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Reg. Tribunale Lecce n. 662 del 01.07.1997
Direttore responsabile: Dario Cillo

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SSIS
Nessun apprendimento evita il viaggio

Sotto la direzione di una guida, l'educazione spinge all'esterno. Parti, Esci. Esci dal ventre della madre, dalla culla, dall'ombra che scende Dalla casa del padre e dai paesaggi giovanili. Al vento, alla pioggia: fuori mancano i ripari. Apprendere da inizio all'erranza

(M.SERRES, Il Mantello di Arlecchino)

http://members.xoom.virgilio.it/studsilsismi/settimanale/sett2002/conv19sett.htm

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..................."Le didattiche disciplinari sono state assegnate generalmente a dei professori universitari che sono sì esperti nel loro campo disciplinare, ma non esperti nella didattica di quella disciplina...............

da www.sissco.it
ANNALE I/2000
LE SCUOLE DI SPECIALIZZAZIONE PER L'INSEGNAMENTO SUPERIORE
Le scuole di specializzazione per l'insegnamento secondario: una riforma necessaria o un passo in avanti verso la liquidazione di un sistema educativo nazionale? di Paolo Pezzino

è già il secondo anno che in tutta Italia funzionano le Scuole di specializzazione per l'insegnamento secondario (Ssis). In sintesi, si tratta di strutture delle università, coordinate a livello regionale, preposte alla formazione degli insegnanti (con l'eccezione di quelli della scuola primaria). Il numero dei posti disponibili viene annualmente fissato con un decreto ministeriale, che li ripartisce fra le varie sedi regionali in base ad una previsione delle future disponibilità negli organici della scuola. Nelle Ssis si entra per concorso, e si esce dopo due anni di un percorso formativo che comprende approfondimenti sia nelle singole discipline, sia nell'ambito delle scienze dell'educazione, oltre ad attività di tirocinio. Gli iscritti che superino l'esame finale ottengono il diploma di specializzazione, che «ha valore di esame di Stato ed abilita all' insegnamento per le classi corrispondenti alle aree disciplinari cui si riferiscono i diplomi di laurea di cui sono titolari gli specializzandi» (art. 4 D. M. 26/5/98). Un successivo provvedimento di legge, il D. L. 28 agosto 2000 n. 240, "Disposizioni urgenti per l'avvio dell'anno scolastico 2000-2001", convertito in legge il 17 ottobre 2000, consente agli specializzandi di essere inseriti nelle graduatorie permanenti dei provveditorati per l'immissione progressiva in ruolo.
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da www.treccani.it

Claudio Silvestri
Ssis: uno sguardo dall'interno
Premessa
L'istituzione delle Scuole di specializzazione all'insegnamento secondario
(Ssis) rientra nel più ampio progetto di riforma della scuola che in questi anni, pur con molte difficoltà, sta finalmente trovando attuazione.  La creazione delle Ssis, deputate alla formazione professionale del corpo insegnante, rappresenta l'ultimo tassello che va a completare un coraggioso e organico progetto di riforma dell'istituzione scolastica che ha rinnovato l'esame di maturità (con rilevanti ricadute nella programmazione didattica dell'intero quinquennio di studi), trasferito ai singoli istituti scolastici molte competenze così da consentire alle scuole una autonoma progettazione didattica, organizzativa e finanziaria, ridisegnato l'intero percorso scolastico dell'alunno in nuovi cicli di studi e ridefinite conseguentemente le linee guida dei programmi d'ogni disciplina. Tuttavia, se su ognuno dei punti sopra elencati il progetto di riforma sembra, nonostante gli ostacoli e le difficoltà, poter giungere a termine con successo, la volontà di far entrare in classe docenti professionalmente preparati in due anni di studio specialistico rischia invece di rimanere un vuoto proposito. Tale insuccesso è maturato per cause di incerta provenienza, ma di sicura efficacia....................... ......Cos'è la Ssis................... ......Un lungo percorso..................... Un'amara sorpresa Accade, infatti, che contemporaneamente alla istituzione delle Ssis, il Ministero della Pubblica Istruzione compia altri due atti che svuotano di fatto il valore delle neonate scuole di specializzazione. In primo luogo, bandisce un mega-concorso per l'accesso alle cattedre e per il conseguimento dell'abilitazione; in seconda istanza, istituisce tre corsi riservati, sempre per il conseguimento dell'abilitazione, destinati a quegli insegnanti (i cosiddetti 'precari') che hanno svolto almeno 360 giorni di supplenza entro il 27 aprile 2000. Con questi due atti il Ministero compie, a mio parere, un'evidente doppia contraddizione rispetto ai principi su cui ha appena fondato la nascita delle Ssis: non solo abilita all'insegnamento secondario un numero di docenti enorme e assolutamente sproporzionato alle necessità del sistema scolastico, ma lo fa con due sistemi che, ancora una volta, non garantiscono la specifica qualità e competenza professionale. Il mega-concorso appena concluso, infatti, si è preoccupato, come sempre, di accertare le sole conoscenze disciplinari. Analogamente, nelle 100 ore dei corsi riservati, che pure sembrano difendere i diritti acquisiti sul campo da decennali supplenze, finiscono anche insegnanti che hanno maturato i 360 giorni in scuole private (dove l'assunzione avviene per chiamata diretta del Preside dell'istituto) o in classi diverse da quelle per le quali acquisiscono l'abilitazione; così, ad esempio, avendo fatto supplenze alle elementari di una scuola privata, si potrà bellamente insegnare alle superiori. Si tenga infine presente che nella graduatoria in cui confluisce quest' enorme massa di docenti abilitati e da cui si attingerà progressivamente per le future immissioni in ruolo, gli insegnanti diplomati alla Ssis sono inseriti fieramente in coda (per tutto quanto concerne la legislazione vigente sulla Ssis e sul sistema di reclutamento dei docenti, le azioni di protesta nonché le proposte che il Coordinamento Nazionale degli Specializzandi ha attivato in questi due anni, rimando al sito http://members.xoom.it/_XOOM/studsilsismi/index.htm).
Ancora metodi consociativi?
Di questi corsi riservati abilitanti destinati ai precari e, più in generale, dei principi e delle modalità con cui è regolato il reclutamento del corpo docente, si è occupato un libro pubblicato in questi giorni, all' interno del quale, nel capitolo Precari e sanatorie, si legge:

"E così dal sistema consociativo sono uscite le sanatorie, le assunzioni in ruolo ope legis, gli aggiustamenti delle graduatorie, i corsi abilitanti.

L''aggiustamento' ha sostituito la severità selettiva, per una categoria che dovrebbe insegnare ai giovani il valore del rigore e della selezione. [...] E' l'esito al quale porta il metodo della consociazione, che ritengo abbia danneggiato molto la scuola e gli stessi sindacati. Grazie ad essa si è costruito quel sistema di potere, anche inserendo i sindacati nelle principali procedure di decisione della routine. I sindacati sono entrati in tantissime commissioni che esaminavano (e gestivano) le varie fasi del processo di amministrazione della scuola e nei provveditorati. Inizialmente le lotte sindacali hanno ottenuto più trasparenza e più controllo; poi ha prevalso la consociazione, il coinvolgimento e quindi gli effetti mercantili di scambio e la rigidità organizzativa..." (L. Berlinguer, La nuova scuola, Bari, Laterza, 2001, pp. 90-91). Sorprenderà forse sapere che l'autore di queste affermazioni è proprio colui che maggiormente ha tentato di riformare la scuola, Luigi Berlinguer. Considerato tutto ciò, sembra evidente come l'istituzione delle Ssis non raggiunga di fatto gli obiettivi auspicati dalla riforma sugli insegnanti della scuola, ma rischi invece di configurarsi come un'importante occasione perduta. La definisco occasione perduta, in quanto il valore formativo della specializzazione che sto frequentando appare davvero prezioso.

Claudio Silvestri è specializzando della Ssis del Lazio indirizzo linguistico-letterario

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http://www.liceomarinelli.ud.it/liceo/tirocinio/percorsi/PERC_premessa.htm

PERCORSI DEL DOCENTE IN FORMAZIONE

 1. INFORMAZIONE
Lo studente della SSIS deve anzitutto ricevere una informazione competente e dettagliata in appositi seminari e work-shop, in ordine a: . il POF -Piano dell'Offerta Formativa- in vigore, che costituisce il quadro di riferimento e coordinamento dell'attività di tutti i soggetti della scuola. Vi si richiamano infatti la struttura dell'Istituto, le modalità dell'organizzazione e della amministrazione, le inizative assunte nella prospettiva dell'autonomia; si delineano la sequenza delle operazioni e delle competenze relative alla prorammazione educativa e i progetti culturali che integrano la formazione degli studenti. . Il Piano attuativo dell'autonomia, che specifica la ripartizione delle risorse e del Fondo dell'istituzione scolastica, determinando le responsabilità, i tempi, le procedure e i controlli. . Il sito web della scuola, dove sono riportate le attività di rilievo, le esperienze didattiche, le comunicazioni e le scadenze utili soprattutto agli studenti e ai genitori per orientarsi nelle scelte e partecipare consapevolmente e attivamente alla vita della scuola. . Il Regolamento d'Istituto e il Regolamento di disciplina, che recepisce e adatta lo Statuto delle studentesse e degli studenti. . I documenti di didattica generale elaborati dai Dipartimenti: gli Obiettivi cognitivi e gli Standard minimi di apprendimento per ogni disciplina. . Le azioni intraprese dalla scuola, sulla base della normativa aggiornata, in vista dell'Esame di Stato conclusivo. . I documenti relativi al monitoraggio dell'Istituto da parte del Nucleo di valutazione. Il "Manuale della Qualità", in vista della certificazione di qualità dell'Istituto, e i lavori preparatori dei gruppi impegnati nella redazione. 2. OSSERVAZIONE . Visita agli spazi e attrezzature della scuola. . Osservazione silenziosa dei lavori di almeno un Consiglio d'Istituto. . Osservazione silenziosa di almeno un Collegio dei Docenti. . Osservazione di un incontro informativo con i genitori; di alcune attività degli studenti che si tengono durante l'Assemblea di Istituto. . Osservazione delle iniziative e dei servizi inerenti all'orientamento iniziale e finale e al riorientamento. L'osservazione semi-strutturata o strutturata va condotta con mezzi di rilevazione e strumenti di interpretazione precisi, con articolazione oraria prefissata, traendone note valutative da inserire nel "diario" (portfolio) del tirocinante. 3. PARTECIPAZIONE . Partecipazione con ruolo attivo (ma senza diritto di voto) al/i Dipartimenti delle discipline oggetto delle attività di tirocinio, soprattutto nelle sedute dove vengono discussi e deliberati gli standard di apprendimento e vengono proposti gli interventi di recupero, sostegno e approfondimento. . Partecipazione ad almeno un Consiglio delle classi ove si svolge il tirocinio, sia nella parte riservata ai docenti che a quella aperta alle altre componenti: in particolare alle riunioni dedicate alla programmazione iniziale, alla definizione degli obiettivi trasversali e del "contratto formativo" con gli allievi. 4. PROGRAMMAZIONE La progettazione e la programmazione didattiche derivano dalla ricerca compiuta nel Laboratorio e vengono concretamente confrontate . nel Consiglio della classe cui si riferiscono; . con il docente accogliente e il suo piano di lavoro specifico. Lo studente della SSIS progetta un proprio micromodulo sperimentale compiuto (una unità tematica concordata, eventualmente pluridisciplinare): specificando obiettivi, contenuti, tempi, mezzi e materiali (schede e testi predisposti in Laboratorio), strumenti di verifica e valutazione, e indicando differenti strategie didattiche percorribili. 5. ATTIVITA' DIDATTICA E' l'impegno qualificante l'attività del tirocinio: l'intervento diretto in classe, parte autonomo, parte in compresenza con l'insegnante accogliente. . Il tirocinante mette in opera il modulo progettato, tenendo scrupolosamente documentazione di tutti i passaggi e rendendosi responsabile dell'esito. . Il tirocinante collabora ad alcune fasi dell'insegnamento: preparazione e correzione delle prove scritte; conduzione e valutazione dell'interrogazione; coordinamento del lavoro di ricerca di gruppo. . Il tirocinante compie esperienze didattiche guidate nelle aule speciali e nei laboratori (scientifici e linguistici), nell'aula informatica, in aula proiezioni, usando tutte le tecnologie disponibili. 6. VALUTAZIONE La Commissione del Tirocinio, insieme ai tutor, elabora e propone un giudizio motivato sull'esito del progetto di tirocinio realizzato dal singolo docente in formazione; il giudizio viene poi certificato dal Dirigente scolastico e trasmesso al Preside della SSIS. D'altra parte, lo studente della SSIS costituisce per la scuola una risorsa in quanto è anche chiamato, da un punto di vista esterno ed esperto nella ricerca più aggiornata, ad esprimere riflessioni e valutazioni critiche, in modo esplicito e formalizzato: all'insegnante accogliente, al Consiglio della classe, agli studenti stessi. La valutazione da parte del tirocinante del proprio lavoro e dell'attività dei docenti della scuola, per essere competente ed efficace, viene prima elaborata e discussa nel Laboratorio didattico. 7. RELAZIONE La relazione sull'attività di tirocinio, al termine dell'anno scolastico, in vista delle prove conclusive presso la SSIS, si giova e allega tutta la documentazione raccolta ("diario"); viene elaborata con il concorso del docente accogliente e discussa in Consiglio di classe e in Dipartimento, annotando le eventuali osservazioni critiche dei colleghi. E' opportuno che una sintesi della relazione venga anche esposta dal tirocinante agli studenti per renderli partecipi e consapevoli di un percorso di cui sono destinatari e protagonisti.
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http://www.scform.unifi.it/ssis/decreto98.html

d.m. 26 maggio 1998
"Criteri generali per la disciplina da parte delle università degli ordinamenti dei Corsi di laurea in scienze della formazione primaria e delle Scuole di specializzazione all'insegnamento secondario." Registrato alla Corte dei conti il 19.06.1998 reg.1 foglio 137 pubblicato in G.U. n. 153 del 3 luglio 1998

di concerto con il Ministro della pubblica istruzione,
VISTA la legge 9 maggio 1989, n. 168 riguardante: Istituzione del Ministero dell'università e della ricerca scientifica e tecnologica; VISTA la legge 19 novembre 1990, n. 341 concernente: Riforma degli ordinamenti didattici universitari; VISTA la legge 5 febbraio 1992, n. 104 riguardante: Legge quadro per l'assistenza, l'integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate; VISTA la legge 15 maggio 1997, n. 127 recante: Misure urgenti per lo snellimento della attività amministrativa e dei procedimenti di decisione e di controllo; VISTO il decreto del Ministro dell'università e della ricerca scientifica e tecnologica del 21 luglio 1997, n. 245, recante "Regolamento in materia di accessi all'istruzione universitaria e di connesse attività di orientamento"; VISTO il parere del Consiglio Universitario Nazionale, reso in data 30 aprile 1998; VISTI i pareri delle Commissioni parlamentari della Camera e del Senato, resi rispettivamente in data 28 aprile e 30 aprile 1998. VISTA la nota n. 27962/BL del 22 maggio 1998 del Ministero della pubblica istruzione; DECRETA Art. 1
(Definizioni)
1. Ai sensi del presente decreto si intendono :
a) per corso di laurea, il corso di laurea in scienze della formazione primaria di cui all'articolo 3, comma 2, della legge 19 novembre 1990 , n.341;
b) per scuola, la scuola di specializzazione all'insegnamento secondario di cui all'articolo 4, comma 2 della legge 19 novembre 1990, n.341;
c) per obiettivo formativo, l'insieme di attitudini e competenze caratterizzanti il profilo professionale dell'insegnante, da sviluppare negli studenti del corso di laurea e della scuola;
d) per credito formativo, la definizione adottata nel Sistema europeo di trasferimento di crediti accademici nelle Comunità Europee (ECTS), di cui alla decisione 87/327/CEE del Consiglio del 15 giugno 1987;
e) per laboratorio, l'analisi, la progettazione e la simulazione di attività didattiche di cui alle aree 1 e 2 di cui agli allegati B e C, con intervento coordinato di docenti di entrambe le aree;
f) per tirocinio, le esperienze svolte presso istituzioni scolastiche al fine dell'integrazione tra competenze teoriche e competenze operative;
g) per prove di valutazione conclusive, le modalità di accertamento dell'apprendimento al termine di attività didattiche
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SSIS - STRUMENTO INDISPENSABILE PER LA PROFESSIONALITA' DOCENTE La situazione

Le Scuole di Specializzazione per l'Insegnamento Secondario (SSIS) sono nate col Decreto MURST del 26 maggio 1998, che dava seguito alla Legge n. 341 del 19 novembre 1990, la quale affidava la formazione degli insegnanti alle Università, prevedendo una Scuola di Specializzazione successiva alla laurea, di durata non inferiore a due anni, articolata in indirizzi, con discipline finalizzate alla formazione professionale degli insegnanti, facendo specifico riferimento alle Scienze dell'educazione e all' approfondimento metodologico e didattico delle aree disciplinari di riferimento, nonché ad attività di tirocinio didattico obbligatorio. Le SSIS, partite con l'anno accademico 1999-2000, hanno durata biennale, articolata in 4 semestri, per un monte ore complessivo di 1000 ore (700 di corsi e laboratori più 300 di tirocinio pratico presso le scuole secondarie) in cui sono compresi:
a)     gli insegnamenti dell'Area 1 (Trasversale) - Funzione Docente
(Pedagogia, Didattica, Psicologia, Storia della scuola, Legislazione scolastica, Educazione ambientale)
b)     gli insegnamenti dell'Area 2 - Disciplinarietà (area disciplinare,
vista nei suoi aspetti storici, metodologici e didattici)
c)      Laboratori didattici (Area 3)
d)     Tirocinio (Area 4), coordinato dai Supervisori, da svolgersi nelle
scuole con il supporto di docenti della disciplina in cui ci si abilita (tutor).

Un problema "di fondo" delle SSIS è che al loro interno il rapporto Scuola Secondaria-Università è del tutto squilibrato a favore di quest'ultima, cosa che va assolutamente rimossa se si vogliono porre le condizioni per un loro efficace funzionamento.

 Infatti l'unica presenza istituzionale della Scuola
Secondaria nelle SSIS sono i Supervisori, docenti di scuola secondaria vincitori di apposito concorso per titoli ed esami, che hanno il compito di supervisione del Tirocinio e di coordinamento del medesimo con le altre attività delle SSIS. A parte ciò tutto il resto, l'Area 1, l'Area 2, l'Area 3 del Laboratorio di didattica, l'organizzazione e la gestione dei corsi, la progettazione e programmazione delle attività, etc. è demandato all'Università. Purtroppo però, da sempre, l'Università è il luogo della ricerca, degli specialismi e dell'approfondimento, non delle metodologie e della ricerca didattica "applicata", se non in casi particolarissimi legati alle personalità di singoli docenti. Di norma i docenti universitari, da sempre istituzionalmente estranei alla Scuola Secondaria e senza alcun rapporto con essa, ne ignorano completamente realtà e problematiche, così come le "didattiche possibili" per alunni in quella fascia d'età e quant'altro attiene alla metodologia e prassi dell' insegnamento secondario.

Il risultato è che le lezioni dei corsi SSIS sono in genere poco utili per la formazione di un futuro docente di scuola secondaria, vuoi perché si tratta della riproposizione di insegnamenti specialistici un po' "addolciti" (che se anche possono avere il merito di colmare lacune e omogeneizzare la formazione culturale di chi li segue - che comunque, non va dimenticato, è un laureato che ha già seguito corsi specialistici - lasciano però del tutto sguarnito il fronte medodologico-didattico), vuoi perché, anche quando si tratta di lezioni di Scienze dell'Educazione, ci si limita a tematiche del tutto generali e astratte, mai calate nella realtà della prassi didattica e delle tematiche della scuola secondaria, che anche per i docenti di quest' area rimane un "oggetto misterioso".

Ben rendono la situazione le parole dei rappresentanti nazionali degli studenti SSIS, pronunciate nell'autunno scorso in un convegno romano del Co.Di.S.S.I.S./CONCURED, alla presenza dell'allora Ministro della Pubblica Istruzione Tullio De Mauro, che riporto in trascrizione stenografica:

"Le didattiche disciplinari sono state assegnate generalmente a dei professori universitari che sono sì esperti nel loro campo disciplinare, ma non esperti nella didattica di quella disciplina, com'è naturale visto che sono abituati a insegnare all'università, a una platea di persone di 20 anni e oltre, mentre noi dobbiamo andare a insegnare a persone di 14-19 anni, che hanno motivazioni del tutto diverse, e quindi poco purtroppo c'è stato dato in queste lezioni, che spesso sono state anche troppo spezzettate. Un altro problema che abbiamo evidenziato è che c'è un peso un po' troppo ingombrante dell'università in queste SSIS, troppo marginale la presenza del mondo scolastico, e purtroppo molti dei docenti universitari hanno poco presente qual è la realtà scolastica, e pur dandoci delle grandi lezioni di pedagogia, psicologia, etc. poco rapportano questo al mondo della scuola ."

L'Area 3, del Laboratorio didattico, dovrebbe essere un'area centrale per le SSIS, il raccordo e lo stimolo per tutte le altre aree, l'area in cui "si fa didattica", si ipotizzano percorsi, si progettano unità didattiche, etc. , dove si mettono a frutto gli insegnamenti delle Aree 1 e 2 e quanto appreso e/o provato nel Tirocinio. Di norma niente di tutto ciò: spesso i Laboratori didattici sono affidati o integralmente a docenti universitari, o integralmente a docenti di scuola secondaria (supervisori o altri insegnanti di scuola secondaria noti in ambiente universitario), o un po' agli uni e un  po' agli altri, ma in ogni caso spesso manca un lavoro comune Scuola Secondaria-Università sul fronte metodologico-didattico.

In definitiva quindi, tranne occasionali eccezioni sempre possibili in un Paese vario come il nostro, la norma è che le lezioni SSIS sono tenute da docenti universitari che poco o niente sanno di scuola e didattica secondaria, col risultato che agli specializzandi viene fornita una formazione non adeguata a farne dei professionisti dell'istruzione secondaria, con carenze enormi nel fondamentale settore medologico-didattico, e sovente anche sul piano strettamente disciplinare.

I rimedi

Qualunque soluzione venga adottata per le SSIS (3+2, 3+1+2 o altra), la strada verso una loro piena funzionalità passa necessariamente da un rapporto paritetico al loro interno fra Scuola Secondaria e Università, che metta insieme e utilizzi al meglio le competenze metodologico-didattiche e di trasmissione dei saperi tipici della Scuola Secondaria, con i saperi specialistici, la ricerca e gli approfondimenti propri dell'Università. Un apporto libero e autonomo, ancorché concordato da posizioni di parità, di docenti qualificati di scuola secondaria è fondamentale e insostituibile per il buon funzionamento delle SSIS: sono loro infatti i depositari del "mestiere" dell'insegnare, della metodologie e delle pratiche didattiche vissute "sul campo", tutti i giorni in prima persona, ed è velleitario pensare di formare i futuri insegnanti senza il loro fattivo contributo.

Una possibile riorganizzazione potrebbe prevedere le 1000 ore SSIS ripartite a metà fra Scuola Secondaria e Università (300 ore di tirocinio più 200 di corsi e laboratori per la prima, 500 ore di corsi e laboratori per la seconda), con entrambi gli Enti che svolgono selezioni al loro interno per individuare le persone più adatte a quanto richiesto dal lavoro nelle SSIS, persone che poi dovranno concordare su un piano paritario ogni questione, a cominciare dal tipo di corsi e dalla loro organizzazione. Sarebbe auspicabile che, almeno in linea generale, tali persone non passassero a lavorare integralmente per le SSIS, ma conservassero incarichi nei loro campi di provenienza. Ciò per la scuola secondaria potrebbe effettuarsi mediante l'introduzione di una nuova figura di docente, legata sia alla scuola secondaria che all'Università, specialista nella didattica della sua disciplina a livello secondario, e selezionata in base alla capacità di svolgere il suo mestiere. Si parla tanto spesso di possibilità di carriera per gli insegnanti secondari: perché non individuare anche in questa figura uno dei possibili sviluppi, dandole riconoscimento giuridico? Si tratterebbe di una figura che acquisisce competenze nel trasferire la sua professionalità a professionisti in formazione, a contatto con quanto di quanto di meglio viene dalle scuole, e che istituzionalmente mette tutto ciò a confronto con i livelli alti della ricerca accademica, divenendo quindi un esperto in ricerca metodologico-didattica, un ricercatore didattico che opera "sul campo". Questa nuova figura di docente dovrebbe quindi conservare ore di insegnamento in classi di scuola secondaria, ma date le difficoltà di coordinamento delle due attività - come sempre, nelle situazioni in cui c'è una prestazione di lavoro che si ripartisce all'interno di due sistemi organizzativi - è opportuno prevedere anche che l'impegno possa essere per un numero di ore più ridotto dell'attuale "semiesonero" (che spesso, attualmente, ha comportato carichi di lavoro davvero eccessivi). Se ve ne fosse la necessità alcuni di questi docenti potrebbero essere temporaneamente esentati da compiti di insegnamento, perché completamente assorbiti dal loro impegno nelle SSIS, facendo però in modo che recuperino in tempi brevi il loro rapporto con le classi.

Con questa riorganizzazione le SSIS potrebbero divenire dei centri professionalmente avanzati di ricerca didattica e formazione permanente. In esse infatti sarebbero presenti con ruoli paritari, e quindi produttivi, specialisti ad alto livello delle varie discipline (i docenti universitari), e professionisti in grado di elaborare strategie e metodi per insegnare e rendere attraenti tali discipline (i docenti di scuola secondaria), abilità che hanno una epistemologia propria e che richiedono il riferimento a un ampio spettro di fattori, a cominciare dalla riflessione sui fondamenti storici ed epistemologici delle discipline stesse e al legare assieme saperi e affettività.

Che fare per i supervisori attuali

-         Abolire la norma, peraltro di dubbia legittimità costituzionale,
che impedisce di continuare l'esperienza di supervisore continuativamente per più di 4 anni. Essa infatti, escludendo dal concorso a SVT chi ne abbia i requisiti solo perché ha già svolto la funzione per la quale vuol concorrere, è del tutto assurda, e non pare avere alcun senso, se non quello di impedire un contributo di "qualità" della scuola secondaria alle SSIS, che è proprio il principale problema da risolvere nelle SSIS.

-          Per ora i Supervisori, non hanno avuto alcun riconoscimento del
loro ruolo, né giuridico né economico, eppure sono persone che hanno vinto un pubblico concorso universitario per titoli ed esami, su argomenti, quelli della formazione secondaria, che sono il centro del loro lavoro. E questa è indubbiamente un'anomalia da rimuovere: è la prima volta in Italia che qualcuno vince un concorso per un ruolo superiore e più complesso, con una professionalità riconosciuta sia da MPI che da MURST, e non solo non prende una lira d'aumento, ma ci rimette perché spesso deve fare decine di km per portarsi alla SSIS, mentre prima, magari, insegnava in una scuola "sotto casa". Fra l'altro sarebbe opportuno che un eventuale aumento per una "più alta professionalità" resti, come resta la professionalità, anche quando non si espleti più la funzione di Supervisore (che la normativa attuale "stoppa" in ogni caso dopo un quadriennio almeno per un altro quadriennio).

-         Riconoscimento del ruolo di supervisore in termini di punteggio e
titolo per la carriera scolastica (tipo concorso a Dirigente Scolastico o altro, punteggio per partecipazione ad esami SSIS, trasferimenti, così come c'è per gli Esami di Stato nella Scuola Secondaria, etc. )
-         Costituire un'anagrafe dei Supervisori e iscriverli all'Albo dei
Formatori (fra l'altro fra i titoli ammessi per il concorso di Supervisore, c'era quello d'aver svolto attività di Formatore), valutandone il titolo nei concorsi nell'ambito della formazione e dell'aggiornamento

-         Maggiori agevolazioni rispetto al carico del lavoro scolastico con
riduzione delle ore di insegnamento rispetto al semiesonero.

-         Rimborso spese di viaggio fra la sede scolastica di titolarità e
la SSIS di appartenenza.

Alfio Pelli
Supervisore al Tirocinio presso la SSIS Toscana, sede di Pisa

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http://www.scform.unifi.it/ssis/proposte_lettura/proposta3.html

Simonetta Ulivieri, Gloria Giudizi, Sandra Gavazzi (a cura di)  Dal banco alla cattedra Didattica e tirocinio formativo per l'insegnamento nella scuola secondaria  EDIZIONI ETS Sconto del 15% per chi acquista dal sito: www.edizioniets.com

Presentazione
La trasposizione didattica dei saperi disciplinari richiede un'attenta riflessione sul modo di fare scuola e sulle problematiche incontrate dai docenti e dagli studenti nella loro attività quotidiana. Dall'integrazione fra sapere sapiente dell'università e il sapere agito della scuola secondaria nasce la rete di competenze di un nuovo modello di insegnante, attento alle dinamiche psicorelazionali, competente nell'uso delle metodologie dell'apprendimento e della valutazione, rivolto al ruolo sociale che l'istituzione svolge sul territorio. Questi sono i presupposti che hanno animato l'attività svolta dai docenti e dai supervisori della sede fiorentina della SSIS della Toscana. Di tale attività di ricerca e di sperimentazione il presente volume offre un interessante spaccato.

Prefazione
In Italia si è cominciato a discutere della necessità di dare agli insegnanti una formazione professionale impostata su basi scientifiche fin dagli anni Settanta, anche in seguito alla contestazione studentesca in atto; il dibattito arriva su riviste come "Scuola e Città", "Riforma della scuola", "Economia istruzione e formazione professionale". Già alla fine di quel decennio le Università di Bologna, Genova, Roma "La Sapienza" e Firenze impostano progetti didattici in tal senso, con la convinzione condivisa che la preparazione professionale degli insegnanti debba andare "oltre" le conoscenze disciplinari affinché questi siano in grado, tramite l'acquisizione di competenze socio-psico-pedagogiche e didattiche, di rispondere alle esigenze di una scuola "di massa". In particolare si occupano del tema della formazione degli insegnanti e del raccordo scuola/università i pedagogisti: Maria Corda Costa e Aldo Visalberghi dell'Università di Roma, Mario Gattullo a Bologna, Gastone Tassinari e Lydia Tornatore a Firenze, dove viene fondato il GUS (Gruppo Università Scuola) con lo scopo di creare una collaborazione tra docenti universitari, secondari e primari nell'elaborazione di nuove forme di didattica, anche utilizzando le significative esperienze sperimentali che erano state elaborate nella Scuola e Città Pestalozzi sotto la guida di Ernesto Codignola prima, nel dopoguerra, e successivamente con la direzione di Raffaele Laporta. Un importante appuntamento, che servirà a creare un fondamentale raccordo tra pedagogisti e disciplinaristi, è rappresentato da un Convegno che si tiene a Salerno nel maggio del 1978, organizzato dalla psicopedagogista Clotilde Pontecorvo, sul tema: Università e formazione continua degli insegnanti1, a cui non solo partecipano i pedagogisti già citati, ma anche altri che attualmente troviamo ancora impegnati nelle SSIS, come Elisa Frauenfelder Zeuli, Lucia Genovese, Bianca Grassilli, Marielisa Muzzi e Annamaria Piussi, a dimostrazione che un significativo filo rosso segna l'itinerario della ricerca didattica di allora fino all'attuale Scuola di Specializzazione per la formazione degli insegnanti secondari. Al Convegno partecipavano fisici, matematici, chimici, italianisti e linguisti come Matilde Vicentini Missoni dell'Università di Roma, Nella Tomasini Grimellini di Bologna, Anna Maria Rossi e Paolo Boero di Genova, Roberto Andreoli, Luca Benedetti e Gianfranco Fabbri di Modena, Mario Ricciardi di Torino e Raffaele Simone di Salerno, Lore Terracini di Roma. Erano poi presenti esponenti di prestigiosi centri di ricerca come il fisico Ettore Orlandini del Centro di Fisica del Museo della Scienza e della Tecnica di Milano. Durante gli anni Ottanta il dibattito sulla formazione degli insegnanti prosegue riguardo ai criteri di impostazione dei curricoli universitari, alla creazione di Laboratori didattici disciplinari con il contributo dell'area di ricerca psico-pedagogica, in relazione all'apprendere/insegnare e all'individuazione di tirocini mirati in collaborazione con il mondo della scuola. Nel 1982, ad esempio, si tiene a Bologna un Convegno2 su: La formazione iniziale degli insegnanti: aspetti metodologici e operativi, dove si lavora ad un nuovo profilo professionale dell'insegnante. Vengono presentati alcuni progetti di sperimentazione, attuati nelle università di Bologna e della Cattolica di Milano (inerenti alla formazione degli insegnanti di scuola materna ed elementare), e di Genova (sulla formazione di insegnanti secondari di discipline scientifiche). Oltre ai già citati Boero, Gattullo e Tomasini Grimellini, prendono parte al convegno la psicologia Ornella Andreani Dentici dell'Università di Pavia e i pedagogisti Franco Frabboni di Bologna e Cesare Scurati di Milano. La Legge 382 del 1980 prevede la formazione di Centri interdipartimentali per creare gruppi di lavoro con varie fanalità, che superino comunque le tradizionali barriere delle facoltà e dei dipartimenti. Alcuni gruppi di studiosi, di diversa appartenenza, già attivi in precedenza nell'elaborazione di seminari di didattiche disciplinari e di strategie formative interdisciplinari nel campo della preparazione professionale degli insegnanti, creano, sfruttando questa opportunità, dei centri per la ricerca educativa e didattica: è il caso del CIRD a Genova nel 1988 e del CIRE a Bologna nel 1990, con il coordinamento di Giunio Luzzatto e di Mario Gattullo. A quest'ultimo succede Franco Frabboni con la collaborazione di Maria Lucia Giovannini. Viene anche organizzata a livello nazionale la conferenza dei centri interdipartimentali di ricerca didattica CONCIRD, poi trasformatosi in CONCURED (Conferenza Nazionale dei Centri Universitari di Ricerca Educativa e Didattica), che anticipa in qualche modo l'attuale coordinamento nazionale delle SSIS (CODISSIS). Questi gruppi di ricerca elaborano e fanno proposte durante tutto l'arco degli anni Novanta per l'istituzione di una scuola di specializzazione per la formazione degli insegnanti secondari e per la creazione di un corso di laurea per gli insegnanti elementari e per l'infanzia, cercando di superare la tradizionale dicotomia tra area psico-pedagogica e area disciplinare e la storica e anacronistica gerarchia tra i diversi gradi delle scuole, rivendicando da un lato una formazione universitaria per tutti gli insegnanti e dall'altro una preparazione professionale per gli insegnanti secondari, che andasse altre le strette competenze disciplinari, guardando ai soggetti, ai luoghi e alle modalità dell'apprendimento. Quando le SSIS verranno attivate non saranno quindi il risultato di un atto ministeriale, ma il risultato di un luogo dibattito e di numerose esperienze didattiche in collaborazione tra l'università e la scuola. Nel 1990 la Legge 341 di riforma degli ordinamenti didattici universitari, che affida la formazione degli insegnanti alle Università, prevede, all'art. 4, una Scuola di Specializzazione post-laurea, con insegnamenti, appunto, di tipo psico-socio-pedagogico e con un tirocinio didattico. Sarà il Decreto M.P.I. e MURST del 26 maggio 1998 ad attivare le Scuole di Specializzazione all'Insegnamento Secondario (SSIS), biennali e a numero programmato.
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La SSIS della Toscana sorge dall'unione di tre Università convenzionate tra
loro: Firenze, Pisa, Siena (con la sede di Arezzo). La sede amministrativa, e quindi la Direzione della SSIS-Toscana, sono stabilite a Pisa, le sedi operative presso le Università di Firenze, Pisa e Siena. La Scuola è stata avviata da un Comitato di Proposta, con Presidente Vinicio Villani e coordinatori di sede Filippo Boschi per Firenze, Luca Curti per Pisa e Gaetano Greco per Siena. L'attuale Comitato di Direzione è presieduto da Luca Curti. Coordinatori di sede sono: per Firenze, Simonetta Ulivieri; per Pisa, Gabriele Torelli; per Siena, Gaetano Greco. Presidente regionale della Commissione, socio-psico-pedagogica, è Giuliana Pinto. Obiettivo della Scuola è dunque quello di dare agli insegnanti di scuola secondaria una preparazione professionale "completa", che integri il sapere disciplinare con conoscenze-competenze di tipo socio-psico-pedagogico, indispensabili in una scuola che vede al centro del processo di insegnamento/ apprendimento il soggetto nella sua individualità, coi suoi stili cognitivi ed i suoi ritmi di apprendimento. I laureati che intendono accedere alla SSIS devono superare un concorso con prove inerenti i programmi di insegnamento in vigore nelle scuole medie inferiori e superiori, relativi a ciascuna classe di concorso per cui intendono prendere l'abilitazione. Nel biennio SSIS gli specializzandi seguono lezioni teoriche di Area 1, socio-psico-pedagogica, trasversale (ai vari indirizzi attivati) e Area 2 disciplinare, integrate da Laboratori didattici disciplinari (Area 3) e Tirocinio nelle scuole medie inferiori e superiori (Area 4). Docenti Universitari, Supervisori in semiesonero presso la Scuola di Specializzazione e Tutor d'aula, ovvero gli insegnanti secondari che accolgono gli specializzandi nelle loro classi per il tirocinio, collaborano alla loro preparazione professionale in una sinergia tra università e scuola secondaria del tutto nuova e feconda. Al riguardo è dovuto un sincero ringraziamento a tutti i professori che come Tutor d'aula in questi anni hanno fattivamente contribuito a professionalizzare i nuovi insegnanti della scuola secondaria. home Sunday 22 Settembre, 2002

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http://www.minerva.unito.it/ala/AppelloAssociazioni/ssis.htm

I ripetuti attacchi alle SSIS, da parte degli organi di stampa, che dimostrano ancora una volta una completa e non innocente disinformazione sui problemi della scuola, hanno suscitato un dibattito abbastanza ampio di cui si può trovare una documentazione al sito della Divisione di Didattica. Qui riportiamo il documento  del Coordinamento Nazionale Specializzati e Specializzandi SSIS





SSIS e Graduatorie permanenti
Riaprono le graduatorie permanenti e si scatenano le polemiche, le "guerre tra poveri", giovani e meno giovani a caccia del "posto fisso". Noi del CNSS-SSIS intendiamo con questo documento non far valere le nostre ragioni su quelle di altri ma semplicemente fare un po' di chiarezza su alcuni punti fondamentali, sui quali ci sembra che invece regni una generale confusione. LE SSIS Le scuole di specializzazione per l'insegnamento non sono scuole: . per ricchi . facili . dove finisce chi non è riuscito a superare l'ordinario . che regalano l'abilitazione . frequentate da giovani neolaureati Le scuole di specializzazione per l'insegnamento sono invece scuole: . statali universitarie con costo annuo dell'ordine di quello dei corsi di laurea . con una struttura piuttosto severa:
    o numero chiuso con esame (scritto ed orale) d'ingresso basato sui programmi del concorso ordinario
    o 1200 ore di frequenza obbligatoria, generalmente 25 ore a settimana
    o esami in itinere, molti, che confluiscono in 12 valutazioni  "ufficiali" nei due anni
    o esame finale abilitante all'insegnamento e con valore concorsuale
    o esame finale composto da tesina, scritto, orale e.anche bocciatura (per nulla rara) . con materie di studio nei seguenti ambiti:
    o didattica generale
    o didattiche disciplinari
    o psico-pedagogia
    o sociologia e legislazione scolastica
    o progettazione curricolare
. il cui valore formativo è elevato da:
    o laboratori sulle materie di studio
    o tirocinio diretto nelle scuole italiane, prima osservativo e poi attivo, cioè vere e proprie esperienze
       di insegnamento (300 ore nei due anni)
. frequentate da "anzianotti" la cui età media è attorno ai 30 anni, spesso già precari, o che comunque lo
   sono diventati durante i due anni di frequenza
. frequentate generalmente da persone che affrontano un lungo percorso perché fortemente motivate, che
   credono nell'insegnamento e nel fatto che sia necessario imparare ad insegnare Quindi, per la prima volta in Italia, con le ssis sono state istituite delle "palestre" in cui formare gli insegnanti, in cui si impara ad insegnare. È una riforma che da tempo si attendeva in Italia, ultima delle nazioni in Europa a creare una formazione iniziale dei docenti.

IL PUNTEGGIO AGGIUNTIVO NELLE GRADUATORIE PERMANENTI
Il punteggio aggiuntivo (30 punti) nelle graduatorie permanenti cui hanno diritto coloro che si abilitano tramite SSIS non è:
    . una cosa illegale
    . un regalo ad una categoria privilegiata
    . un'idea del governo Moratti
    . una novità introdotta dal recente decreto che ha riaperto le graduatorie permanenti Il punteggio aggiuntivo (30 punti) nelle graduatorie permanenti cui hanno diritto coloro che si abilitano tramite SSIS è invece:
    . stabilito per la prima volta dal Decreto Ministeriale n. 460 del 24 novembre 1998 che istituisce le
      SSIS e che testualmente parla di un "punteggio aggiuntivo rispetto a quello spettante per
      l'abilitazione conseguita secondo le norme previgenti alla istituzione delle Scuole di
      specializzazione all'insegnamento secondario e più elevato rispetto a quello attribuito per la
      frequenza ad altre scuole e corsi di specializzazione e perfezionamento universitari"
    . confermato da una norma di valore superiore, la Legge 306 del 27/10/2000, che sanciva il valore
       concorsuale dell'esame finale ssis e  stabiliva che un Decreto Interministeriale avrebbe dovuto
       determinarne il valore del punteggio aggiuntivo
    . fissato definitivamente in 30 punti dal Decreto Interministeriale n. 268  del 4 giugno 2001 Dal punto di vista legale, dunque, il punteggio aggiuntivo all'abilitazione SSIS, ed a nessun'altra, è assolutamente legittimo e non ha cambiato le regole del gioco in corso; già un anno prima che venissero banditi l'ordinario e i riservati si sapeva che l'abilitazione ssis avrebbe garantito nelle graduatorie permanenti un punteggio aggiuntivo. Al contrario adesso sarebbe anti-giuridico non prevederlo o cercare di sminuirne il valore:
    . privare gli abilitati ssis del punteggio derivante dal servizio (come proposto dal CNPI) sarebbe stato
      addirittura anticostituzionale, contrario ad ogni principio di eguaglianza, e avrebbe dato origine a ricorsi
      vinti in partenza e dunque ha fatto bene il MIUR a non accettare richieste così insensate
    . concedere un punteggio aggiuntivo, anche se inferiore a 30 punti, alle altre abilitazioni sarebbe stato
      illegittimo poiché in tal modo i 30 punti non sarebbero stati più "aggiuntivi rispetto alle altre abilitazioni",
      come detta il DM 460 del 1998. Ciò è invece potuto succedere nelle graduatorie di circolo e d'istituto
      perché esse non ricadono sotto la normativa su citata
Chi propone (o minaccia) ricorsi contro il punteggio aggiuntivo o contro il cumulo di tale punteggio con quello derivante dal servizio, lo fa per ignoranza o in malafede, le leggi in questo sono nette e non lasciano spazio all'arbitrarietà.

LE ABILITAZIONI A CONFRONTO
Le abilitazioni conseguite tramite concorso o corso riservato o tramite ssis sono assolutamente di pari livello e dignità. Il punteggio aggiuntivo cui hanno diritto gli abilitati ssis è motivato dal titolo di specializzazione post-laurea che la ssis rilascia, specializzazione all'insegnamento, un titolo che certifica due anni di qualificata preparazione teorica e pratica in un ambiente frutto di una stretta collaborazione tra il mondo universitario e quello della scuola secondaria. L'abilitazione tramite concorso ordinario:
    . è di norma garanzia di un'ottima preparazione disciplinare
    . non garantisce di per sé alcuna competenza in campo didattico-pedagogico L'abilitazione tramite corso riservato:
    . è un atto dovuto da parte dell'amministrazione a chi per anni ha lavorato per essa
    . è di per sé una garanzia di grande esperienza nell'insegnamento
    . non garantisce un percorso formativo di alto livello in campo didattico-pedagogico L'abilitazione tramite scuola di specializzazione all'insegnamento (SSIS):
    . è di norma garanzia di un'ottima preparazione disciplinare
    . è di norma garanzia di competenza in campo didattico-pedagogico
    . garantisce con il tirocinio una significativa esperienza nell' insegnamento Quindi è del tutto comprensibile che si sia voluto premiare un percorso abilitante completamente innovativo, altamente formativo, che richiede enormi sacrifici e che dovrebbe garantire docenti qualificati e preparati nell'affrontare la professione sin dal "primo giorno di scuola". D'altronde le SSIS sono aperte pure a coloro che sono già abilitati tramite concorso ordinario o corso riservato. E vi sono tanti specializzati e specializzandi SSIS in queste condizioni, che hanno scelto di affrontare due ulteriori anni di studio universitari. Ciò non fa altro che dare ancora più prestigio a queste scuole e rappresenta un'occasione anche per chiunque voglia accrescere le proprie competenze didattiche e/o usufruire del punteggio aggiuntivo.

LA "GUERRA TRA POVERI"
Per poter valutare senza pregiudizi i "pesi" attribuiti dall'amministrazione alle diverse abilitazioni occorre inquadrare l'intero campo normativo del sistema di reclutamento dei docenti, in particolare occorre considerare che:
    1. le assunzioni vengono fatte per il 50% dalle graduatorie permanenti e per il 50% dalle graduatorie di
        merito del concorso ordinario; dunque gli abilitati tramite ordinario partecipano a due graduatorie, di
        cui una a loro riservata
    2. le abilitazioni tramite riservato, se non sono seconde o terze abilitazioni, garantiscono di per sé un
        minimo di 24 punti, attribuiti grazie al servizio, che nei casi di "vecchio precariato" diventano 50 o 100
        ed anche più
    3. il punteggio aggiuntivo attribuito agli abilitati SSIS (30 punti) vengono acquisiti con due anni e mezzo
       di servizio per cui i precari storici, coloro insegnano da 3, 4, 5 o magari più anni nella classe di
       concorso in cui sono abilitati non potranno mai essere scavalcati da abilitati SSIS privi di servizio
    4. a parità di altre condizioni, un abilitato ssis in graduatoria permanente sarà collocato:
            . in posizione più favorevole di un abilitato del concorso ordinario, ma quest'ultimo avrà, come
              detto, dalla sua la graduatoria di merito del concorso
            . in posizione meno favorevole di tutti gli abilitati dei corsi riservati che hanno un'esperienza
              d'insegnamento, nella specifica classe di concorso,  superiore di almeno due anni e mezzo, cosa
              assolutamente sicura nei casi di "vecchio precariato"; 30 punti infatti vengono acquisiti con due
              anni e mezzo di servizio.
            . in posizione più favorevole degli abilitati dei corsi riservati che non abbiano (o abbiano
              relativamente poca) esperienza di insegnamento nella classe di concorso per cui sono iscritti in
              graduatoria, ma questi sono generalmente casi di insegnanti già in servizio in altra classe di
              concorso
Concludiamo riportando l'impressione che, in molti settori della scuola, in particolare nel mondo sindacale, non sia stata ancora colta la novità SSIS. La SSIS non è un corso abilitante sic et simpliciter, ma una scuola di specializzazione biennale, non si limita ad abilitare ma  specializza all' insegnamento; è una scuola di formazione altamente qualitativa, in adeguamento a quella parte di Europa più avanzata dove si accede ai vari settori lavorativi attraverso scuole di formazione specialistiche e specializzanti. È proprio questo, e tutti gli oneri che comporta, a giustificare il punteggio aggiuntivo. La formazione iniziale è di fondamentale importanza per la qualità generale della scuola italiana e per la valorizzazione della professione docente, sia dal punto di vista delle competenze e della professionalità che da quello socio-economico, e potrebbe
(dovrebbe) essere il trampolino di lancio per una valida formazione permanente. Invitiamo quindi insegnanti, associazioni, sindacati ed organi ministeriali interessati al miglioramento generale della scuola e della condizione docente a non osteggiare le SSIS. Al contrario, vorremmo averli al nostro fianco nella battaglia per una critica costruttiva al sistema di formazione iniziale degli insegnanti, perché delle ottime ssis abilitino ottimi insegnanti. Il Coordinamento Nazionale Specializzati e Specializzandi SSIS
Riferimenti:
Alessandra Referza  a.referza@libero.it
Fabio Falco   fabiofalco@tin.it
Stefano Di Ludovico  stediludo@katamail.com
Vincenzo Arte  vinarte@tiscalinet.it
Virna Masini virnamasini@libero.it

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  http://www.nuovascuola.org/precari/coordinamento%20siss.htm

  SSIS e Graduatorie permanenti
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ssisnews http://members.xoom.virgilio.it/studsilsismi/settimanale/news1.htm

http://members.xoom.virgilio.it/studsilsismi/
http://www.lend.it/consvtbertagna.htm
COORDINAMENTO NAZIONALE SUPERVISORI PER IL TIROCINIO NELLE SSIS

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scheda tutor
http://www.bdp.it/~rmmm0013/scheda_tutor.html


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