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Reg. Tribunale Lecce n. 662 del 01.07.1997
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Un nuovo filone

di Antonio Stanca

Con il romanzo “Quattro giorni per liberarmi di Jack” dell’americana Lauren McLaughlin la nota collana Stile Libero della casa editrice Einaudi di Torino ha inaugurato di recente una nuova sezione, “Mood”, dedicata ad una narrativa che tratta degli adolescenti, della loro vita, delle loro esperienze, delle loro aspirazioni, facendovi rientrare situazioni strane, insolite, fenomeni inspiegabili, misteriosi. Non è solo il romanzo sentimentale, di formazione ma anche quello di genere fantastico, gotico ed altro. In America l’opera, la prima della McLaughlin che finora è stata impegnata nel cinema come sceneggiatrice e produttrice, è comparsa nel 2008 ed ha avuto un seguito. Anche nell’Inghilterra degli ultimi anni ci sono stati romanzi simili ed è la prova di un filone che si sta diffondendo. La Einaudi ha in programma altre  di queste narrazioni di autori italiani e stranieri e intanto con “Quattro giorni per liberarmi di Jack” offre ai lettori la possibilità di conoscere i particolari di tale produzione, di sapere i temi che preferisce ed i fini che si propone.

Jack è il ragazzo nel quale la protagonista dell’opera, la diciassettenne Jill, si trasforma ogni mese durante i quattro giorni che precedono il suo ciclo mestruale. E’ un mistero che rimane tale fino alla fine e del quale soltanto lei ed i suoi genitori sono a conoscenza. All’inizio è spaventata ma poi si adatta al punto da convivere con esso e condurre la sua vita di figlia, studentessa, ragazza tra le altre, amica, compagna, innamorata. Su queste sue normali esperienze e su quelle di altri ragazzi e ragazze vicini ad Jill si sofferma molto il romanzo mettendo in evidenza come vivono, come si formano gli adolescenti nell’America dei nostri giorni, come stanno in famiglia, a scuola, quali sono i loro pensieri, i loro sentimenti, i loro desideri, i loro scambi, i loro rapporti. Molto interessante riesce la McLaughlin poiché non trascura nessun particolare di questa fase della vita, tutto degli ambienti e delle situazioni di essa riesce a mostrare e con un linguaggio sempre attento, appropriato, sempre facile da intendere.

Jill vive, quindi, la vita degli altri, vive come, con gli altri, ha le sue amicizie, i suoi problemi, le sue ambizioni, i suoi amori ma è inseguita da un’ombra che sistematicamente prende corpo, diviene un essere, diviene il ragazzo Jack mentre lei scompare. Nei primi tempi Jack accettava di rimanere chiuso nella stanza di Jill per i quattro giorni della sua esistenza ma in seguito anche lui ha avvertito il bisogno di vedere, di conoscere, di partecipare della vita, anche lui ha cercato, si è innamorato e di una ragazza che è la migliore amica di Jill. Cominceranno da qui un gioco interminabile di presenze e assenze, un’alternanza incontrollata di dubbi e sospetti, una sequenza irregolare di pensieri ed azioni, un processo continuo di luci ed ombre che, insieme al mistero di Jill, procureranno all’opera una dimensione diversa da quella dei romanzi di formazione, le attribuiranno elementi, aspetti completamente nuovi, la renderanno un “caso” particolare, un esempio della suddetta corrente che si sta affermando grazie appunto alle stranezze che si propone di rappresentare. Delle tante sorprese che oggi si verificano, delle assurde combinazioni alle quali si è chiamati ad assistere sembra voglia farsi interprete la nuova narrativa e questa novità spiegherebbe il suo successo e il fatto che non può rientrare in un genere letterario definito.


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