Sono un'insegnante di sostegno nella primaria e a gennaio in una
classe diversa da quella in cui lavoro c'è stata una nuova certificazione;
vista la gravità del caso il gruppo h d'istituto ha deciso di tagliare 5 ore
a 4 alunni con sostegno per poter coprire il nuovo caso. Hanno inoltre
stabilito di 'rendere' queste ore stornate sotto forma di piccoli gruppi,
ovvero far fare ore in gruppo ai bambini che hanno 'perso' l'insegnante con
altri bambini con sostegno, i quali, anche se non perdono le loro
insegnanti, perdono però ore individualizzate. Il dirigente dice che è tutto
regolare perchè in gruppo h ha in potere di gestire le ore dei bambini, e
che il provveditorato non è interessato a chi effettivamente usufruisca
delle ore che sono state assegnate nei giusti tempo (ovvero l'anno passato).
Ma se la scuola non può permettersi di assumere un nuovo insegnante non
dovrebbe pensarci l'ente locale? ci stanno facendo violare qualche legge?
Convocate le famiglie e mettetele al corrente, è il
minimo che possiate fare ed incitatele a fare causa al Ministero, tramite il
tribunale amministrativo: State creando delle classi differenziali!
Sono il padre di una bambina affetta dalla Sindrome down, certificata
con articolo 3 comma 3 della legge 104/92; nonche insegnante di sostegno.
Mia figlia il prossimo anno scolastico frequenterà la prima classe della
primaria e mi sto preoccupando del numero di ore di sostegno che verranno
assegnate a mia figlia. Di norma nella mia provincia il numero di ore di
sostegno settimanali assegnate ai ragazzi anche con disabilità grave "l'art.
3, comma3 della Legge 104/92" sono ridottisime in media nove alle scuole
superiori di seconda grado. Io ho chiesto e ho avuto un incontro con il
dirigente del USP della mia provincia e dal colloquio avuto è emerso che
loro si attengono al rapporto insegnante di sostegno alunno diversamente
abile pari a 1/2 e mi hanno fatto capire che probabilmente anche per mi
figlia avrà un numero di ore esiguo. Siccome io ritengo non corretto questo
modo di operare, intendo far valere i diritti di mia figlia fino in fondo
anche davanti al giudice. Per questo vi chiedo gentilmente se potete darmi
dei suggerimenti sulle azione da farsi prima che vengano assegnate le ore di
sostegno e dei nominativi di avvocati sui quali appogiarmi per fare
l'eventuale ricorso.
Cerchi di contattare una Associazione dei bambini Down
e intraprenda l'azione giudiziaria immediatamente all'assegnazione delle ore
di sostegno del prossimo anno. Una azione da fare presso il Tribunale
Amministrativo.
Mia madre è invalida ed io già ora godo dei benefici della 104 per
assisterla 3 giorni al mese. Sono insegnante e ora avrei bisogno di godere
della aspettativa pagata di due anni ma è necessario dimostrare la
convivenza. Io sono sposata, come posso trasferire la mia residenza a casa
di mia madre (casa del resto di mia proprietà)?
Non basta una autocertificazione di domiciliazione?
Il mio reddito, se risultassi nel suo stato di famiglia, farebbe cumulo con
il suo e quindi le farebbe perdere tutta una serie di benefici?
I congedi, secondo l’INPS, possono essere concessi ai
figli conviventi della persona con handicap grave anche se nel nucleo vi
sono altri familiari che non lavorano e in grado di assistere la persona con
disabilità.
Alla luce della necessità di una assistenza continuativa, per convivenza si
deve fare riferimento, in via esclusiva, alla residenza, luogo in cui la
persona ha la dimora abituale, ai sensi dell’articolo 43 del Codice Civile,
non potendo ritenersi conciliabile con la predetta necessità la condizione
di domicilio né la mera elezione di domicilio speciale previsto per
determinati atti o affari dall’articolo 47 del Codice Civile.
Non essendo formalizzato il parere del Ministero del Lavoro, tale
interpretazione non puo' essere applicata anche nell’ambito della Pubblica
Amministrazione e per tutti i lavoratori indipendentemente dal fatto che
siano assicurati con l’INPS o presso altri Istituti.
Sono una assistente amministrativa di un Istituto Comprensivo che segue
l'area didattica. Vorrei sapere se per fermare un anno in più un bambino con
sostegno alla materna basta la richiesta dei genitori (in questo caso la
firma deve essere di tutti e due o basta la firma di un solo genitore) o è
necessaria anche una relazione scritta dell'equipe medica che segue il
bambino? Il bambino è nato il 05.12.2004 e quindi a settembre dovrebbe fare
la classe prima della scuola primaria.
Ci vuole una relazione della ASL in cui spieghi le
ragioni della permanenza- Ricordo comunque che la normativa non consente una
permanenza nella scuola dell'infanzia oltre i sei anni di età, pena il
rischio di denuncia per inadempienza all'obbligo scolastico. Insomma dovete
convincere con motivi validi anche il Dirigente
Sono una insegnante di sostegno che segue da tre anni un caso grave per 25
ore, il massimo alla scuola dell'infanzia. Appena rientrata dalle vacanze
natalizie, il D.S. ha riunito il gruppo H in via straordinaria in quanto si
è verificato l'ingresso di un bambino, certificato a novembre. Durante tale
gruppo H è stato deciso di togliere 12 ore al caso che seguo e di assegnarle
al nuovo bambino (che tra l'altro frequenta solo quando sono presente io.
Mentre nell'altro plesso - e la trovo una cosa ovvia - si sono organizzate
affinchè possano seguire anche il bambino disabile in mia assenza). Mi
chiedo se è legalmente possibile questo e se c'è una normativa di
riferimento.
Non è corretta l'operazione che è stata fatta. Voi
siete pubblici ufficiali e per prima cosa dovete avvertire la famiglia su
questa operazione poco pulita. La famiglia ha diritto di saperlo e di agire
nell'interesse del minore. Per quanto riguarda la normativa, è facoltà del
Gruppo H di distribuire le ore di sostegno, ma ad anno scolastico iniziato e
non successivamente.
Uso ancora la sua cortesia per porLe un quesito riguardo all'intesa
stato-regioni del 2008 che tra le altre cose introduce l'abolizione del PDF
come leggo dal commento-sinossi dell'avv. Nocera che cito : " il nuovo
quadro istituzionale previsto dall'intesa potrà cominciare a funzionare
dall'a.s. 2009/10. Infatti occorre come prevede l'intesa l'emanazione di un
decreto interministeriale Istruzione-tesoro per la detrminazione
dell'organico...che le regioni stipulino accordi di programma ecc.."
Non ho trovato nulla in rete su qs provvedimenti attuativi: Le chiedo se
l'abolizione del PDF è da qs a.s. effettiva e ufficiale, visto che nella
scuola in cui lavoro le documentazioni obbligatorie sono di per sé già
inesistenti?
Il decreto a quanto mi risulta non è stato emanato,
resta l'obbligatorietà per la Diagnosi Funzionale.
Insegno in una scuola dell'infanzia, che accoglie un bambino portatore di
handicap grave.
Il bambino frequenta per l’intera giornata scolastica. Nell’orario
antimeridiano è seguito dall’insegnante di sostegno, mentre nel pomeriggio è
seguito dalla sola insegnante di sezione .
Mi chiedo: esistono in tutti i comuni d’Italia (io vivo e lavoro in Sicilia)
i protocolli d' intesa tra enti locali e istituzioni scolastiche per
assicurare agli alunni in situazione di disabilità grave la presenza di
assistenti- educativi o assistenti igienico- personale?
Esiste la legge! Legge 104/92, art. 13 comma 3
Qualora i comuni non avessero personale qualificato alle mansioni di cui
sopra, come potrebbero intervenire i dirigenti scolastici per risolvere la
situazione?
Il Comune lo trova e lo mette a disposizione della
scuola
Sono un insegnante di sostegno con contrattoa a tempo indeterminato e vorrei
chiarimenti circa le sostituzioni da fare in caso di docente assente.
Tra un docente a disposizione e un docente di sostegno con alunno presente,
a chi tocca fare la sostituzione?
Al docente a disposizione
Tra un docente a disposizione e un docente di sostegno con alunno assente, a
chi tocca fare la sostituzione?
Trovate un accordo
E' vero che quando l'alunno diversamente abile è assente, quelle ore di
lezione sono da considerarsi a disposizione?
Si
Quali sono i diritti e i doveri dell'insegnante di sostegno?
A PROPOSITO DI ... "SOSTEGNO"
http://www.edscuola.it/archivio/handicap/sostegno1.html
http://www.edscuola.it/archivio/handicap/hfaq_sostegno.html
Un alunno diversamente abile, grave, deve fare l'esame di terza media, ma
purtroppo non vi è didattica per cui il PEI è improntato solo sugli
obiettivi educativi, deve sostenere gli esami o può avere l'attestato di
frequenza?
Se si quale procedura si deve seguire?
Fate lavorare la fantasia, tirete fuori il Vs.
mestiere e fate fare gli esami, magari cambiando il Pei. Non è uno scandalo
http://www.edscuola.it/archivio/handicap/hfaq_licmedia.html
A settembre, io e la mia collega ci siamo ritrovate in una classe prima a
tempo pieno con 19 alunni, di cui due diversabili, già riconosciuti, con due
inss.di sostegno e un assistente. Fin dall'inizio,abbiamo insistito perchè i
due bambini fossero sistemati in classi diverse, essendoci la possibilità di
farlo, anche perchè uno dei due ha gravi disturbi comportamentali e il tempo
pieno non è adatto a lui: dopo le dieci è già stanco, non vuole più
proseguire nelle attività e le sue reazioni negative si accentuano. Abbiamo
chiesto alla psicologa dell'Asl indicazioni su come affrontare le
difficoltà, ma non abbiamo ricevuto alcuna risposta concreta. Così ci siamo
rimboccate le maniche, ci siamo documentate e abbiamo cercato di stilare un
progetto di recupero/integrazione (oltre il PEI) per l'alunno e il resto
della classe, le cui attività però portiamo
avanti con difficoltà perchè nelle "ex ore di contemporaneità", che abbiamo
a disposizione, siamo sempre impegnate nelle sostituzioni di colleghi
assenti. Una mattina di ottobre, senza che nessuno ci avesse
avvisato(nemmeno la D.S.), ci siamo ritrovati in classe una bellissima
bambina pakistana e abbiamo accolto anche lei, che, grazie a Dio, si è
subito integrata nel gruppo classe. Oggi, a fine gennaio, si sta palesando
la possibilità dell'inserimento di un altro bambino difficile (dello stesso
circolo)che deve essere separato dai suoi gemelli, perchè secondo la
psicologa è fuori legge tenere tre gemelli con disurbi del comportamento in
una stessa classe. Faccio inoltre presente che nel frattempo nella mia
classe si sono rivelati altri quattro bambini con difficoltà
nell'apprendimento e che hanno bisogno di essere seguiti costantemente dalle
inss. di classe. Mi chiedo: è corretto tutto ciò? E' legale? (Sbaglio o il
DM 414/99 prevede che nelle classi con due disabili non ci debbano essere
più di 20 alunni?)
Una classe differenziata e in più supplenze in altre
classi da parte dei docenti di sostegno! Siete ridotte proprio male e non vi
ribellate ed accettate queste cose. Qui non si rispetta né il D.M. 141/99 né
le linee guida dell'integrazione scolastica emanate dal Ministero
dell'Istruzione.
Vorrei sapere se mio figlio di anni 04 (gli è stata riconosciuta la legge
104 comma 03) deve pagare l'iscrizione per il 03° anno di Asilo.
Ho chiesto più volte in segreteria informazioni, ma non mi hanno saputo dare
una risposta inoltre da giorni chiedo di poter parlare con il preside della
scuola ma non mi è stato ancora concesso. Ad oggi non ho ancora avuto
risposta da parte della scuola.
Nella normativa statale di riferimento e nelle prime
leggi applicative a livello regionale non si prevedono disposizioni
specifiche per l'accoglienza di bambini disabili. Gli utenti ammessi al
Servizio sono tenuti al pagamento di una tassa di iscrizione e di una retta
di frequenza (secondo Comuni). Per ottenere la riduzione o l’esenzione dal
pagamento della tassa di iscrizione e della tariffa ( retta ) per la
frequenza, è necessario presentare richiesta scritta allegando l’ ISEE
(INDICATORE SITUAZIONE ECONOMICA EQUIVALENTE) del proprio nucleo familiare.
Il valore ISEE si rileva da un’attestazione rilasciata gratuitamente dai
CAAF ( Centri di Assistenza Fiscale) e dall’INPS, , sulla base di
un’autocertificazione di dati relativi alla situazione familiare, reddituale
e patrimoniale del nucleo familiare. I bambini disabili, pertanto, hanno
diritto ad essere accolti negli asili nido e a ricevere tutta l'assistenza
possibile, ma non hanno particolari agevolzioni, come l'esenzione per la
disabilità
Per quanto riguarda il colloquio con il Dirigente, provi a fargli una
richiesta scritta con r.r.r., dopo di ciò se ancora la ignora, Le dirò come
deve agire. Nella lettera gli scriva che ha chiesto più volte di essere
ricevuta ma tale richiesta è sempre stata ignorata. Vedrà che risolverà il
problema.
Sono la mamma di una bambina di 8 anni che frequenta la terza elementare.
Mia figlia è ambliope con 10/10 dall'occhio sinistro e 3/10 dall'occhio
destro, inoltre soffre di diplopia (visione doppia). Deve quindi mettere la
bendina sull'occhio che vede bene per tutto il giorno, per evitare di vedere
doppio. Quindi, specialmente a scuola, fa molta difficoltà con i suoi 3/10 a
vedere la lavagna, a seguire le lezioni e ha grosse difficoltà di
apprendimento. E' una situazione che va avanti da molto e non accenna a
migliorare. Può dirmi se ho diritto a qualcosa per aiutare la bambina?
Non so se rientro nella legge 104, perchè, se così fosse, avrei anche
qualche soldo per pagare un sostegno il pomeriggio. Inoltre la scuola ha
fatto la richiesta di sostegno, trovandomi d'accordo, ma la psicologa
incaricata non è ben disposta a concedere l'insegnante di sostegno perchè
dice che il problema dell'apprendimento è "secondario" al deficit visivo,
quindi mancano i requisiti. Può aiutarmi? Non so come fare per ottenere
qualcosa che possa aiutare mia figlia.
Per la plasticità cerebrale, l'efficacia del
trattamento ambliopico è proporzionale alla precocità dell'inizio del
trattamento, è fondamentale quindi nei bambini la diagnosi precoce dell'ambliopia.
Dunque deve proseguire se vuole ottenere qualche risultato. Da quello che ,
avrebbe dovuto migliorare dopo i 6/7 anni. Se questo miglioramento non è
avvenuto, sicuramente il trattamento è iniziato tardi
Per il resto...La Asl ha ragione, non è questione di apprendimento ma di
difficoltà visiva che credo possa risolvere dedicando maggior tempo, da
parte della scuola, Parli con il Dirigente scolastico e veda cosa può fare
con il personale curricolare che riesce a recuperare. Lei dovrà spendere i
suoi soldi per aiutarla tramite un sostegno adeguato il pomeriggio. Fate
questo sforzo e penso che i risultati verranno.
Auguri per la sua bambina
Sono una Docente di sostegno che ha avuto già il piacere di contattarLa per
alcuni chiarimenti riguardanti gli esami di maturità a favore di alunni che
seguivo; gli alunni hanno partecipato agli esami con successo, è stata per
loro una grande emozione e soddisfazione; uno di loro ha conseguito la
maturità seppure con gli obiettivi minimi, i Suoi consigli mi sono stati
utili e La ringrazio ancora.
Ora desidero rivolgere a Lei questa domanda: è mai possibile che un docente
di sostegno che partecipa come membro aggregato (così ci definisce la
circolare) agli esami di maturità per aiutare nel migliore dei modi gli
alunni diversamente abili possa percepire una quota forfettaria pari a 171
Euro, a prescindere dal numero dei giorni che ha effettivamente
lavorato??????
Io sono stata nominata dal Presidente di commissione per 7gg., quindi ho
guadagnato al giorno la bellezza di 28,50 Euro!!!!!!! Consideri che nel mese
di Luglio le scuole sono chiuse e quindi ho dovuto pagare una persona che si
occupasse dei miei figli!!!!! Lei crede che in futuro io mi possa adoperare
ancora perchè gli alunni diversamente abili possano fare questa esperienza,
unica nella loro vita????
Crede che siano queste le condizioni ideali affinchè tutti gli alunni
possono avere le stesse possibilità di miglioramento??????????????
Per quanto mi riguarda, con le condizioni vigenti sarà assai difficile che
io possa optare, in futuro, ancora una volta per gli esami. Il richiamo del
mare vincerà sul mio senso di responsabilità che, fino ad oggi, ho sempre
portato avanti.
Per la cronaca, Le dico che, a tutt’oggi, devo ancora percepire la cospicua
(!) somma della quale Le ho parlato.
La prego di attivarsi affinchè possa cambiare questo insensato sistema
retributivo che offende noi insegnanti e allo stesso tempo minaccia di
danneggiare gli alunni.
Purtroppo, il docente di sostegno che non sia nominato
membro effettivo di commissione non può farne parte; pertanto essi, come
dice la normativa sono solo assistenti agli esami e debbono partecipare solo
ai giorni in cui l'alunno svolge gli esami ed a nessuna riunione della
commissione. Il titolo di membro aggregato valeva sino al 97 quando con la
prima riforma degli esami, si è stabilito che possono essere membri di
commissione solo docenti nominati con riguardo alle discipline oggetto degli
esami.
Se può rallegrarLa, quando insegnavo, ho dovuto fare il membro interno della
mia classe ed ho dovuto interrogare, quale commissario di diritto tutti gli
alunni delle due classi della commissione, partecipare agli scrutini, senza
avere una lira, perchè allora i membri interni non prendevano nulla.
Prima di tutto un saluto affettuoso, e un "forza" per il lavoro di difesa e
visibilità ai deboli che strema onorevolmente ogni giorno.
Non disturberei se non fosse necessario. Samo genitori di un ragazzo con DGS
ad alto funzionamento(più un altro con una forma grave di handicap, non
autosufficiente). e problemi di disfasia che frequenta il terzo anno di una
scuola superiore, dopo aver dovuto cambiare scuola al l'inizio del II anno
per problemi di bullismo. L'anno scorso la Preside è stata molto presente e
attiva, e tutto è andato bene. Ma ora che questa Dirigente è andata in
pensione, questa scuola sembra un po' allo sbando emotivo e didattico.Il
problema disfasico di mio figlio richiederebbe la disambiguazione e
l'esplicitazione del programma scolastico attraverso presidi che tutti
dovrebbero conoscere, come riassunti, schede, mappe,griglie(beninteso, ha
tanto di sostegno!)...Be', non ha mai portato l'ombra di una riga di
sintesi, una parvenza lontanissima di esplicitazione riassuntiva su cui
studiare ed essere interrogato, una sottolineatura sui libri. I compiti
sono: studiare i capitoli 9,10, 11, 12,13. L'interrogazione viene fatta
tramite domande aperte("parlami di".....A UN DISFASICO!), il che equivale a
fare una valutazione dell'handicap, attraverso la sua esibizione! Le regole
sarebbero semplici:costruire o facilitare un sistema di riferimento, farlo
studiare su quello, verificare in maniera equipollente su quello, tener
conto dei suggerimenti del GLH. E mi dicono:si esprime in maniera molto
confusa! DIAMINE...ma è il SUO problema!
Ho paura che ci sia una fortissima tendenza a marginalizzare, e, per quanto
possibile, e più velocemente possibile, "sbarazzarsi" dei disabili sempre
colpevoli di qualcosa. Forse gli insegnanti sono stanchi, o demotivati, o
poco guidati, ma ho notato che al minimo appunto facilmente si "paranoicizzano",
ed entrano in un clima di persecutorietà e insofferenza molto
controproducente. Certo mi sconvolge che dopo tanti scambi, ancora sembrino
impermeabili a concetti come disambguazione del testo, sintesi esplicative,
prove programmate equipollenti,comprensione del disagio...o hai un PEI e ti
becchi (se vuoi) i crediti e basta, o fai come tutti senza pretendere
facilitazioni di sorta!
Questo sta deprimendo molto il ragazzo che dimostra un rendimento
diversissimo a seconda delle modalità di proposta e di verifica, per cui ho
prodotto io tonnellate di testi sintetici esplicitati, che però loro non gli
propongono a loro volta e così amen. Mi chiedo (e le chiedo) come
intervenire, tenendo presente la generale stanchezza(?) degli insegnanti,
che suppongo però non siano più stanchi di me e di lei, la loro prontezza a
"prendersela", ma anche la loro impermeabilità.?
Li ho visti e sentiti molto, molto diversi dall'anno scorso, e dopo la
tremenda sofferenza dei miei figli e mia, non ce la potremmo fare a
ricominciare.
chiedo un parere su come muoversi. Ci sentiamo di nuovo molto soli, e i
fronti su cui combattere sono veramente tanti, più di una guerra è difficile
da combattere.
Chieda la convocazione di una riunione del glh
operativo con la partecipazione Vostra, degli operatori sanitari che seguono
il caso ed eventualmente di un esperto di una associazione specializzata
nella tipologia del deficit di vostro figlio che possano illustrare ai
docenti, compreso quello per il sostegno, come debbono impostare e
realizzare il PEI. Se non Vi seguono, chiedete l'intervento del Referente
per l'integrazione scolastica operante presso l0'Ufficio scolastico
provinciale o quello regionale-
Sono queste le figure di riferimento che dovrebbero sostenerVi nelle Vostre
legittime richieste.