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Reg. Tribunale Lecce n. 662 del 01.07.1997
Direttore responsabile: Dario Cillo


 

INTERVENTO DEL MINISTRO DELL'ISTRUZIONE, DELL'UNIVERISITÀ
E DELLA RICERCA LETIZIA MORATTI

Videoconferenza
"II Giornata europea dei genitori e della scuola"

Roma, 14 ottobre 2003

 

       Sono felice di partecipare a questa iniziativa voluta dall'EPA - Associazione Europea dei Genitori - che raggruppa le associazioni dei genitori di tutti i paesi europei e a cui aderiscono le associazioni italiane.
      Siamo qui, per la seconda volta, in collegamento diretto con diverse parti d’Europa, tra cui Spagna e Finlandia e alcune città d’Italia, per riaffermare la partnership educativa tra scuola e famiglia, un punto di forza irrinunciabile per dare ai ragazzi le massime opportunità di sviluppo sereno ed armonioso e per fronteggiare i complessi problemi della crescita e della formazione della personalità dei giovani.
      Questo appuntamento si svolge nel momento di massimo impegno dell’iniziativa italiana di Presidenza del Semestre Europeo nel settore dell’istruzione che sta promuovendo azioni volte alla costruzione di contenuti e strumenti finalizzati a creare sinergie tra il mondo della scuola, la famiglia e le diverse forme di volontariato sociale.
      Questa strategia è definita con gli obiettivi del Consiglio d’Istruzione del maggio scorso, che ha individuato cinque traguardi:

  1. abbassare il tasso di dispersione scolastica in Europa al 10% entro il 2010;
  2. aumentare il numero dei diplomati a conclusione del ciclo di istruzione secondaria, arrivando fino all’85% della popolazione ventiduenne;
  3. aumentare, almeno del 15%, il numero dei laureati nelle discipline scientifico-tecnologiche;
  4. aumentare, almeno del 20% entro il 2010, la capacità di lettura dei ragazzi quindicenni;
  5. aumentare la partecipazione all’innovazione life long learning, per raggiungere almeno il 12,5% della popolazione in età lavorativa tra i venticinque ed i sessantaquattro anni.

       In questo quadro il 3 e 4 ottobre nella Conferenza interministeriale sul disagio giovanile e la dispersione scolastica che ha avuto luogo nella Comunità di San Patrignano alla presenza dei Ministri dell’educazione e delle politiche giovanili d’Europa, sono state date le seguenti indicazioni:

  • la riaffermazione del ruolo primario della collaborazione tra scuola e famiglia per la promozione del successo formativo di ciascun giovane, sostenendone le aspirazioni e valorizzandone le capacità;
  • l’esigenza che i sistemi di istruzione e formazione valorizzino gli apprendimenti non formali ed informali, acquisiti dai giovani in famiglia, nei gruppi di pari, nelle associazioni giovanili e nel volontariato;
  • la valenza positiva espressa dal volontariato, attraverso il quale i giovani esercitano i valori della partecipazione e della solidarietà, acquisiscono capacità di scelta e responsabilità e costruiscono il loro senso di appartenenza, sperimentando concretamente i principi che sono a fondamento della convivenza civile;
  • il sostegno alla formazione di personale educativo, genitori, insegnanti, formatori, tutor, orientatori e dirigenti scolastici su pratiche didattiche, modalità organizzative, saperi, metodologie e strumenti operativi, per favorire la complementarietà degli apprendimenti formali ed informali, quale strategia per prevenire e contrastare l’abbandono degli studi ed il disagio giovanile;
  • l’importanza del rapporto tra scuola e famiglia per prevenire e affrontare le varie forme del disagio;
  • la promozione ed il sostegno a centri di aggregazione per i giovani, che si configurino come luoghi di incontro, di comunicazione intergenerazionale, anche tra ragazzi e genitori, mondo del volontariato e istituzioni, per la progettazione e la sperimentazione delle attitudini dei ragazzi;
  • lo scambio e la diffusione delle migliori esperienze realizzate, nel rapporto tra scuola, famiglia e volontariato, per prevenire e contrastare il fenomeno della dispersione scolastica e del disagio, promosse da scuole con le associazioni di volontariato ed associazioni locali.

      Dobbiamo raggiungere un traguardo ambizioso: dimezzare il tasso dell’abbandono scolastico che oggi raggiunge mediamente in Europa il 19% portandolo al 10% entro il 2010.       Ciò sarà possibile solo con una forte alleanza ed un’ampia collaborazione tra la scuola ed i genitori.
      Questa giornata, dedicata ai genitori ed alla scuola in Italia e in Europa, è da un lato l’occasione per valutare le nuove proposte da realizzare insieme alle altre Nazioni europee e dall’altro l’occasione per fare un bilancio di quello che si è già fatto tenendo conto che, rispetto a qualche tempo fa, il partenariato scuola - famiglia in Italia ha fatto molti passi avanti.
      L’analisi curata dal professor Mion su 341 istituti scolastici che, nel 2003, hanno organizzato progetti di collaborazione scuola – famiglia fornisce dati illuminanti.

I soggetti ideatori e realizzatori dei progetti sono risultati:

·        gli istituti scolastici (70%)

·        le associazioni dei genitori (12%)

·        il territorio (25%)

·        i genitori come gruppo informale (4%)

·        i genitori insieme ai docenti (12%)

Le fonti di finanziamento dei progetti di partenariato sono stati:

·        statali (65%)

·        privato (3%)

·        autofinanziamento (8%)

·        finanziamenti misti (15%).

       In particolare la ricerca mette in evidenza un fatto molto positivo e cioè l’aumento del volume di iniziative di partenariato rispetto a un anno fa: infatti il 44.3% dei progetti su cui è stata effettuata la ricerca non faceva cenno a nessuna esperienza pregressa. È molto ampia inoltre la tipologia dei progetti realizzati: in testa alla classifica delle iniziative ci sono le conferenze, gli incontri-dibattiti su temi educativi, i lavori di gruppo, i gruppi di auto-aiuto per genitori con adolescenti in difficoltà, visite di studenti genitori ed insegnanti a mostre, eventi culturali, ai concerti, nelle città d’arte.       Possiamo dire oggi che la diffusione della cultura della collaborazione tra scuola e famiglia sta facendo progressi, anche se molto resta ancora da fare.

      Famiglia, scuola, volontariato

      Il Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca ha preso atto della grande ricchezza di relazioni e di iniziative realizzate spontaneamente ed individualmente dalle scuole, dalle famiglie e dal volontariato, ed ha già intrapreso un percorso per stimolare ulteriormente l'espandersi del dialogo in corso, che può fare leva anche sul desiderio di molte realtà del mondo associazionistico di incontrare e lavorare con i giovani.
      In questo senso sono state individuate e presentate nel corso di un recente incontro nazionale del volontariato a scuola, che si è svolto a Torino, le iniziative concrete dei migliori progetti di cooperazione tra la scuola, la famiglia e le associazioni giovanili.
      Dai dati raccolti in una prima richiesta di informazioni alle scuole sull'attività del volontariato in Italia è emerso un risultato più che confortante: su 261 scuole secondarie superiori che hanno risposto all'invito a compilare le schede di rilevazione di progetti e attività di volontariato.
      Complessivamente sono stati presentati 481 progetti di volontariato a scuola, con 6218 studenti e 1416 docenti coinvolti. Hanno partecipato attivamente ben 1430 genitori.
      Ultimamente l'Italia ha rafforzato queste iniziative collegandole all'identificazione di progetti scuola - famiglia ispirati ai valori ed agli ideali comuni dei popoli europei. Le 10 esperienze concrete di collaborazione scuola-famiglia-volontariato, provenienti da Finlandia, Spagna, Francia, Cipro ed altri paesi che sono state presentate dalla viva voce dei protagonisti, genitori, ragazzi e docenti, nella conferenza interministeriale di San Patrignano, rappresentano un patrimonio da studiare, sviluppare e mettere a fattore comune in tutta Europa.

      Sport, scuola e famiglia

      Firmiamo oggi un protocollo tra Miur e CSI (Centro sportivo italiano) in cui le parti, consapevoli del valore educativo dello sport, dell’apporto delle famiglie si impegnano a:

  • organizzare azioni di sensibilizzazione e di informazione rivolte a studenti, docenti e genitori sul valore della pratica sportiva;
  • avviare percorsi di formazione, aggiornamento e occasioni di incontro per docenti e genitori;
  • realizzare manifestazioni che siano programmate, gestite e vissute in modo comunitario da docenti, studenti e genitori;
  • elaborare materiali formativi in particolare per i genitori.


      Abbiamo inoltre, in fase di attuazione con il CONI, un'apposita intesa per "collaborare attraverso l'attività motoria e sportiva la crescita culturale, civile e sociale dei giovani e contribuire con progetti mirati, alla creazione della cultura del sapere motorio come requisito fondamentale di una sana e permanente educazione sportiva". L'intesa, valida per tre anni, ha una missione fondamentale: praticare lo sport nelle scuole – d’intesa con le famiglie - come mezzo per aiutare i ragazzi in difficoltà, come sistema di prevenzione del disagio.
      È in fase conclusiva la costruzione al MIUR di una banca dati on line di tutte le iniziative che, in tutte le scuole italiane, utilizzano lo sport per contrastare la dispersione scolastica, l'emarginazione sociale, le pratiche di doping e forme di violenza. Voglio ricordarvi, a questo proposito, che nella riforma l'insegnamento delle Scienze motorie e sportive è centrale già nel primo ciclo della riforma della scuola che è in fase di avviamento graduale. Le scuole, poi, nell'esercizio dell'autonomia, sono chiamate ad ampliare l'offerta attraverso l'organizzazione di laboratori dedicati allo sport e all'educazione fisica anche con il contributo dei genitori. È decisivo il contributo dei docenti, perché questo insegnamento abbia un ruolo determinante nell'educazione alla convivenza civile.

      Famiglie, scuola ed arte

      Ed ancora firmiamo, oggi, una convenzione con il FAI (Fondo per l'Ambiente Italiano), organizzazione che già collabora ampiamente con le scuole italiane.

      Con questo accordo il MIUR si impegna a:

  • favorire la diffusione nel mondo della scuola dei progetti realizzati dal FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano;
  • promuovere e sostenere progetti culturali e formativi che contribuiscano alla conoscenza e al rispetto del patrimonio culturale e ambientale;
  • favorire la partecipazione di insegnanti, studenti e genitori a convegni ed eventi organizzati dal FAI, in collaborazione con le scuole e con le associazioni dei genitori.

      Il FAI, dal canto suo, si impegna a:

  • favorire la conoscenza diretta del territorio e del suo patrimonio artistico-ambientale attraverso itinerari diversificati per le diverse fasce di età dei destinatari;
  • sostenere lo sviluppo della cultura della conservazione e della tutela dei Beni culturali, storici, artistici e naturali;
  • organizzare, anche attraverso accordi con le associazioni dei genitori, azioni di sensibilizzazione e di informazione rivolte a studenti e famiglie;
  • avviare percorsi di formazione, aggiornamento, stage e occasioni di incontro per docenti, genitori e studenti;
  • bandire concorsi finalizzati alla diffusione della cultura della conservazione e della tutela dei Beni culturali, storici, artistici e naturali;
  • organizzare esperienze di apprendimento non formale attraverso la “pedagogia della scoperta” e centrata su “compiti di realtà“, coinvolgendo docenti, studenti, e genitori.

      Famiglia e sistema educativo svolgono quindi un compito fondamentale nella formazione dei giovani ed hanno la primaria responsabilità nella trasmissione di valori umani e morali, poiché in ogni altro luogo della nostra società questa continuità di trasmissione ci appare oggi spezzata proprio dalla modernità senza cultura, senza storia e senza radici che minaccia i legami sociali, i legami tra diverse generazioni, lo spirito dell'accoglienza.
      Il 2002 è stato l’anno dell’istituzione del Forum Nazionale delle Associazioni dei Genitori. Il 2003 è quello dell’attivazione dei Forum regionali, più vicini all’attività delle scuole, più legati al territorio, più raggiungibili dalle famiglie. Qui con noi oggi abbiamo 50 rappresentanti dei Forum regionali, che ieri per la prima volta si sono conosciuti, confrontati sul percorso comune da attuare nel 2004, l’anno dei Forum provinciali dei genitori. La rete, come vedete, si sta estendendo, ma per diventare stabile ha bisogno del coinvolgimento e della partecipazione di tutti, di tutti voi. Dobbiamo preparare insieme gli eventi nazionali, per il 2004, dedicati alla scuola, allo sport e alla famiglia, già localizzati in quattro Regioni: Calabria, Campania, Lombardia ed Emilia-Romagna.
      Prima di lasciare spazio ai collegamenti italiani ed europei che presentano esperienze concrete di collaborazione scuola-genitori, desidero ringraziare tutti coloro che hanno reso possibile questo secondo appuntamento di lavoro e di incontro. Grazie alle mamme, ai papà, agli insegnanti, ai ragazzi siciliani, lombardi, calabresi, della Basilicata e dell’Umbria, marchigiani e genovesi che hanno raccolto il nostro appello: “Si può fare di più” per la scuola, per la società.

      Arrivederci all’anno prossimo.


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