Consiglio di istituto in  Consiglio di Amministrazione (PDL 953 - 808), con composizione ridotta rispetto all attuale, aperta ai partners esterni ed a rappresentati dell ente locale e potenzialmente contenuta anche in una sola unit per i genitori; ovvero in Consiglio dell Istituzione Scolastica (PdL 1262-1468) la cui modalit di costituzione, composizione e funzionamento interamente rimessa allo statuto dell istituzione. Molto probabilmente la presidenza del consiglio non sar pi riservata ad un genitore ma al dirigente. I regolamenti deliberati dai consigli uscenti possono essere modificati subito dopo l insediamento dei nuovi organismi (PdL 953, 1199, 808), il che rende i primi del tutto superflui. .Abolizione della Giunta Esecutiva (prevista solo potenzialmente dai PdL 1262-1468) Cancellazione dei consigli di classe (previsti solo nelle PDL 808 - 1262/1468). Riconfermata l importanza (PDL 953 Aprea - 1262/1468) del Piano dell offerta formativa, formulato con la partecipazione di tutte le componenti ai sensi del DPR 275/99. Sarebbe importante prevedere la costituzione di apposite Commissioni POF aperte alla partecipazione dei genitori. Organi di valutazione della qualit del servizio dell istituzione scolastica (PDL 953 - 1199 - 808) composti di fatto da docenti scelti. Interessante appare la previsione di un autovalutazione partecipata (PDL 1262/1468) Previsione solo potenziale di  altri organismi di partecipazione integralmente affidata ai regolamenti ovvero agli statuti dell istituzione. Positiva ma non soddisfacente la sola generica garanzia di applicazione anche ai genitori di quanto previsto per gli studenti dall art. 2 comma 9,10 DPR 249/98 (PDL 953 - 1199). La PDL 808 individua un potenziale consiglio dei genitori e degli studenti. Scompare invece il comitato (genitori e studentesco), evidentemente come inevitabile conseguenza della cancellazione del consiglio di classe e quindi del  rappresentante . Le PDL 893  1199 non prevedono organi territoriali. Riconfermato incredibilmente l assetto attuale dalla PDL 808. Interessante l indicazione delle  Consulte (PDL 1262/1468) per quanto il termine possa determinare una certa confusione con gli organismi previsti per gli studenti. Positiva la previsione, forse un po generica quanto alla sua composizione, del Consiglio scolastico territoriale (PDL 1262/1468) con la presenza di diritto all interno dei presidenti dei consigli dell istituzione che realizzano una rete di scuole quindi anche  rete di presidenti . z P PPP      C      I     (     L  z %   H  A !  C  f     7     0 # # '     ! c    !  ; (      b_F Conclusione  Le prospettive non devono vederci rassegnati. giunto il momento che chi ha consapevolezza di questo dimostri la volont di un cambiamento attraverso uno sforzo diretto appunto a  sortirne insieme . In merito a tali prospettive il Movimento Educatori Milaniani ha formulato una proposta ed ha richiesto di essere audito per presentarla in VII^ Commissione & hZh, 6'HfI genitori nella scuola: realt, opportunit, prospettive Gli Organismi di Partecipazione nella scuola,g9-DGrazie per l attenzione Cinzia Olivieri cinzia_olivieri@yahoo.it Sportello Genitori Studenti e Scuola http://www.edscuola.it/archivio/famiglie/famsportello.html ZP"&3%&D""=&34(&:!0(@!0f/P   '=B89:;<=P*T JL` <(  x  c $*  `      0x+  `p  H  0޽h ? }ff80___PPT10.2`%<rυH |+