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a cura di Girolamo Pizzinga


 

FAQ/4
Consulenza Pensionistica On Line

>Vorrei chiederLe cortesemente tre cose:
la prima è di indicarmi la normativa in base alla quale chi ha iniziato l'insegnamento, come me, il 1° ottobre 1969 con la nomina a tempo indeterminato, ora ai fini pensionistici si vede " condonato " un mese di servizio, dal momento che per la determinazione del medesimo - come nel mio caso, così Lei ha scritto - non si deve far riferimento al 31 agosto, bensì al 30 settembre;
la seconda è di indicarmi la legge cui occorre far riferimento nella domanda di pensione per anzianità e se occorre corredare la medesima di qualche documento iniziale, come ad es. il certificato di nascita. A Scuola mi hanno consegnato un modello di domanda che fa riferimento al D.L.vo n. 297 del 16.4.94, a un Sindacato un modello che fa riferimento alla legge 449/97 e ad un altro Sindacato un modello che addirittura si rifà alla legge 417/74;
la terza è di indicarmi la data precisa di dimissione dal servizio (che tra qualche giorno presenterò): 31 agosto o 1° settembre del 2000?
Le ripeto brevemente la mia situazione: età (nato il 3.3.45), servizio ininterrotto dal 1° ottobre 1969, di cui 5 anni pre-ruolo) riscatto 4 anni Università.

>Rispondo alle tre domande:
1)Avendo iniziato il servizio il 1-10-1969 alla data del 31-8-2000 lei ha maturato 31 anni scolastici di servizio e non 30 e 11 mesi, questo e' incontestabile. I decreti di accettazione delle dimissioni per coloro che hanno iniziato il servizio il primo ottobre contiene questa dizione: "Ai soli fini del computo del trattamento di quiescenza la decorrenza della presente cessazione del servizio si intende fissata al 1° ottobre successivo" Per la buonuscita invece si contano 30 anni e 11 mesi perche' l'ente assistenziale riconosce alla data di cessazione 31 agosto tutti i benefici.
2) Per il modello della domanda di dimissioni non esiste un modello speciale. Bisogna fare una serie di dichiarazioni e chiedere le dimissioni ai sensi del D.P.R. 28-4-1998 n 351 (ultimo nato)
3) Deve chiedere le dimissioni dal servizio a decorrere dal 1-9-2000

>Sono un insegnante elementare che compirà 60 anni a gennaio del 2000. In ruolo dall'ottobre 1976; dal 20/9/77 sono stati riconosciuti anni 11 di servizio non di ruolo (incarico annuale di religione nelle scuole medie inferiori e superiori (con versamenti in conto tesoro).
Numero di ore settimanali in ordine cronologico a partire dall'a.s.1965/66: 9 - 7 - 7 - 9 - 10 - 12 - 15 - 18 - 18 - 16
CHIEDO
Posso andare in pensione a partire dal settembre 2000?
Posso inoltrare domanda di "riscatto" "compensazione?" delle ore mancanti al completamento cattedra ai fini della liquidazione dell'indennità di buonuscita?.Nel caso affermativo,sarebbe conveniente?
Quali le condizioni, i vantaggi e gli svantaggi della presentazione di domanda di part- time contestualmente a quella di pensionamento.

>Sulla scorta dei dati fornitimi puo' andare in pensione di anzianita' perche' ha 35 anni di contributi e 54 anni di eta' anagrafica. Per quanto riguarda il riscatto delle ore mancanti al trattamento di cattedra penso che cio' sia possibile perche' gli insegnanti di religione a questi fini sono paragonati agli insegnanti a tempo indeterminato. Per quanto riguarda i vantaggi non si puo' stabilire se non si eseguono i calcoli relativi

>Insegnante di Matematica applicata in un istituto tecnico, nata il 17/05/1938, gradirei conoscere gli anni di anzianità e la data in cui potrò andare in pensione.
Servizi prestati:
- 2 anni di pre-ruolo;
- 32 anni di ruolo.
Non ho fatto la domanda di riscatto né del servizio pre-ruolo né della laurea.

>Puo' andare in pensione da subito perche' ha gia' maturato il 60° anno di eta'. Non riscattando le verra' calcolata una pensione con anni 38 in questo caso deve pagare un contributo di riscatto per la laurea e per il servizio fuori ruolo se ci sono i contributi assicurativi presso enti previdenziali.

>Lo scrivente ha presentato domanda per dimissioni volontarie in data 29/3/96, accettate il 30/4/96 e collocato in pensione con decorrenza dal 1/9/96.
Percepisce una pensione provvisoria di  £.  1.685.000 circa, come da prospetto allegato.
Ha inviato al Provveditore la lettera seguente che non ha ottenuto, fino la data odierna, alcun riscontro.
Primo quesito: Che fare adesso?
Secondo quesito: Potevo o posso usufruire dei benefici previsti dalla legge 449 del 27/12/97 art. 59 comma 7 anche se questa pubblicata dopo la presentazione della mia domanda?
Attualmente mi ritrovo penalizzato dall’applicazione della riduzione del 9% applicata ai sensi della legge 335/95.
Come si evince dai documenti allegati l’attuale pensione è stata calcolata solo su 30 anni di servizio effettivo prestato.

>E' trascorso molto tempo da quando ha accettato il contributo di riscatto. Di norma nel giro di qualche mese dopo l'accettazione il Provveditorato emette il decreto di riliquidazione della pensione aggiungendo l'anzianita' ricongiunta e segnando nel decreto il contributo da pagare. Lei ancora non ha ricevuto il decreto di riliquidazione, sicuramente passera' ancora del tempo prima di ricevere il conguaglio degli assegni. Si accerti comunque presso gli uffici del Provveditorato se la pratica ha trovato qualche ostacolo.
Non puo' usufruire della legge 449 art. 59 comma 7 perche' quando e' stata emanata la legge lei era gia' in pensione.

>Nato il 19/04/1939 - Docente incaricato a tempo indeterminato per l'insegnamento di lingua Francese negli istituti superiori di II grado - Cl. A262 - Immesso in ruolo dal 08/10/78 ai sensi della L. 463 art. 13
Servizi:
- dal 21/11/72 al 20/06/73 Seminario Vescovile di Nola
- dal 01/10/73 al 20/06/74 Seminario Vescovile di Nola
- dal 01/10/74 al 07/01/75 Seminario Vescovile di Nola
- più altri servizi per un TOTALE VERSAMENTI INPS di 109 SETTIMANE (compresi i servizi predetti)
- dal 09/01/75 al 03/12/75 SMS Aquilonia (3 ore) + SMS Passo Eclano (2 ore)
- dal 04/12/75 al 13/11/76 ITCS di Gesualdo di Av (cattedra)
- dal 15/11/76 al 27/10/77 C.O. ITCS di Gesualdo (3 ore) + ITC di cervinara (15ore)
- dal 29/10/77 al 08/10/78 ITCS di Gesualdo (catt.)
- dal 08/10/78 di ruolo fino alla data odierna
- Ha richiesto il riscatto del servizio di pre-ruolo e degli anni universitari senza ricevere ancora risposta.
Qual è la sua anzianità di servizio e quando potrà andare in pensione?

>Oltre al riscatto del servizio non di ruolo dovrebbe chiedere la ricongiunzione con legge 29 per il servizio prestato presso il Seminario vescovile perche' presumo che questo e' un servizio prestato presso privati.
Ho determinato che al 1-9-2000 ha la seguente anzianita': anni 31 mesi 9 e giorni 25.
Puo' andare in pensione di anzianita' il 1-9-2003 oppure in pensione di vecchiaia il 1-9-2004. La notifica del riscatto la ricevera' subito dopo la data di dimissioni.

>Sono un Insegnante di Matematica applicata in un I.T.C. e sono nato il 01/12/1945.
Ho prestato i seguenti servizi:
- 1959 - Unità lavorativa Coltivatori Diretti gg. 76
- 1960 - Unità lavorativa Coltivatori Diretti gg. 28+30 = tot. 58
- 1961 - Unità lavorativa Coltivatori Diretti gg. 52+52 = tot. 104
Per tutti i periodi suddetti sono stati versati i relativi contributi INPS
- Il 28/06/1971 ha conseguito la Laurea in Economia e Comm.;
- Per il periodo dal 08/06/1971 al 01/09/72 ha svolto il servizio militare;
- 1972/73 - Insegnante di matematica presso Scuola Media Parificata Vescovile(senza demerito);
- 1973/74 - Insegnante di Discipline Tecniche Commerciali in Istituto professionale di Stato per il Commercio di Vicenza;
- 1974/75 - Insegnante inc. a tempo indeterminato di Matematica Applicata ITC De Nicola di Sesto S. Giovanni;
- 1975/76 - Come sopra;
- 1976/77 - Ins. di Matematica applicata presso l'ITC "Masullo" di Nola;
- 1977/78 - Come sopra;
- Il 10/09/78 immesso in ruolo Legge 463/78;
- Dal 1978/79 a tuttoggi insegno Matematica applicata negli Itc. Ho fatto domanda di riscatto dei servizi pre-ruolo, dei 4 anni universitari e del servizio nella scuola privata.
Gradirei conoscere a quanto ammonta la mia anzianità di servizio e quando potrò andare in pensione con la normativa attuale.

>Per poterle dare notizie esatte e' necessario conoscere per ogni periodo la data di inizio e termine del servizio e della relativa retribuzione.

>Con riferimento alla C.M.202 del 27/04/98 art. 3 comma e, f, si desidera conoscere quale sarà l'entità del contingente del personale scolastico che sarà collocato a riposo a partire dal 01/09/2000 e con quali criteri sarà determinato.

>La nostra rubrica e' nata per dare assistenza al personale che vuole andare in pensione, relativamente al proprio caso personale. Non siamo in grado di esporre meccanismi amministrativi che hanno lo scopo di razionalizzare le uscite.

>Insegnante di ruolo dal 1.10.1974, ho presentato la dichiarazione dei servizi preruolo prestati alle dipendenze di un Ente pubblico il 15 gennaio 1976, al secondo anno di servizio invece che all'atto dell'assunzione.
Durante il primo anno, invece, ho presentato al Ministero la domanda di riconoscimento ai fini della pensione statale, senza riscatto, e dell'indennità di buonuscita statale, con onere, del periodo di servizio di sette anni prestati presso l'Ente pubblico comprensivo del servizio militare di leva.
Rischio che non mi verrà valutato il periodo preruolo, ai fini della pensione statale, perchè non ho presentato all'atto dell'assunzione la dichiarazione dei servizi, ai sensi dell'art. 145 del DPR 1092/1973?
So che un parere della Corte dei Conti si è espresso favorevolmente all'accoglimento delle domande presentate in ritardo o non presentate, qualora l'Amministrazione ne sia già a conoscenza per altra via.
Ho presentato, intanto, nei giorni scorsi, la conferma del servizio preruolo, ai sensi del Regolamento 1998 scadenza 11.12.1999. Era necessario?

>Al riguardo le posso dire che quando l'amministrazione sia gia' in possesso dei dati relativi ai servizi o periodi di cui si chiede la valutazione non esiste alcuna preclusione alla validita' di servizi o periodi non dichiarati. (Veda a tal proposito la deliberazione della Corte dei Conti 10 dicembre 1976)

>Sono un'insegnante di ruolo della scuola materna che ha optato, da quest'anno, per il contratto part-time al 50%.
Desidererei sapere come viene computato tale periodo ai fini pensionistici.
Ho una anzianità di servizio di 20 anni, compresi tre anni di pre-ruolo e sono entrata in ruolo nel 1982.

>I periodi di servizio prestato con rapporto di lavoro parziale vengono valutati per intero ai fini della maturazione del diritto al trattamento di pensione. Per quanto riguarda l'importo della pensione, essa si determina moltiplicando il servizio a tempo parziale per il coefficente risultante dal rapporto tra orario di servizio a tempo parziale e orario di servizio a tempo normale.

>Sono un'insegnante di ruolo di scuola media e dovendo chiedere il riscatto ai fini della buonuscita di periodi e servizi pre - ruolo ai fini della buonuscita, vorrei sapere se sono riscattabili alcuni mesi di astensione facoltativa retribuita al 30% interamente usufruiti in costanza di rapporto di impiego (supplenza temporanea nell'a.s. 82/83).

>Il servizio dell'anno scolastico 1982-83 con riduzione di assegni puo' essere riscattato. E' necessario che il certificato di servizio rilasciato dalla scuola indichi tale riduzione di assegni.

>Sono un insegnante che il prossimo 31 agosto compirò 35 anni di servizio. Prima del marzo 2000 chiederò le dimissioni dal servizio.
Il mio problema è questo: poiché ho avuto un intervento chirurgico grave ( lobectomia del polmone sinistro ) e soffro di ipertensione arteriosa ( avendo avuto seri problemi di cuore ), chiedo:
1) se posso chiedere di pensionarmi per invalidità e in subordine ( nel caso, cioè, che non mi si riconosca l'invalidità ) di pensionarmi per anzianità;
2) se le domande devono essere distinte e se i termini di scadenza delle domande sono gli stessi.

>La richiesta della pensione di invalidita' a norma dell'art. 2 comma 12 della legge 335 pone tra l'altro un requisito molto importante: aver cessato il servizio per inabilita' assoluta e permanente a svolgere qualsiasi attivita' lavorativa. E' necessario fare domanda al Provveditore competente, secondo lo schema ministeriale ed allegare un certificato medico, anche questo conforme allo schema ministeriale. E' opportuno allegare tutta l'altra documentazione medica di cui e' in possesso. Per questa domanda non ci sono termini in scadenza. Per poter beneficiare, invece, di una pensione di anzianita' e' necessario presentare domanda nel termine che sara' fissato dal ministero che normalmente coincide con la prima decade del mese di marzo di ogni anno.Requisito importante per il pensionamento dell'anno 2000: essere in possesso entro la data del 31 dicembre 2000 di 35 anni di contributi ed avere un'eta' anagrafica di 54 anni.
Chieda al Provveditorato se esistono le condizioni affinche' ella possa essere destinata ad altri compiti e se esiste la possibilita' di rimanere in sede. A seconda della risposta puo' decidere autonomamente sul da fare.

>La mia domanda non chiede consigli per andare in pensione, ma pone un problema che mi angoscia. 
Ho perso l'80% di udito e spesso ho difficoltà percettive in classe, soprattutto se numerosa. Ho 53 anni ed insegno dal 1973 ininterrottamente.
Posso sperare di essere distaccato presso altri uffici o compiti biblioteche, archivista,..) ? le ripeto l'idea di andare in pensione mi "angoscia".

>Potrebbe essere destinata ad altri compiti, ma c'e' anche il pericolo di essere destinata in altra sede non gradita.Ci rifletta.

>Sono un ITP a tempo indeterminato, nato il 8/1/943, immesso nei ruoli classe "C 320 Laboratorio di meccanica e reparti di lavorazione" il 1/10/1974 ai sensi dell'art.17 legge 417/1973 con anzianità di servizio anni 35 al 1 gennaio 2001,compreso il servizio pre-ruolo,con stipendio annuo dal 1/6/1999 di L.30.569.883, abilitato al corso di riconversione professionale interregionale - D.M.2/8/1996 n.457-E.F.1999 classe 19/A-Discipline giuridiche ed economiche il 30/11/1999.
Desidero sapere se con l'anno scolastico 2000/2001,facendo il passaggio di cattedra e di ruolo insegnando la nuova disciplina, l'anzianità di servizio giuridica ed economica prestata nel ruolo precedente si trasferisce integralmente nel nuovo ruolo con stipendio da docente laureato scuola media superiore di L.38.255.131 con decorrenza 1/1/2001.
Vorrei inoltre sapere in che rapporto l'aumento economico stipendiale eventualmente connesso all'attribuzione del nuovo ruolo,avendo i requisiti per la pensione d'anzianità e cioè 58 anni e 35 anni di servizio al 2001,interesserà, nel mio caso, la pensione e il tfr.

>A norma del'art. 83 del DPR 417 nei casi di passaggi di ruolo l'anzianita' giuridica viene trasferita interamente nel nuovo ruolo. Nei casi di pensionamento il nuovo stipendio si prende come base per il calcolo della pensione e della buonuscita.

>Vorrei avere delucidazioni al riguardo.
SITUAZIONE:
Insegnante di Scuola Media nato il 23-08-1946.
Università riscattata (4 anni) ai fini della pensione e della buonuscita.
Servizio militare (dal 31-01-72 al 13-04-73) riscattato anche per la buonuscita.
Servizio inizialmente prestato nella Scuola (10 ore di doposcuola che, stante il certificato di servizio, non hanno dato luogo a trattamento pensionistico):
dal 18-04-73 al 13-06-73 con decorrenza economica
dal 01-10-72 al 30-09-73 con decorrenza giuridica.
Servizio pre-ruolo riconosciuto nella ricostruzione della carriera dal 01-10-72 al 09-09-78.
Immesso in ruolo con decorrenza giuridica ed economica dal 10-09-78.
CHIEDO:
Avrei dovuto essere pagato per il periodo dal 14-06-73 al 30-09-73?
Non avendo riscattato ai fini della pensione e buonuscita i periodi dal 14-04-73 al 17-04-73 e dal 14-06-73 al 30-09-73, mi conviene farlo?
Secondo calcoli che mi sono stati fatti potrei andare in pensione il 10/09/2002 perché a tale data, anche non riscattando i suddetti periodi, avrei 34 anni, 4 mesi e 10 giorni di età contributiva con 56 anni di età anagrafica. E' giusto?
Il periodo di accavallamento tra il servizio militare e la prima nomina deve essere calcolato una volta sola?
Come vengono arrotondate le spezzature di mesi e giorni?

>Se chiede il riscatto dei periodi ancora non riscattati dal 14-4-73 al 9-9-78 avra' alla data del 30-9-2002 anni 34 mesi 8 e gg 10 di anzianita' contributiva. Con questa anzianita' non puo' pensionarsi nell'anno 2002 perche' il requisito contributivo di anni 35 non lo raggiungerebbe neanche virtualmente il 31-12-2002. Deve attendere l'anno 2003 se le cose non cambieranno.

>Desidero gentilmente ricevere informazioni su eventuale pensionamento:laureato in s.biologiche insegno dal 1968/69 nelle scuole statali, immesso in ruolo dal 1974 sono in possesso della qualifica di profugo dell'Eritrea e di orfano di caduto per causa di servizio, ho fatto richiesta di riscatto del servizio pre ruolo solo una decina di anni fa.

>Per poter dare risposta al suo quesito e' necessario conoscere la data di nascita e se ha riscattato gli anni del corso legale degli studi universitari. Conoscendo questi dati si puo' determinare la data del pensionamento.

>Mi hanno detto che c'è per il personale scolastico una "finestra" per poter fruire del pensionamento anticipato. Vorrei sapere se tale notizia ha fondamento, e, in caso affermativo, quali sono i riferimenti legislativi.

>Il personale scolastico puo' fruire del pensionamento anticipato se ha per l'anno 2000 i seguenti requisiti: 35 anni di contributi contestualmente a 54 anni di eta' anagrafica.

>Insegno nella Scuola Elementare Statale da 29 anni ed ho 53 anni.
Vi sarei grato se mi forniste esaurienti informazioni riguardanti la possibilità, le condizioni e la normativa per chiedere un anticipo sulla liquidazione e/o buonuscita di fine rapporto.

>Dalla normativa tuttora operante questa opportunita' non le viene concessa

>Ho presentato domanda di dimissioni dal servizio in data 18/4/97 ai sensi dell'art.510 del D.L.vo 274/94 n.297, domanda accolta, poi revocata ed in seguito riconfermata.
Secondo le previsioni, dovrei ancora lavorare nell'a.s. 2000/2001, anno nel quale raggiungerei i 55 anni di età e 35 di servizio (compreso il riscatto degli anni di università).
Circolano voci che le persone che si trovano nella mia situazione saranno tutte pensionate alla fine di questo anno scolastico, nel quale mi troverei con 54 anni di età e 34 di servizio. In questo caso, quanto sensibile sarebbe la differenza economica sulla pensione?
Ho fatto la domanda di pensionamento più per psicosi collettiva che per il desiderio reale di smettere di lavorare. Anzi, mi dispiacerebbe molto smettere proprio adesso che le cose stanno cambiando! Ma mi dispiacerebbe anche lavorare fino a 65 anni e/o rinunciare alla liquidazione. Insomma, sto cercando una scusa valida per rimanere in servizio...
Grazie per il lavoro che state facendo; non è così normale per noi insegnanti trovare dei supporti qualificati.

>Leggendo il suo quesito mi sembra di capire che ha fatto domanda di pensionamento senza aver valutato tutti gli aspetti positivi e negativi che ogni pensionamento comporta.Vedo inoltre che non e' stata neanche sufficientemente informata circa la normativa sulle pensioni: le donne possono pensionarsi all'eta' di 60 anni e non a 65 come ella afferma. Poiche' anche i sessantenni hanno buone speranze di vita, ella avrebbe potuto conseguire, nell'anno 2006 con anni 60, una pensione con la contribuzione massima di 40 anni e calcolata con la retribuzione relativa all'ultima classe di stipendio arricchita con altri due rinnovi contrattuali. Sicuramente avrebbe percepito una pensione di poco superiore allo stipendio in godimento nell'anno 2006. 
Il pensionamento e' la sintesi di tutta una vita lavorativa e bisogna arrivarvi preparati sia dal punto di vista psicologico che da quello normativo.
Prima di fare la domanda di dimissioni bisogna conoscere la propria posizione giuridica ed economica di carrriera per evitare di pensionarsi alla vigilia di un passaggio di classe o di rinnovi contratttuali.
Ha espresso il desiderio di restare in servizio perche' si intravedono segnali positivi di cambiamento nella scuola. 
Al riguardo posso darle una notizia interessante: il Ministero della Pubblica Istruzione con circolare n 11 dell'11-1-2000 le ha dato la possibilita' di revocare la domanda di dimissioni a suo tempo presentata. 
La revoca deve essere fatta entro il 1-3-2000.

>Lo scrivente ha presentato in data 08/08/97 domanda di dimissioni dal servizio, per essere collocato a riposo a partire dall' 01/09/98 ed è stato bloccato dal decreto legge n° 395 del 03/11/97 ancorchè la domanda di dimissioni sia stata revocata il 19/02/98 e poi confermata il 20/06/98.
Tenendo conto che lo scrivente possiede nel corrente anno scolastico una anzianità anagrafica di 54 anni e 34 anni e 7 mesi di servizio, presumibilmente rientrerà nel contingente che sarà collocato a riposo a partire dall'01/09/2000. SI DESIDERA CONOSCERE SE SIA POSSIBILE PRESENTARE DOMANDA PER ESSERE COLLOCATO A RIPOSO A PARTIRE DALL'01/09/2001 E QUINDI ESSERE COLLOCATO NEL SECONDO CONTINGENTE, SENZA PER ALTRO REVOCARE LA PRECEDENTE DOMANDA DI DIMISSIONI.

>Se sara' compreso nel contingente di uscita del 1-9-2000 penso che difficilmente potra' ottenere di prorogare di un anno il collocamento a riposo.
Ovviamente non varrebbe revocare la precedente domanda per ripresentarla nel prossimo anno perche' teme di non poterlo piu' fare. Comunque vadano le cose ella con 34 anni di contribuzione percepira' una pensione che sara' sottoposta alla penalizzazione del 1%.
Decida Lei.

>Insegno da dieci anni Disegno e Storia dell'Arte classe XXXII , all'epoca in cui sono entrato in ruolo ho fatto domanda di riscatto degli anni di Accademia di Belle Arti, ma a tutt'oggi non ho avuto nessuna comunicazione da parte del Provveditorato. Vorrei sapere se quegli anni sono riscattabili tenendo conto che io per insegnare ho avuto bisogno del diploma di Accademia, cosa devo fare per procedere al riscatto e quanto mi costerà.

>La materia e' stata oggetto di controversie da parte della Pubblica Istruzione. E' impossibile in questa sede fare la storia di tutta la materia ma ci limitiamo a dare le notizie fondamentali. La circolare ministeriale n 378 del 2-12-1991 ha dato esecuzione in modo errato alla sentenza della corte costituzionale n 535 del 28-11-1990 estendendo il diritto al riscatto ai fini pensionistici anche ai docenti di istituto statale d'arte. La Corte dei conti e' stata contraria a questa estensione e con delibera n 60 del 28-11-1992 ha dichiarato l'illeggittimita'. Pertanto il riscatto del diploma di accademia di belle arti puo' essere chiesto solo dai docenti che prestano la loro attivita' di insegnamento nella accademie di belle arti. La materia come dicevo e' controversa ed alcune delegazioni regionali alla corte dei conti hanno operato in modo diverso. Le suggerisco di tentare la via del riscatto a norma dell'art. 6 del DL 16-9-1996 n 564. Non le assicuro il risultato.

>Sono nata a Lucca il 12/07/1948. Sono dipendente di ruolo dell'Amminitrazione Provinciale di Lucca dal 26/06/1973 come Collaboratrice Amministrativa V° livello, presto servizio presso l'I.T.C. "F. Carrara" di Lucca.
Ho riscattato ai fini pensionistici n. 10 anni, 7 mesi e 10 giorni di servizio prestato come lavoratrice dipendente prima dell'assunzione presso l'Ente Locale.
Dal 1 gennaio 2000, per effetto dell'art. 8 della legge 124/99 sono passata nei ruoli Statali.
Per effetto di questo passaggio dovrei avere un aumento di stipendio.
Alla luce di questa situazione, quale è il momento migliore per presentare la domanda di pensione?
Potrei avere dei vantaggi a chiedere la trasformazione del rapporto di lavoro a tempo parziale ai sensi del decreto 29/07/1997, n. 331 del Ministro per la Funzione Pubblica?

>Sulla scorta delle notizie comunicate lei ha raggiunto il requisito di legge per il pensionamento. Il momento migliore lo deve stabilire lei, da parte nostra possiamo suggerirle di non lasciare il servizio alla vigilia di un passaggio di classe o di rinnovi contrattuali.Per trasformare il rapporto di lavoro a tempo parziale ovviamente ci saranno dei vantaggi e degli inconvenienti, deve essere sempre lei a decidere sul da fare.

>Sono nata nel 1964 e sono stata immessa in ruolo (lettere) nella scuola media inferiore il 1/9/97; prima di questa data, ho accumulato supplenze temporanee e ho lavorato presso privati, con regolare versamento di contributi. Non vorrei aspettare l'eta' della pensione, per controllare la mia posizione e fare i necessari ricongiungimenti, ma sono piuttosto disorientata perche' ricevo indicazioni contrastanti: devo rivolgermi all'INPS o al Provveditorato? Quali passi sono necessari all'indomani dell'immissione in ruolo? E il riscatto degli anni di laurea a chi va richiesto?
A proposito di quest'ultimo punto, leggendo le altre faq mi sono resa conto che l'unico passo che ho fatto e' stato forse sbagliato perche' appena in ruolo ho presentato la richiesta di riscatto degli anni di laurea all'INPS. Posso rimediare in qualche modo?

>Dopo aver ricevuto la nomina in ruolo, la prima cosa da fare e' quella di dichiarare tutti i servizi prestati allo Stato, agli altri enti pubblici e privati, nonche'  gli anni accademici in cui e' stata impegnata per conseguire la laurea. Possibilmente deve allegare alla dichiarazione tutta la certificazione della dichiarazione di cui sopra o comunque spedirla entro due anni dalla nomina.
Dopo la conferma in ruolo deve produrre le segenti documentazioni:
1) domanda documentata per la ricostruzioni della carriera;
2) domanda documentata per il computo, riscatto e valutazione di tutti i servizi prestati allo Stato o enti pubblici, a norma della legge 1092;
3) domanda documentata da estratto conto INPS per la ricongiunzione di tutti i servizi prestati presso i privati a norma della legge 29 ;
4) domanda documentata per il riscatto di tutti i servizi prestati allo Stato o presso altri enti pubblici, nonche' del corso legale degli studi universitari per la liquidazione dell'indennita' di buonuscita INPDAP
5) domanda documentata per il riscatto del corso legale degli studi universitari per la pensione statale.
Tutte le documentazioni di cui sopra devono essere fatte con istanza indirizzata al Provveditore di competenza e trasmesse via gerarchica, tramite il capo di istituto che deve protocollarle una per una e trasmetterle con plichi a parte.
Chieda all'INPS cosa puo' fare per annullare la richiesta di riscatto se ancora non e' stato pagato il contributo.

>Sono nata il 18/9/1941. Il mio problema è il seguente: qual è il momento economicamente più favorevole per il pensionamento? Se non vado in pensione l' 1/9/200, con le novità pensionistiche del 2001 sarò penalizzata sotto l'aspetto economico?
Il servizio prestato è il seguente:
- servizio pre-ruolo: dal 1966/67 al 1973/74 (anni 8 di cui i primi tre S.A., i due successivi I.T.I. e i tre rimanenti I.T.I.A.).
- servizio di ruolo: economicamente e giuridicamente dal 1/9/74 ad oggi.
- anni universitari: quattro (dei quali è stato chiesto il riscatto).

>Se vuole pensionarsi al momento economicamente piu' favorevole deve tener conto: prima di tutto se ha i requisiti di uscita di 40 anni (sulla scorta delle notizie comunicatomi ne ha 38); essere all'ultima classe di stipendio (classe 7°) e possibilmente non pensionarsi alla vigilia dei rinnovi contrattuali. Segua questi consigli e vedra' che percepira' una pensione economicamente piu' favorevole!

>Insegno dal 1969 e sono nato il 22/6/1947;attualmente sono docente di Matematica presso l'Istituto Tecnico Nautico "Duca degli Abruzzi " di Napoli e ho riscattato gli anni universitari.
Vorrei sapere tra quanti anni posso usufruire della pensione di anzianità senza perdere alcun vantaggio da essa derivante.

>Sulla scorta delle notizie comunicatomi e sulla scorta della normativa tuttora vigente ella puo' chiedere la pensione di anzianita' nell'anno 2002 perche' solo allora avra' raggiunto i requisiti di legge per il pensionamento. La pensione le sara' calcolata con l'anzianita' contributiva di anni 37 e con lo stipendio in godimento nell'anno 2002. Non capisco cosa significa "senza perdere alcun vantaggio da essa derivante"

>Sono un insegnante di scuola media superiore e posso andare in pensione dal 1° settembre 2000 (mi avete già fornito consulenza in merito).
Prima di fare la domanda vorrei controllare la mia situazione contributiva.
A quale ufficio mi devo rivolgere?

>Prima di chiedere le dimissioni dal servizio deve accertarsi che le domande di riscatto vanno bene e se sono stati effettivamente chiesti a riscatto o computo tutti i servizi prestati. Per fare cio' deve rivolgersi all'ufficio riscatti del Provveditorato di appartenenza. Per conoscere la situazione contributiva bisogna rivolgersi all'Ente Previdenziale al quale sono stati versati i contributi (INPS, CPDEL,cassa pensione insegnanti ecc.).

>Sono pensionata d'anzianità della scuola dal 1-9-99, 56enne e con 35 anni di contributi, e quindi sono soggetta alla normativa sul cumulo dei redditi secondo la legge 449/97.
Mi è sufficientemente chiaro il meccanismo del conteggio con cui si procede alla riduzione della pensione in caso di collaborazioni occasionali e prestazioni lavorative non continuative: riduzione pari al 50% della differenza tra il doppio del minimo e la pensione percepita.
Invece quello che non mi è per niente chiaro, nell'eventualità di una occasionale attività autonoma (per esempio lezioni in un corso di aggiornamento, collaborazioni con istituti di formazione) è:
- quando bisogna comunicare l'avvenuta prestazione di lavoro autonomo all'Inpdap: all'atto dell'assunzione dell'incarico o - come credo dopo essere stati retribuiti?
- e soprattutto, se si tratta di prestazioni lavorative occasionali, che sono peraltro le uniche attività consentite, come si conteggia il periodo di tempo su cui operare la riduzione della pensione? le risposte ottenute dall'Inpdap sono state finora contraddittorie e poco convincenti.
Desidererei inoltre sapere se è disponibile in rete la normativa di riferimento; ho trovato solo la legge 449, ma non le circolari applicative.

>Per quanto riguarda il primo quesito le consiglio di informare l'INPDAP di aver assunto l'incarico di svolgere un'attivita' autonoma e di riservarsi di comunicare tutti i dati relativi alla retribuzione dopo aver ricevuto il relativo compenso. 
Per quanto riguarda invece il modo in cui si conteggia il tempo in cui si opera la riduzione della pensione non siamo in grado di dare questa informazione in quanto la nostra rubrica non e' abilitata alla stesura dei calcoli che sono propri dell'INPDAP attraverso programmi computerizzati. Non conosco circolari applicative dell'art. 59 comma 4 della legge 449 del 27-12-1997

>Lo scrivente ha presentato in data 08/08/97 domanda di dimissioni dal servizio, per essere collocato a riposo a partire dall' 01/09/98 ed è stato bloccato dal decreto legge n° 395 del 03/11/97 ancorchè la domanda di dimissioni sia stata revocata il 19/02/98 e poi confermata il 20/06/98.
Tendo conto che lo scrivente possiede nel corrente anno scolastico una anzianità anagrafica di 54 anni e 34 anni e 7 mesi di servizio, presumibilmente rientrerà nel contingente che sarà collocato a riposo a partire dall'01/09/2000. SI DESIDERA CONOSCERE SE SIA POSSIBILE PRESENTARE DOMANDA PER ESSERE COLLOCATO A RIPOSO A PARTIRE DALL'01/09/2001 E QUINDI ESSERE COLLOCATO NEL SECONDO CONTINGENTE, SENZA PER ALTRO REVOCARE LA PRECEDENTE DOMANDA DI DIMISSIONI.

>Se sara' compreso nel contingente di uscita del 1-9-2000 penso che difficilmente potra' ottenere di prorogare di un anno il collocamento a riposo.
Ovviamente non varrebbe revocare la precedente domanda per ripresentarla nel prossimo anno perche' teme di non poterlo piu' fare. Comunque vadano le cose ella con 34 anni di contribuzione percepira' una pensione che sara' sottoposta alla penalizzazione del 1%.
Decida Lei.

>Vorrei chiedere qual è il periodo preciso in cui devo inoltrare la domanda per la pensione d'anzianità e in quale mese del 2002 potrò andare in pensione.
Insegno dal 1969 , sono nato il 22/6/47 e ho riscattato gli anni universitari.

>Per i pensionamenti dell'anno 2002 il Ministero diramera' apposita circolare dove sara' indicata la data entro la quale si possono chiedere le dimissioni. I pensionamenti nel settore della scuola decorrono sempre dal 1 settembre , solo le pensioni per malattia decorrono dalla data della dispensa.

>Sono un'insegnante di ruolo di scuola materna dichiarata permanentemente inidonea all'insegnamento ma idonea ad altri compiti (ex art. 113), con 33 anni di servizio e 51anni di età.
C'è una qualche possibilità di andare in pensione magari facendo appello ai problemi di salute che mi hanno costretto ad entrare in questa categoria dimenticata e mortificata da tutti?

>Sulla scia dei dati fornitimi non ha i requisiti di uscita per una pensione di anzianita', ma ha i presupposti per una dispensa dal servizio per motivi di malattia. Faccia passare un po' di tempo dall'ultima visita medica con la quale e' stata dichiarata permanentemente inidonea all'insegnamento ma idonea ad altri compiti e tenti la via della dispensa dal servizio per motivi di malattia. Auguri!

>Insegnante di scuola media superiore:
Data di nascita 03.05.50
Laurea ( iscrizione a.a. 1970-71, conseguimento della laurea 03.03.78 )
Servizio, prima della scuola, in una ditta di Milano dal 1° gennaio 1974 al 30 novembre 1978.
Servizio nella scuola ininterrottamente dal 27 ottobre 1978
Riscattati gli anni dell'Università e del servizio prestato in ditta
Chiedo: qual è il conteggio totale degli anni di servizio (compresi quelli riscattati)?
Posso chiedere di andare in pensione?
Se sì, con quale penalità?
La mia classe di concorso ( A017) deve essere in esubero?

>Potra' pensionarsi per anzianita' nell'anno 2007 quando avra' 57 anni di eta' e 37 anni e 10 mesi di contribuzioni. Non esistono penalizzazioni dal 1-1-1998.

>Vorrei andare in pensione per cui avendo da poco letto che ci sarebbe una possibilità per i "LAVORATORI PRECOCI" chiedo:
1) Potrei io aver diritto essendo insegnante elementare di ruolo dall'Ottobre del 1967 e precedentemente (secondo quanto comunicatomi dall'INPS) assicurata:
- dal 01/01/1966 al 31/01/1966 (settimane 3)
- dal 01/02/1966 al 30/09/1967 ( " 59)
per aver insegnato nei Doposcuola e come supplente alla Scuola Media.
Preciso che sono nata il 03/09/1947 e che nel prossimo settembre compirò i  53 anni che pare vengano richiesti come requisito.
2) Nel caso quando potrei presentare la domanda?
3) Dando e superando il Concorso per l'aumento dello stipendio (Lire 6.000.000 annui secondo l'art.29 del contratto), tale aumento influirebbe anche sulla pensione o no?

>Se ha assunto servizio il 1-10-1967 ed ha prestato servizio come supplente, riscattando i relativi periodi, alla data del 1-9-2000 avra' un'anzianita' contributiva di anni 34 e mesi 9. Per il requisito contributivo potrebbe pensionarsi, ma le manca l'eta' anagrafica di 54 anni. 
Non potra' pensionarsi neanche nell'anno 2001 perche' in quell'anno e' richiesta l'eta' anagrafica di anni 55.
Potra' pensionarsi nell'anno 2002 perche' solo allora avra' entrambi i requisiti: 37 anni di contribuzione e 55 anni di eta' anagrafica. 
Per quanto riguarda l'aumento di stipendio pensionabile o meno e' troppo presto per dirlo non essendo le cose molto chiare neppure tra gli addetti ai lavori.

>L'articolo che io ho letto su una rivista riportava come età pensionabile per i "lavoratori precoci" 53 anni e non 54. Era forse un errore?

>Si accerti che la rivista sulla quale ha letto che servono 35 anni di eta' per pensionarsi si riferiva ai pensionamenti nell'anno 1999. La mia risposta si riferiva ai pensionamenti dell'anno 2000. In quest'anno servono 54 anni di eta' e 35 di contributi.

>Leggendo la sua risposta al quesito 2 della FAQ 3 mi è sorto lo stesso dubbio di chi le ha rivolto la domanda: è possibile che mi ritrovi senza stipendio e senza pensione?
Secondo quanto lei afferma all'1-9-1998 l'anzianità contributiva doveva essere di 31 anni, mentre in Provveditorato hanno parlato di 30 anni. 
A me risulta di essere stata inserita, con tale anzianità, in "uno scaglione". Lei può darmi qualche chiarimento in più?
In merito al ritiro della domanda di dimissioni potrei rimandare la decisione di un anno se solo sapessi di rientrare nello scaglione del 2001.
Ma come (o non) funziona?

>In linea di principio le diciamo che prima di dare una risposta facciamo appello al nostro senso di responsabilita', alla nostra preparazione, alle leggi e ai regolamenti in modo da dare informazioni quanto piu' possibili esatte. 
Per quanto riguarda la risposta al quesito 2 FAQ 3 confermo quanto gia' detto. L'interessata avendo alla data del 31-12-1995 un'anzianita' di anni 22 e mesi 4 potra' uscire quando avra' maturato il 31° anno di servizio con la riduzione percentuale fino a 37 anni. Per quanto riguarda il suo caso non ho capito quale e' il suo problema perche' non mi ha detto cosa vuole sapere.

>In questo anno scolastico sono nel mio trentaquattresimo anno di servizio (compresi i 5 anni del corso legale degli studi universitari, che ho già ricongiunto, più sei mesi di lavoro preinsegnamento pure essi ricongiunti) e il 14 settembre 2000 compirò 54 anni.
Vorrei sapere in quale quando potrò presentare domanda di pensione di anzianità alla luce della normativa vigente.

>Alla luce della normativa vigente puo' presentare domanda per conseguire una pensione di anzianità nell'anno 2001 perche' solo allora avra' raggiunto il doppio requisito contributi-eta' anagrafica.

>Nell' accingermi a compilare la domanda di dimissioni volontarie per ottenere il pensionamento ho trovato l'opzione parziale della circolare n. 8 Prot. n 5317 del Provv. di Roma (Cessazione e mantenimento in servizio con rapporto di lavoro a tempo parziale).
Vorrei sapere se questa opzione mi consente di scegliere di mantenere una parte dell'orario nella scuola in cui sono attualmente in servizio oppure comporta qualche sorta di "precariato vagante".
Vorrei sapere anche se, eventuali cambiamenti della normativa per il pensionamento, come i ventilati 40 anni di contributi anzicchè 35, mi bloccherebbero in questa situazione fino al raggiungimento della anzianità richiesta.

>Non conosco il contenuto della circolare n 8 prot. 5317 del Provveditorato di Roma, comunque le posso assicurare che puo' essere mantenuto in servizio con rapporto di lavoro a tempo parziale, bisogna vedere se le conviene. Non ci sono certezze che la normativa sulle pensioni subira' delle modifiche, per questo motivo mi astengo dal dare consigli.

>Sono un'insegnante di scuola elementare, 50 anni di età e 23 anni di servizio di ruolo + 4 di doposcuola con qualifica + 1 di refezione scolastica + 3 mesi di supplenza nella scuola popolare + ca. 3 mesi di supplenze brevi. Ho riscattato i periodi di disoccupazione ed ho svolto i primi 3 anni di servizio di ruolo nelle scuole speciali.
Sono vincolata ai 35 anni di servizio per poter andare in pensione? Cosa succederebbe se volessi lasciare il servizio fra 2 anni? E' possibile?
Quali sarebbero le penalizzazioni?

>E' vincolata ai 35 anni di contributi e all'eta' di 54 anni nell'anno 2000 e 55 nel 2001. Non le posso determinare l'anno esatto in cui puo' andare in pensione perche' non mi ha comunicato quanti contributi settimanali ha riscattato per la disoccupazione. Per quanto riguarda le domande di pensionamento presentate dal 1-1-1998 in poi non ci sono penalizzazioni; si esce solo quando si raggiungono i requisiti.

>Lavoro dal 1966 ed ad oggi dovrei avre circa 34 anni di versamenti INPS.
In realtà ne ho solo 28 in quanto il periodo 1966 a 1972 risulta essere inreperibile.
Ho effettuato più ricerche presso l'INPS senza nessun esito positivo.
Il mio vecchio datore di lavoro dichiara di avere effettuato tutti i versamenti, anche se non è in grado di dimostrarlo. La ditta per cui lavoravo nel periodo di blak out dei versamenti è stata chiusa nel 1980. In realtà la stessa ditta riapriva subito con una ragione sociale diversa.
Da parte mia sono in possesso del libretto di lavoro da cui si evince che nel periodo sopra citato ho prestato la mia attività presso la società.
Sono in oltre in possesso di tutti i cedolini paga in cui compaiono le trattenute INPS.
Vi chiedo:
- come posso effettivamente verificare che i versamenti siano stati fatti, considerando che non ho altri documenti oltre a quelli sopra citati.
- se sono stati effettuati come posso recuperarli presso l'INPS
- se non sono stati fatti come posso rivalermi sulla persona fisica che era allora proprietaria della società?

>Se il servizio fosse stato prestato presso lo Stato o presso altro Ente pubblico questi periodi potevano essere riscattati con pagamento dell'onere a carico degli interessati. Trattandosi di servizi prestati presso privati, bisogna rivolgersi presso consulenti di pensioni INPS per aver adaguate informazioni. La nostra rubrica esegue consulenza per il personale della scuola.

>Innanzitutto mi scuso per la mia ignoranza in materia pensionistica. Le chiedo: il computo dei 40 anni di servizio è comprensivo degli anni di laurea riscattati? Io sto facendo il mio 35° anno di insegnamento effettivo; quest'altro anno scolastico, 2000/2001, sarà allora per me il 40°? Ritiene anche lei, come mi dicono tutti, che, alla fine del quarantesimo, sarà arrivato per me il momento migliore per la pensione? Inoltre:io dovrei avere, a detta della fascetta dello stipendio, il famoso gradone nel 2001, e precisamente 12/2001;questa indicazione è ancora operante, anche dopo il nuovo contratto e, in tal caso, io dovrei trattenermi in servizio anche per l'anno 2001/2002?

>Non ho niente da scusare, se avesse conosciuto il problema non avrebbe posto le domande. Intanto le rispondo si' al primo e al secondo interrogativo (se ha fatto bene i conti). Non ci sono dubbi, raggiungendo il quarantesimo anno di contribuzione e raggiungendo la settima fascia di inquadramento (35 anni di anzianita' giuridica ed economica) puo' percepire una pensione massima.
Di cio' abbiamo dato notizia in altri quesiti anche recentemente. Di una cosa pero' non la scuso, di non saper leggere il suo cedolino di stipendio: 12/2001 significa che la posizione retributiva in godimento (classe 6°) la conserva fino al mese di dicembre 2001 e con decorrenza 1-1-2002 conseguira' la settima classe di stipendio (35 anni).
Pertanto se vuole pensionarsi nell'anno 2002 la sua pensione sara' calcolata con la classe 7° (35 anni) viceversa sara' calcolata con la classe 6° (28 anni)

>E' vero che posso riscattare gli anni di università pur essendo insegnante elementare?
Come posso fare?

>Si' e' vero. A norma del Decreto Legislativo n 184 del 30 aprile 1997 puo' chiedere il riscatto del corso legale degli studi universitari anche se il predetto titolo non e' essenziale per l'insegnamento nella scuola elementare. Il predetto riscatto puo' farlo solo per la pensione e non per la buonuscita INPDAP.

>Sono un'insegnante elementare di ruolo donna nata il 22.12.49 nominata in ruolo con decorrenza 1.10.1976 e senza alcun preruolo.Desidererei sapere quando potrei andare in pensione e se mi conviene chiedere il riscatto del corso di laurea in lettere (circa 5 anni) che possiedo.

>Le conviene certamente chiedere il riscatto del corso legale degli studi universitari (nel suo caso 4 anni). Quando le notificheranno l'importo del contributo da pagare avra' tutto il tempo per accettare o rinunciare. E' un po' presto per tirare le somme e stabilire quando potra' pensionarsi, nel frattempo molte cose potrebbero cambiare.

>Sono un'insegnante di lettere nella scuola media, ho un'anzianità di servizio a partire dal 18\1\71, con incarico a t.i., più 41 settimane di supplenza, negli anni scolastici 1969\70 e 1970\71, riscattati e valutati pensionabili dall'INPS, sono stata immessa in ruolo il 20\9\77.
Ho riscattato il periodo di laurea, sia per la pensione che per la liquidazione.
Vorrei sapere se posso andare in pensione dal settembre 2001, aggiungo che sono nata il 10\8\46.
Se posso andare in pensione nel 2001, quando devo presentare la domanda?

>Sulla scorta dei dati fornitimi alla data del 31-8-2001 avra' un'anzianità contributiva di anni 35, mesi 4 e giorni 27 e un'eta' anagrafica di anni 55.
Con i dati suddetti potra' chiedere una pensione di anzianità nell'anno 2001. La domanda di dimissioni dovrebbe essere presentata prima del primo marzo 2001. Comunque si tenga informata perche' questa data cambia di anno in anno.

>Ho 53 anni e questo è il mio 33° anno di insegnamento compresa il riscatto laurea. Percepisco £ 1789000 mensili.
Sono entrata a gennaio nel penultimo gradone.
Se facessi domanda di pensione, essendo in una graduatoria con soprannumerari, quanto ammonterebbe circa la mia pensione, e la mia liquidazione?
Col metodo contributivo potrò mai raggiungere una pensione uguale allo stipendio che percepisco, eventualmente quanti anni ancora dovrei insegnare?

>Dal suo quesito noto due cose che non capisco.
1) essendo alla classe 6° mi pare che lei percepisca uno stipendio molto basso.
2) Non capisco perche' vuole conoscere se col metodo contributivo puo' raggiungere una pensione uguale allo stipendio che percepisce. Nel suo caso sara' applicato il metodo retributivo che e' il migliore; se vuole avere una pensione che si avvicini molto allo stipendio deve avere almeno 40 anni di contribuzione ed essere alla classe ultima (sempre nel sistema retributivo) 
Per quanto riguarda l'importo della pensione e della liquidazione siamo spiacenti di dire che la nostra rubrica non effettua calcoli.

>Ringrazio della risposta, anche se al sindacato a cui mi sono rivolta mi hanno detto che solo fino al 34° anno sarò col metodo retributivo, poi gli altri anni mi saranno conteggiati col metodo contributivo. 
Hanno sbagliato? Così capisco dalla sua risposta. 
Mi scusi il mio stipendio è 2.789.000, sarebbe stato troppo basso!!!Scusi . La ringrazio cordialmente e le sarei grata se potesse confermarmi che io resterò col metodo retributivo che è più vantaggioso anche se andrò in pensione a 60 anni.

>Le confermo pienamente quanto le ho gia' detto rispondendo al quesito, ora aggiungo che il sistema retributivo sara' applicato a tutti coloro che sono stati assunti fino al 31-12-1977; che il sistema misto (retributivo piu' contributivo) sara' applicato a tutti coloro che sono stati assunti dal 1-1-1978 al 31-12-1995; e che il sistema contributivo sara' applicato a tutti coloro che sono stati assunti dal 1-1-1996 in poi. 
Le norme che governano questi sistemi di calcolo sono contenuti nella legge 8-8-1995, n. 335 art. 1 comma 12 e seguenti. 
Poiche' i suoi informatori dicono cosa diversa, pregherei gli stessi, e lei di conseguenza, a rendere note le disposizioni di legge operanti che sono in contrasto con quanto ho affermato.

>Gradirei sapere se un Preside che sta frequentando il Corso di formazione per il conferimento della qualifica dirigenziale e che intende andare in pensione dal 01.09.2000 avrà i benefici economici della nuova qualifica.

>Se intende andare in pensione il 1-9-2000 non puo' frequentare il corso di formazione. Per avere i benefici economici della nuova qualifica con riflessi sulla pensione e sulla buonuscita dovra' essere in sevizio almeno per l'anno scolastico 2000/2001.

>Sono un'insegnante elementare (data di nascita 1/5/1940) immessa in ruolo il 1/10/1970 con 214 settimane di preruolo da me riscattate. Per motivi di salute vorrei andare in pensione a partire dal 1° Settembre p.v., posso inoltrare domanda? Verrei penalizzata ? Quali le scadenze e le modalità?
Nella mia situazione conviene per anzianità o inidoneità? Quali le procedure e i requisiti per l'inidoneità? 
Ultimo quesito: ho iniziato la mia carriera scolastica in una scuola materna autorizzata (come da certificato di servizio rilasciato dal competente Provveditorato agli Studi) in cui ho prestato servizio di docenza dal 1/11/60 al 30/06 /61. Tale periodo coprirebbe, secondo i miei imprecisi calcoli, i pochi mesi mancanti al raggiungimento dei 35 anni di servizio, ma dall'estratto conto rilasciatomi dall'INPS, non risulta. Cosa mi consiglia di fare.

>Al 1° settembre puo' conseguire una pensione di vecchiaia perche' le donne hanno il privilegio di pensionarsi all'eta' di 60 anni. In questo caso le verra' liquidata la pensione con anni 34 e mesi 1 se sono esatte le notizie comunicatomi.
Se vuole aggiungere gli otto mesi dal 1-11-1960 al 30- 6-1961 deve procedere alla regolarizzazione contributiva con onere a suo carico solo se il servizio e' stato prestato presso lo Stato o presso altro ente pubblico; se invece e' stato prestato presso scuole private non lo puo' ricongiungere perche', come mi dice, non esiste presso l'INPS la posizione contributiva. 
Si accerti se la posizione assicurativa esiste presso la cassa pensioni insegnanti perche' se la scuola era parificata o istituita da un ente pubblico, con molta probabilita', i contributi sono stati versati alla cassa pensioni insegnanti del ministero del Tesoro ora INPDAP via Ballarin Roma.
Per quanto riguarda la pensione di inidoneita' per motivi di malattia non vedo che cosa possa guadagnarci, a meno che non istruisce una pratica per inabilita' assoluta e permanente a qualsiasi lavoro proficuo a norma dell'art. 2 comma 12 legge 335. In questo caso se sara' riconosciuta, le verra' liquidata una pensione con 39 anni di servizio.

 


 

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