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Reg. Tribunale Lecce n. 662 del 01.07.1997
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Come scrive la Morrison

di Antonio Stanca

Nel 2003 pubblicato nella versione originale, nel 2004 comparso in Italia per conto delle Edizioni Frassinelli ed ora ristampato dalla stessa Casa Editrice nella serie Tascabili: è il romanzo “Amore” della scrittrice afroamericana Toni Morrison, Nobel per la Letteratura nel 1993. Ampio e vario è stato il campo dove l’autrice, ora settantottenne, si è impegnata al fine di fare della storia dei neri d’America un problema d’interesse generale, di evidenziare la perdita d’identità, l’alienazione alle quali sono stati esposti nel corso dei secoli. Oltre che nell’attività letteraria, nelle numerose opere narrative, e nel teatro, la Morrison ha trattato del problema in molti saggi, in tante conferenze e nel suo lavoro di docente di Scienze umane presso l’Università di Princeton. Vive tra Pinceton e Rockland Country ed ancora impegnata si mostra sia come scrittrice sia come intellettuale, ancora suo compito ritiene quello di riscattare il passato della sua gente, di dire quanto questa ha sofferto nel confronto con la società dei bianchi che per moltissimo tempo l’ha combattuta, respinta, condannata.

In “Amore” la Morrison narra di una vicenda verificatasi tra gli anni ’40 e ’70 del Novecento, quando cioè, in America avvennero grosse migrazioni di gente di colore, ci furono da parte di questa serie manifestazioni per rivendicare i propri diritti e si giunse a veri e propri scontri con le forze dell’ordine nonché a dei provvedimenti rigorosi e punitivi. Questo lo sfondo sul quale la scrittrice colloca la vicenda del romanzo, uno sfondo che appare e scompare, lo si intravede ogni tanto poiché anche stavolta la Morrison vuole solo rimandare ad esso tramite la particolarità dei casi presentati, vuole far pensare alla storia di tutta una gente   mentre dice di quella privata, intima di alcune persone. Saranno ancora donne le protagoniste della narrazione, cinque donne di colore vissute nell’America delle borgate intorno ad un uomo che era riuscito a superare la comune, misera condizione d’origine, si era arricchito e tra quelle donne aveva trascorso la sua vita come padrone, amico, marito, amante, custode, protettore. Un rapporto diverso aveva egli avuto con ognuna, in diverso modo le aveva e lo avevano amato, tanti amori avevano composto quell’ ”amore” che tutti li comprende e che fa da titolo all’opera.

Sono le donne a parlare nel libro e lo fanno quando l’uomo è ormai morto, i loro sono soltanto ricordi. Passato è il tempo della narrazione ed inesauribili sono le risorse alle quali essa mostra di poter attingere per rappresentare cinque modi di amare, per dire dei molti, infiniti risvolti che ogni relazione assume anche perché a volte avviene insieme ad una o più altre, per far risaltare cinque figure femminili diverse legate ad un uomo unico e multiplo. Ampia, profonda è la conoscenza dell’animo umano da parte della Morrison e quest’opera, più d’ogni altra, riesce ad esprimerla anche perché si serve di un linguaggio capace di muoversi con facilità tra situazioni diverse, lontane, di avvicinare gli estremi, il passato al presente, il pensiero all’azione, la realtà all’idea, la vita alla morte. Non è una lettura facile poiché non c’è pensiero pur minimo, sentimento pur remoto che sia trascurato da questa scrittura e inserito in un movimento tale da comprenderlo e superarlo in continuazione. E’ la scrittura della vita nel suo svolgersi inevitabile, inesorabile quella della Morrison e molta è l’attenzione che chiede a chi legge ma sono tante le sorprese che gli riserva da interessarlo fin dall’inizio. Una scrittura nuova, soltanto della Morrison e nuovi sono i contenuti dal momento che sono insieme letteratura e documento, romanzo e storia.


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