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Da: edscuola

Oggetto: E&S 18-07-98
Data: sabato 18 luglio 1998 9.02


Su Educazione&Scuola (http://www.edscuola.com):

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- 20 luglio 1998 Bilinguismo nelle Scuole Medie

La circolare ministeriale n. 304 del 10 luglio us, grazie a 33 miliardi
finanziati attraverso la Legge 440/97 (Istituzione del Fondo per
l'arricchimento e l'ampliamento dell'offerta formativa e per gli interventi
perequativi), introduce, già a partire dal prossimo anno scolastico 1998-99,
lo studio di una seconda lingua straniera facoltativa nelle Scuole Medie
Inferiori.

Attualmente circa il 19% degli alunni delle Scuole Medie Inferiori studia
una seconda lingua straniera in corsi sperimentali.

Il progetto viene presentato dal ministro della PI, nel corso di una
conferenza stampa, presso la sede del Ministero della Pubblica Istruzione in
Viale Trastevere a Roma; le scuole dovranno presentare le relative richieste
entro il 30 settembre pv.

Il progetto di legge n. 852 (Introduzione dell'insegnamento di una seconda
lingua comunitaria nella scuola media), presentato alla Camera, prevede lo
studio obbligatorio di due lingue straniere a partire dall'anno scolastico
1999-2000.

- 07 - 17 luglio 1998 Il dibattito sull'obbligo

(...)

Il 17 luglio il ministro della PI torna sul tema dell'innanzamento
dell'obbligo scolastico dalle pagine del Corriere della Sera e nel corso di
una dichiarazione alla Camera.

Sul Corriere della Sera, in risposta a Panebianco, il ministro afferma:

(...) Che cosa significa oggi in Italia elevamento dell'obbligo scolastico?
Nei Paesi evoluti esso è rappresentato ormai da una marcata tendenza
all'estensione a tutti di una formazione «secondaria», a scuola o nei
professionali (qualificati): una novità assoluta rispetto al vecchio obbligo
scolastico primario.
I dati italiani sono un po' diversi. Abbiamo intanto (salvo eccezioni) una
formazione professionale debole, spesso anche di bassa qualità, e con pochi
ragazzi. Abbiamo anche un'elevata dispersione scolastica: si diploma solo il
54% della leva d'età. Una percentuale si perde prima della licenza media
(circa il 10%); ma si iscrive alle superiori il 94% di chi ha conseguito
quella licenza: una cifra rispettabile.
Il male viene dopo perché nel primo anno delle superiori viene bocciato il
17% degli iscritti, e nel secondo anno il 14%: complessivamente circa un
terzo. E chi abbandona? Non certo i liceali, se non in misura assai bassa.
Sono gli studenti degli istituti tecnici, degli artistici e degli istituti
professionali di Stato (diversi dalla «formazione professionale»). In questo
campo le bocciature al primo e al secondo anno sono vicine al 40%.
Moltissimi di costoro costituiscono il fenomeno della dispersione nella
secondaria superiore. A costoro si rivolge la nostra attenzione con
l'elevamento dell'obbligo scolastico. E abbiamo voluto realizzarlo
prevedendo un riordino dei cicli scolastici programmando per i prossimi anni
una formazione per tutti fino a 18 anni distribuendo nell'ultimo triennio i
ragazzi tra i due canali di scuola e formazione professionale (anche con
possibile comunicazione fra di loro). Per l'immediato, abbiamo proposto di
elevare l'obbligo scolastico fino a dieci anni di scuola e, nell'ultimo
accordo di maggioranza, ne abbiamo deciso l'attuazione graduale. Che cosa
vuol dire in pratica per i nostri ragazzi? Che chi si iscrive al liceo
continuerà prevalentemente il suo percorso, e così coloro chi si iscrivono
agli altri istituti.
Al fine di migliorare la scuola per costoro non sono le misure nuove
sull'obbligo che servono in prevalenza, ma tutte le altre riforme, in atto o
in cantiere. Le misure sull'obbligo sono rivolte a chi è destinato a
perdersi, e gli strumenti veri contenuti nel provvedimento sono: cominciare
dalla scuola media a orientare i ragazzi perché verifichino - studiando - le
proprie vocazioni per un indirizzo o un altro, consentendo che, nel
curriculum generale degli ultimi anni dell'obbligo, si introduca la
possibilità di una parziale sua individualizzazione. (...)

Sugli stessi temi il ministro è ritornato nella dichiarazione alla Camera
rallegrandosi per le maggiori risorse previste dal DPEF per scuola e
formazione.

Sempre il 17 luglio il capo del governo ha aperto la verifica al Senato
segnalando il ruolo prioritario che la scuola, con l'elevamento dell'obbligo
scolastico e la riforma dei cicli, rappresenta per il governo, impegnandosi
"per la realizzazione di adeguati interventi di diritto allo studio che
collochino sullo stesso piano tutti i cittadini a prescindere dalla scelta
di frequentare scuole statali o scuole non statali'' e per l'attivazione "di
significativi stanziamenti per investimenti nel settore dell'istruzione", in
particolare verso edilizia scolastica, attuazione dell'autonomia, diritto
allo studio e riqualificazione del personale.

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                        Nel settore DIDATTICA

- Area Saperi Fondamentali: a cura di Davide Suraci
. Quali Saperi Fondamentali?
. I contenuti ''improrogabili''

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                        Nel settore ARCHIVIO

- PdL 852
Introduzione dell'insegnamento di una seconda lingua comunitaria nella
scuola media


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                        Nel settore DIRITTO

- Tutti i documenti sulla Riforma della Scuola e dell'Universita'

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                                   *InterLinea con...*
                           a cura di Nadia Scardeoni
                 (http://www.edscuola.com/interlinea.html)

                La rubrica della scuola e dell'extrascuola

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con un commento che verra' pubblicato integrando il testo originale

1. Angelo Tartaglia: Ambiente e Sviluppo
2. Serge Latouche: Economia e Mondializzazione

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