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Reg. Tribunale Lecce n. 662 del 01.07.1997
Direttore responsabile: Dario Cillo


 

“Ricerca e innovazione: una mentalità che cambia”

Presentazione dei Risultati del Progetto Leonardo (2002-2005) FORCOPRECANET

di: Paolo Manzelli  (LRE/EGOCREANET - Università degli Studi di Firenze <LREUNIFI.IT>)

In collaborazione G.Fortunati <fgiusepp2@tin.it> e con Leonardo Piccinetti <l.piccinetti@gmail.com>

Convegno su: CONOSCERE NELL’ETA’ DEL DIGITALE - Napoli 20-22 Aprile 2005- Sezione : 21 APRILE 2005 – tema: L’impresa e la cultura dell’innovazione, c/o Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, Via Monte di Dio 14 Napoli. - Vedi : http://enis.indire.it/read_cnt.php?id_cnt=90&tipo=news

            Il Laboratorio di Ricerca ed Innovazione Educativa (EGOCREANET/LRE) della Universita’ di Firenze fin dall’ anno 2000 si e’ impegnato nel elaborare una formazione di WEB-Management per favorire la innovazione Aziendale della PMI in modo da porre l’ attenzione ai nuovi processi di sviluppo caratterizzati dalla strategia Europea  di Lisbona finalizzata alla realizzazione della Società della Conoscenza nello scenario complesso ed incalzante della globalizzazione dei mercati.

            Riassumendo brevemente la strategia Europea di Lisbona (iniziata nel Maggio 2000) per lo sviluppo della Societa’ basata sulla Conoscenza, e stata lanciata focalizzando la necessita di un predefinibile cambiamento dei  parametri e degli obiettivi di trasformazione dello scenario dello sviluppo socio-economico dei paesi altamente industrializzati . Sostanzialmente il necessario cambiamento gia’ individuato fin dal 1997 dalla Organisation for Economic Co-operation and Development (OECD) , prende in considerazione la trasformazione della divisione del lavoro a livello internazionale, da cui consegue che mentre per i paesi di industrializzazione primaria la crescita permane funzione dell’ aumento della produttivita’ basata sulla crescita degli investimenti internazionali e sul basso costo della manodopera , per i paesi capaci di superare la fase della industrializzazione e favorire investimenti nella società post –industriale della Societa’ della Conoscenza , la loro economia poteva svilupparsi non piu’ sulla base dell’ incremento della relazione tra capitale e lavoro , ma sulla base della crescita del capitale umano. Cio significa che le economie piu’ avanzate avrebbero dovuto saper dar leva sul fulcro del nuovo tipo di sviluppo che consiste nel favorire la crescita e la produttività innovativa e dinamica del lavoro intellettuale, dedicato alla ricerca e sviluppo ed alla ri-organizzazione manageriale della impresa mediante trasferimento tecnologico ed processi di internazionalizzazione della produzione , per generare e condividere la nuova strategia finalizzata a realizzare la Economia della Conoscenza, l’ unica capace di lasciare spazio alla crescente industrializzazione dei paesi emergenti essendo capace di dare sviluppo a sinergie di Ricerca e Sviluppo ad  elevato valore di coesione economica e  sociale.

            Certamente tali  esigenze di cambiamento socio economico impattano grandemente sulla tradizione affermatasi cognitivamente e produttivamente durante la precedente fase della industrializzazione dell’Europa;  pertanto nella applicazione della strategia di Lisbona emerge tutta una serie di  elementi contraddittori che sono in sostanza frutto di una resistenza culturale assai diffusa. Tale condizione di memoria e comportamenti acquisiti,  spesso comporta un atteggiamento di indifferenza ed in altri casi una reazione al cambiamento elementi questi ultimi che essenzialmente fanno capo alla difficoltà di condividere conoscenze e competenze tra ricerca formazione e sviluppo imprenditoriale della nuova economia guidata da una nova fase dinamica delle relazioni tra conoscenza ed innovazione socio-economica nei paesi Europei ad alto tasso di industrializzazione. Pertanto sulla base della “Ricerca sulla Formazione innovativa del Precariato Intellettuale” del Progetto Europeo “Leonardo” FORCOPRECANET, attuata mediante tutta una serie di interviste e di indagine bibliografica , ci siamo resi conto del fatto che per evolvere il sistema di Impresa nell’ ambito di complessi processi e procedure gestionali di filiera inclusivi di strette relazioni tra produzione e ricerca e tesi al fine di rendere maggiormente competitive le catene di innovazione produttiva ed espanderle a livello del commercio internazionale, normalmente si incontra una riluttanza ed anche una incomprensione diffusa nel procedere in una ottica multidisciplinare e multisettoriale , capace di rispondere alle esigenze della NETWORKING ECONOMY che e alla base del futuro sviluppo della Società della Conoscenza.  Di conseguenza nell’ ambito del Leonardo FORCOPRECANET, il LRE/EGOCREANET, si e particolarmente interessato di sviluppare criteri e modelli di “WEB-Based Learning” , per favorire un rinnovamento del management cognitivo adeguato agli sviluppi ed alle strategie della Economia della Conoscenza finalizzate a favorire una sinergia di collaborazione tra Università ed Impresa sulla base dello slogan Working  for R&D growth , bettering JOBS Training and henancing quality of life aND ENVIRONMENT  for greating social cohesion in Europe”.

            Durante questo lavoro di Ricerca e Sviluppo abbiamo dovuto constatare come la vera difficoltà,  che poi va ad incidere nella incomprensione della necessita’  di attuazione di investimenti ( finanziari e di risorse umane), necessari alla  ristrutturazione dell'assetto aziendale (in particolarmodo in riferimento alle PMI), e’ stata principalmente quella dovuta al fatto che il management industriale ha dichiarato a piu’ riprese, nelle nostre interviste, di non avere tempo da dedicare ad una formazione che tenda a modificare innovare e selezionare profondamente le strategie di produzione e di marketing di ciascuna singola azienda , per armonizzarla e condividerla con gli sviluppi e le applicazioni della ricerca scientifica e tecnologica in un sistema di NETWORK di ricerca interaziendale di ampia organizzazione internazionale , come richiesto dalla progettazione Europea del Sesto Programma Quadro. In particolare tale diniego e fondamentale disinteresse agli sviluppo delle NETWORKING ECONOMY EUROPEA , ha inciso fortemente sullo sviluppo della utilizzazione delle tecnologie di comunicazione interattiva (ITC) ( anche in seguito a problemi di traduzione nelle svariate lingue dell’ Europa) , in quanto le ITC che avrebbero dovuto essere considerate un mezzo estremamente utile per  aggregare PMI e Ricerca sia nel settore della innovazione produttiva che nel settore della formazione del management innovativo, di gruppi di impresa e di centri di ricerca, capaci nell’ insieme di far fronte alla competitività globale e quindi al cambiamento finalizzato alla costruzione della società post industriale della  Economia della Conoscenza. Pertanto il vero impegno da attuare al fine di  favorire un rapporto sinergico tra ricerca e innovazione e’ a nostro avviso orientato a perseguire una efficace dinamica di cambiamento della mentalità di competizione aziendalistica ,  cosi come e stata attuata in tutto l’ arco della società industriale, per sostituirla con una capacita di sviluppo di network sinergici di partners collaborativi capaci di condividere conoscenze e strategie di sviluppo. Abbiamo fatto presente quanto sopra nel recente seminario sul tema:  CHINA & TEXTILE MEETING sulle necessita di  trasformazione del Diretto Industriale Pratese  in Distretto Digitale.

            Nell’ ambito della Progettazione FORCOPRECANET , il LRE/EGOCREANET si e’ impegnato nel cercare di far capire e divulgare, come, il passaggio dalla società industriale alla societa’ post industriale della Conoscenza,  fosse imperniato nel recepire e favorire le tendenze economiche che premiano la realizzazione dei fattori intangibili nelle produzione e consumo rispetto alla produzione di oggetti vendibili nel mercato , in specialmodo se essi appartengono ad una produzione facilmente trasferibile nei mercati industriali emergenti.  Infatti le teorie economiche pensate ed elaborate per la societa’ industriale hanno dato spiegazione alle differenze di sviluppo, principalmente  in termini di aumento numerico e qualitativo della produzione e del lavoro , mentre lo sviluppo della Economia della Conoscenza si fonda sulla realizzazione ed ottimizzazione di  beni intangibili e cioe’ sulla innovazione, la ricerca e la formazione manageriale ed organizzativa delle risorse umane , su cui fa leva la capacita di crescita della società post industriale della conoscenza. Il “Life Cicle” di questo storico ed epocale cambiamento e’ possibile accelerarlo , qualora venga rispettata e condivisa  una prevedibile dinamica di medio termine catalizzata da investimenti economici e programmatici , ed e’ in tal guisa che inizialmente la Strategia di Lisbona aveva previsto di poter catalizzare  tale procedere entro un termine di un decennio (2000- 2010) .

            EGOCREANET/LRE , volendo contribuire a tale processo dinamico che ha alla base un non facile ne’ immediato cambiamento di mentalità ha presentato al call Europeo su Scienza e Societa’ il  progetto denominato “MENTAL CHANGE”, che a nostro avviso e stato poco compreso persino dai valutatori , cosi’ che non e’ stato finanziato. Di fatto abbiamo constatato come  il cambiamento di mentalità sia assai distante dalla logica mentale dell’ imprenditore, in specie della PMI , che e’ rivolto, anche perche’ costretto dalle politiche finanziarie della banche, a concepire un Business di breve periodo, mentre una prospettiva che si svolga nel medio e lungo periodo (10-15 Anni) necessita la costruzione di una organizzazione collaborativa tra impresa enti pubblici e ricerca , che non si armonizza facilmente nel breve periodo , anche in seguito alle  diverse logiche economiche del Business Privato e delle Economie di gestione degli enti Pubblici, nonche’ per le differenze che sussistono tra ambiente e lavoro imprenditoriale e di ricerca  se viste in relazione alle prassi  di innovazione della qualità e del prodotto e della produzione di ogni singola Impresa.

            Purtroppo dopo un quinquennio dalla formulazione politica della strategia di Lisbona (2000-2005) , si denota con evidenza che i risultati di tale strategia di sviluppo risultano assai modesti e comunque  in forte ritardo nella prospettiva di poter accelerare la dinamica del cambiamento tra la società industriale e quella della economia della conoscenza. Di fatto ogni approccio a tutto il settore della NET-ECONOMY e’ ormai in crisi principalmente per il fatto che la strategie della flessibilità e mobilita’ del lavoro,  le quali anziche’ aver creato migliori condizioni di qualita’ del lavoro , (in specialmodo per il lavoro intellettuale e la occupazione dei giovani laureati e diplomati) , ha in gran misura determinato in Europa, ma particolarmente in Italia, una piu’ elevata instabilita’ dell’ impiego; E infine notevole come deterrente della rapidità di trasformazione la stessa ampia eterogeneità delle economie nazionali nell’ Europa, recentemente allargata a venticinque Paesi, cosi che in conclusione che resta difficile se non impossibile, immettere tali diversita’ socio-economiche,  in un sistema integrato di efficiente ed effettiva cooperazione finalizzata ad un comune sviluppo globalmente competitivo, complessivamente finalizzato a migliorare la qualità della vita e dell’ ambiente in Europa. Infine le politiche sociali e del lavoro, rese ormai prive di quell’ incremento delle efficienza produttiva previsto nelle prospettiva di medio-termine della dinamica di cambiamento di LISBONA 2000, oggigiorno  si trovano a dover fare i conti con un aumento della poverta’ e di un lavoro dove la flessibilità  corrisponde difficilmente a la mobilita’ del lavoro, sia per le difficoltà logistiche ( ad es: alti prezzi di case ed affitti) ,ed altre che complessivamente creano in particolare per le giovani generazioni , condizioni di rigidità del flusso del mercato del lavoro, sia ancora per le resistenze culturali nel campo della formazione e della ricerca , che permane frammentata nelle tradizionali discipline, impedendo in tal modo la una ricostruzione cognitiva integrata e condivisa tra Ricerca , Sviluppo e Societa’, cosi’da rendere possibile la riconversione permanente delle competenze e capacita’ lavorative della formazione professionale.

Pertanto attualmente la Commissione Europea pur dichiarandosi a favore della continuazione della strategia di Lisbona per superare tale scenario di difficolta’ , di ritardo  ed incomprensione della strategia di sviluppo della Società Europea della Conoscenza,  si propone di effettuare tutta una serie di misure correttive e riorganizzative, le quali andranno a modificare la dimensione di investimenti per lo sviluppo tra il VI°( 2003-2006) ed il VII*  Programma Quadro ( 2007- 2013), insistendo peraltro sulla necessità immediata di mantenere un equilibrio tra i nuovi strumenti e gli strumenti tradizionali di incentivazione socio-economica sia nel settore della ricerca e formazione che in quello della innovazione e competitivita’  dello sviluppo industriale. In vero ancora sono da ripensare piu’ puntualmente la dimensione e le prospettive dei settori  strategici di incentivazione dello sviluppo del VII* programma Quadro (VII PQ) della Europa; resta comunque evidente che la necessita di crescita della Società della Conoscenza par i Paesi altamente Industrializzati e’ una condizione “sine qua non” , per avanzare nella scala della divisione internazionale del lavoro e della produzione e quindi per  non e divenire compressi irreversibilmente dalla concorrenza generata dalla forte crescita industriale e produttiva dei paesi di piu’ recente industrializzazione.

Di conseguenza  per rilanciare la strategia di sviluppo di Lisbona nel 2005 , la Commissione Europea ha recentemente approvato un forte aumento del Finanziamenti per l’ Area Europea di Ricerca che passano da circa 4.miliardi di Euro l’ anno del VI PQ a circa 10 miliardi di Euro annui per il  VII PQ.  (Le risorse complessive corrispondono ad un  Budget del VII PQ (2007-13 ), sara’ di 73.2 Miliadi di Euro)

            I correttivi introdotti nel 7 PQ per favorire lo sviluppo integrato della Area di Ricerca Europea , sostanzialmente consistono : A) in una piu vasta cooperazione Europea tra Centri di Ricerca ed Enti  Pubblici Nazionali , Regionali e Locali ( Programma “COOPERAZIONE” , dotato di 44,7/ Mil Euro finalizzato a cooordinare ricerca e sviluppo , facendo particolare attenzione alla sostenibilità delle PMI)  , B) nella  revisione delle relazioni tra Ricerca (R ) , Innovazione (I )  e Formazione (F ), che nel VI PQ erano considerate in un approccio sistemico , come giacenti su uno stesso piano di integrazione , mentre nel VII PQ tali componenti si vedono maggiormente differenziate e di conseguenza vengono considerate come facenti parte del “Triangolo della Conoscenza <RIF > ” al cui vertice si pone la Innovazione. Va’ inoltre  notato come il meccanismo di accesso ai fondi Europei si diversifichi nel 7 PQ ; infatti  al fine che la Ricerca possa favorire lo sviluppo della Innovazione e della competitivita’, si prospetta un Finanziamento del Programma “IDEE” di : 11.9 Mil Euro , che verra’ promosso da il Costituendo “Consiglio della Ricerca “( che gestira’ in proprio il 15% del budget globale per finanziare i centri di eccellenza) , mentre una costituenda “Agenzia Esecutiva per la Ricerca” , verifichera’  i risultati delle ricerca in funzione della Innovazione e del miglioramento delle attivita’ Formative.  C)  nello Sviluppo delle carriere e della mobilita dei Ricercatori ( Programma “ PEOPLE” – Risorse Umane- 7.1 Mil Euro) , il rimanente verra’ speso per infrastrutture di ricerca ( Programma “CAPACITA”,-  di : 7.5 Mil Euro ) dove in particolare 1.9 Mil Euro verranno riservati per la realizzazione entro il 2011 di un reattore sperimentale a fusione nucleare.

Questa strategia di un forte impegno delle risorse finanziarie corrispondenti ad 1.17 del PIL Europeo,  proposta dalla Commisione Europea , e’ ancora in discussione accesa, cio’  perche’ alcuni governi vorrebbero ridurla al 1% , privilegiando in tal modo le spese di ricerca di ciascuno dei loro paesi.

Comunque riferendoci ancora alla indagine conoscitiva e le interviste realizzate che abbiamo svolto in Italia durante il Progetto FORCOPRECANET ,  ci sembra che tale impostazione della Commissione Europea , necessiterebbe di un ampia riflessione e dibattito politico e sociale , poiche’ a noi di EGOCREANET sembra che la percezione del cambiamento tra l’ economia della società industriale e quella della società della conoscenza,  sia stata poco o nulla percepita da vasti strati di imprenditori e ricercatori, cosi che diviene difficile se non impossibile tradurre gli obiettivi di Lisbona , in un sistema di ristrutturazine economica basata sulla integrazione tra Ricerca e Sviluppo dell’ area Europea della Ricerca. Infatti, proprio da un recente incontro in Prato , dove la PMI del Tessile si trova compressa dalla produzione Cinese, sia di quella attiva e produttiva dei residenti cinesi nella stessa Provincia di Prato , che dalla produzione proveniente dalla Cina , abbiamo sentito dagli imprenditori , una forte richiesta di misure anti-competitive,  tali da limitare la concorrenza del mercato globale, mentre altresi’ l’ interesse per lo sviluppo della ricerca , della PMI locale e’ stato praticamente nullo , anche perche’ il rapporto tra ricerca svolta  dalle Università ed i processi applicativi della innovazione risulta ancora ben distante dal fornire benefici immediati tali da fornire un effetto economico positivo necessario per favorire in crescita dinamica della Economia della Conoscenza.

            Infine a nostro avviso il fattore di fondamentale importanza risiede nella innovazione della formazione manageriale sia della PMI che della Ricerca che degli Enti Pubblici.  Proprio per questo nelle elaborazione finale del Progetto FORCOPRECANET abbiamo delineato un Modello Europeo di Formazione Manageriale basato sulle prospettive di sviluppo della Economia della Conoscenza (MEKEM) , ma al solito purtroppo, non abbiamo avuto la opportunita’ di finalizzalo in nessun bando Europeo, ed inoltre non  ci e stato facile trovare un partenariato Europeo comprensivo delle PMI come richiesto dal i bandi Europei disponibili.

            Concludendo riteniamo di poter dire che, a monte della strategia di Lisbona , se si vorranno ottenere effetti visibili  di successo della medesima, sara’ opportuno far capire e far affermare la necessita’ di un cambiamento di mentalita’, acquisito in modo tale che possa favorire una comprensione condivisa di come, nel contesto della competitività globale, sia necessario ricorrere,( in specialmodo per i paesi ad industrializzazione avanzata ), ad elaborare un rapporto nuovo e diverso della coesione sociale ed economica dotata di sinergie di network tra impresa ricerca e formazione, tale che possa promuovere migliori e qualificate condizioni di lavoro, intrinsecamente  capaci di mantenere e valorizzare  e migliorare gli standard di vita ormai raggiunti dallo sviluppo effettuato negli anni di trasformazione della Società Agricola in Società Industriale; cosa quest’ ultima che per l’ Italia e’ stata di fatto una realizzazione avvenuta principalmente nell’ ambito di fatto recente del secolo scorso.

            Infine a nostro avviso la Strategia Europea di Lisbona pertanto non  puo essere  solo e soltanto definita da una questione di incentivi finanziari , essendo un fatto di politica culturale e sociale innovativa per l’ Europa ,  capace di incentivare la coscienza dei cittadini tutti , della necessita e la impellenza del cambiamento proposto dalla strategia di realizzazione della Societa’ Europea della Conoscenza ,  attuato in modo da renderle tale elemento basato sulla valorizzazione di una mentalità che cambia e finalizzato a favorire l’ emergere di una coscienza  condivisa , ampiamente  diffusa e coerente con le aspettative di sviluppo della Economia della Conoscenza , in modo tale da poter  effettivamente ed efficacemente incentivare e rinforzare le capacita creative ed imprenditoriali dei cittadini e ricercatori Europei.

à Paolo Manzelli ; Director of LRE/EGO-CreaNet – University of Florence

DIPARTIMENTO DI CHIMICA , POLO SCIENTIFICO 50019 -SESTO F.no-

50019 Firenze- Via Della Lastruccia 3 -room: 334: Phone: +39/055-4573135 Fax: +39/055-4573077

Mobile: +39/335-6760004 ;E-mail: LRE@UNIFI.IT ; manzelli@invisibilmente.it;manzelli@egocrea.net

http://www.egocreanet.it/Postnuke/html/ ;http://blu.chim.unifi.it/group/education/index.html

On Line bibliography  See various papers and reports in :  http://www.edscuola.it/lre.html

ed in particolare i seguenti :

 

Teledidattica: http://www.itcnitti.it/AREADIPROGETTO/didatticamanzelli/Premessa.htm

Formazione Continua Precariato Intellettuale : http://www.edscuola.it/archivio/lre/formazione_continua.htm

Progetto Forco Precanet : http://www.narnia.it/forcoprecanet

CHINA –TEXTILE Meeting : http://www.edscuola.it/archivio/lre/chinaitaly_textile_meeting.htm

MENTAL-CHANGE : http://www.edscuola.it/archivio/lre/mental/index.html

MEKEM Proposal : http://www.edscuola.it/archivio/lre/mekem_project.htm

 

 

FORCOPRECANET REPORT BIBLIOGRAPHY REPORT ON LINE - 2003/2005

                    

Theme : continuous training :

 

 on line reports proposed by e. learning companies and  training associations.
- 1) http://www.infineon.com/boerse/jahresbericht2004/english/3_1_engagement1.htm

 

            Infineon Technologies AG - Annual Report 2004 - Social Involvement .Continuous training as an engine for corporate development.  Annual report 2004 of Infiteon Technologies complete . This report aim at fostering a culture that makes the best possible use of the diversity, knowledge, experience and creativity of employees and propose an international confrontation

 

- 2) http://www.accenture.com/xd/xd.asp?it=enweb&xd=ir%5Cannualreport%5C2004%5C2004_maximizing.xml

 

- Maximizing Our Investment in People –ACCENTURE Company -Annual Report 2004 on continuous improvement, of training.


- 3) http://www.eaea.org/news.php?k=3297&aid=3297

 

- European Association for Education of Adults (EAEA).

“Big challenges for Lifelong Learning in Europe” EAEA Report 2005 present the first European report on 15 quality indicators of lifelong learning examines the quality of lifelong learning in 35 European countries in four central areas: skills, competencies and attitudes, access and participation, resources for lifelong learning and strategies and systems.

Theme : Job Insecurity  : Reports analysis  by European research teams .

- 4) http://www.edscuola.it/archivio/lre/keconomy.htm

            -LRE/EGO-CreaNET of the University of Florence ,  analyses the job-insecurity processes in a 2004 FORCOPRECANET Report by exploring the causes of job insecurity in the perspective of growing up knowledge economy in Europe.

- 5) http://www.edscuola.it/archivio/lre/job_insecurity.htm

 

“ Job insecurity and continuous training world wide “ FORCOPRECANET- Report 2003 -         LRE/EGOCreaNET  wrote : at present (year 2003 ), the  youth unemployment rate is relatively increasing. , and the job insecurity is becoming a reality for too many people.  The general situation is that some jobs will become redundant and some skills will become outdated and in this context of massive job destruction that was allocated in the industrial society need to an efficient reallocation both in the labour skills and job-opportunities. In those context life-long continuous adult training  can be one important solution that need to be also rethink in contents and methods of  learning  into a multidisciplinary  Information Technological Communication  (ITC) systems.

 

- 6) http://www.esrc.ac.uk/ESRCContent/downloaddocs/job_satisfaction_green.pdf

           

            Economic and Social Research Council ( ESRC –U.K.) : by Francis Green

“Understanding Trends in Job Satisfaction and job insecurity : 2004 Final Report”.

The Report examine the extent to which observed trends in job satisfaction can be accounted for by

changes in work opportunities, autonomy and pay inequalities.

 

- 7) http://www.europa.eu.int/ Employment in Europe Report 2004 - Executive Summary

 

MEMORANDUM -/04/221- Brussels, 23 September 2004 - Employment in Europe Report 2004 – Executive Summary. This report demonstrate the slow growth during the the year 2003 of overall economic development and mixed employment performance in Europe .

 

Theme : NET-ECONOMY

 

- 8) http://www.iteam5.net/blog/2004/02/i-casi-di-successo-della-net-economy.asp

 

            ASSINFORM < http://www.assinform.it/> in the NET/BLOG web-information gives a great amount of data on the development of the NET-ECONOMY . In particular recent he expansion of the net at large band in Italy,  is becoming the driving force of the growing up of the net-economy, as a matter of fact during the  year 2005  NET –Economy in Italy has open near than one million of Web-domains.

 

- 9) http://www.mi.camcom.it/show.jsp?page=403516

           

            - CAMERA COMMMERCIO di Milano  “ Imparare ad innovare nella Net- Economy” (overview in Italian Language) : Report 2003-04. The conclusion of such report on learning forward innovation is based on the study of  the best practices of the net-economy . In this way the report  looks to the needs of the SME’s industry to innovate the management of the internationalization of the production through the development of e.learning that favour the cultural integration in a sharing method of training.

 

- 10) http://www.edscuola.it/archivio/lre/neteconomy_crisi.htm

 

            - K-ECONOMY Management : LRE/EGOCreaNET wrote this synopsis , for improving the diffusion of a e.learning strategy of European Management on Knowledge Economy (MEKEM see also : http://www.edscuola.it/archivio/lre/dynamic_routing.htm ), thought  as well as conclusive net-economy training model coming from the research made during the FORCOPRECANTED Leonardo Project.

 

FORCO PRECANET PROJECT : Contact Person of Bibliography Research .

Dr.  Alban AMIEL :Chargé d'étude et de recherche - Projet Européen FORCO-PRECANET

Laboratoire Travail et Cognition -UMR 5551 CNRS-UTM,Maison de la recherche , 5 allée Antonio Machado , 31058 Toulouse CEDEX 9- Tél. (FORCO-PRECANET) : +33 (0)5 61 50 39 08 ,Tél. (LTC) : +33 (0)5 61 50 35 40 – Fax : +33 (0)5 61 50 35 33  : E-mail : amiel@univ-tlse2.fr


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