Prima Pagina
Reg. Tribunale Lecce n. 662 del 01.07.1997
- ISSN 1973-252X
Direttore responsabile: Dario Cillo


 

PERSONALIZZAZIONE FORMATIVA PER TUTTI GLI alunni di Umberto Tenuta

Raccomandazione 1248/1994 dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa─Sessione del 1994─ relativa all’educazione dei bambini superdotati

 

Di personalizzazione formativa (in verità, è questa l'espressione più esatta di quella di individualizzazione dell'insegnamento) si parla da molto tempo.

Basti pensare alla Scuola su misura di Claparède[1], all’Individualizzazione dell’insegnamento di Dottrens[2] e agli altri testi che hanno fondato questa tematica[3], anche se sotto la denominazione di individualizzazione dell'insegnamento.

Comunque, fondamentale al riguardo è il testo di DOLL[4], soprattutto per le precisazioni intorno ai termini di potenzialità, doti, possibilità formative 

Sul  piano attuativo basti  riandare a tutto il Movimento delle scuole attive e, per quanto attiene agli alunni che oggi vengono definiti alunni diversamente abili, alla creazione delle Case dei bambini della Montessori a Roma nei 1907[5] ed infine alla Legge 5 febbraio 1992, n. 104[6],

Dopo tre quarti di secolo, nel quale si parlava di scuole speciali e classi differenziali per gli alunni anormali e con difficoltà di apprendimento e dopo la Contestazione legalitaria del 1968, si arriva finalmente alla Legge 118 del 1971 che sancisce l’abolizione delle Scuole Speciali che avevano funzionato per gli alunni anormali ed all’affermazione della frequenza delle scuole comuni da parte di tutti gli alunni[7], seppure con la presenza di docenti specializzati (D.P.R. 975/1975) e che trova una valida descrizione nel Documento Falcucci del 1975[8], al quale si ispira la Legge 517 del 1977. 

Gli alunni non sono tutti uguali ma alcuni sono diversi: i diversi costituiscono una categoria a parte, gravi e meno gravi. Per i diversi si prevede la presenza nelle scuole di un docente di sostegno, di sostegno rivolto alla intera scolaresca, che diventò però di sostegno solo agli alunni handicappati che con un eufemismo furono definiti alunni diversamente abili. 

In effetti nella stessa classe convivono aduni normali e alunni diversamente abili. 

La concezione che gli esseri umani sono tutti diversamente abili non viene recepita, nemmeno dopo la lìLegge 5 febbraio 1992 n. 104 [9] e al D.P.R. 24 febbraio 2004 che disciplina gli interventi a favore degli alunni diversamente abili.

Da una parte gli alunni diversamente abili e dall’altra gli alunni che tali non sono. Non si perviene alla consapevolezza che tutti gli alunni, tutti gli esseri umani, sono diversamente abili. 

Eppure l'Assemblea parlamentare del consiglio di Europa, nella Raccomandazione 248 del 1994 aveva affermato che l’educazione deve <essere appropriata a ciascun individuo>>, precisando che <<ci   saranno comunque sempre  bambini particolari per i quali dovranno essere adottate disposizioni speciali. I bambini superdotati sono tra questi>>.

Al riguardo, aggiunge che <<I bambini superdotati dovrebbero poter beneficiare di condizioni d’insegnamento appropriate che permettano loro di valorizzare pienamente le loro possibilità nell’interesse loro proprio e della società>>.

In particolare precisa che:

<<la legislazione dovrebbe riconoscere e rispettare le differenze individuali. I bambini superdotati…, come gli altri bambini, hanno bisogno di condizioni d’insegnamento tali da permettere loro di sviluppare pienamente le proprie  possibilità>>;

<<la ricerca fondamentale sulle nozioni di “dono” e di “talento”, e la ricerca applicata, ad esempio per mettere a punto le procedure atte a riconoscerli, dovrebbero essere sviluppate parallelamente>>.

Particolare significato assume l’ultimo comma:

─<<la ricerca fondamentale sulle nozioni di “dono” e di “talento”, e la ricerca applicata, ad esempio per mettere a punto le procedure atte a riconoscerli, dovrebbero essere sviluppate parallelamente. La ricerca sui “meccanismi di successo” potrebbe aiutare a combattere l’insuccesso scolastico>>.

Al riguardo occorre tenere presente che già il RAPPORTO FAURE aveva affermato che <<ogni uomo è destinato ad essere un successo e il mondo è destinato ad accogliere questo successo>>[10].

Sul piano scientifico vanno tenute presenti al riguardo le affermazione contenute nel volume di DOLL sul concetto di potenzialità[11] che specificamente vengono riprese nelle Raccomandazione della riforma Moratti, la quale Riforma rappresenta il culmine del discorso sulla diversità, con l'abolizione della lezione, di necessità discriminante, perché non può non essere sempre uguale per tutti gli alunni e l’introduzione delle unità di apprendimento[12] che consentano la diversificazione dell'insegnamento o dell'apprendimento per i singoli alunni o per gruppi di alunni. 

Certamente è difficile liberarsi del concetto di diversità in una società che solo nelle società totalitarie comuniste ha conosciuto il concetto di uguaglianza, concetto inadeguato a descrivere la natura umana, in quanto gli esseri umani sono tutti diversi e, in quanto tali, tutti eguali , non perché tutti forniti delle stesse capacità, ma perché tutto diversi, a causa dei livelli di sviluppo delle loro capacità. 

Potenzialmente tutti uguali, gli essere umani diventano diversi in virtù delle stimolazioni formative cui sono soggetti. 

Ora, è un fatto estremamente poco significativo che la raccomandazione abbia preso in considerazione anche i superdotati. Tuttavia occorre avere l'accortezza di non considerare le potenzialità dei singoli esseri umani come delle doti innate. Già al momento del concepimento avvengono delle diversificazioni a seconda delle condizione in cui esso avviene. 

Secondo un ricerca effettuata in Inghilterra, "i figli del sabato", generati da genitori in stato di ubriachezza, sono già tarati sin dal momento del concepimento. Al riguardo, occorre tener presente che, secondo una ricerca effettuata in Africa, altre minorazioni si possono creare nel grembo materno, con la scarsa o abbondante ossigenazione. 

Al riguardo, occorre tenere presente che le persone umane si formano sin dal concepimento, con la combinazione di geni paterni e materni, alcuni dei quali possono essere già danneggiati.

Occorre tenere presente l’avvertenza di creare le migliori condizioni perché tali menomazioni non si verifichino. 

È forse il caso dei ritornare a parlare di Eugenetica, in senso positivo, per creare le migliori condizioni relative al concepimento ed alla gestazione. Le esperienze di iperossigenazione fatte in Africa per combattere gli aborti hanno portato alla scoperta che l’iperossigenazione porta a un migliore sviluppo delle doti intellettive. 

Ma tutto un discorso a parte va fatto in ordine alle condizioni della gestazione, essendo ormai acquisita la consapevolezza che già nel grembo materno il bambino gode di opportunità formative più o meno favorevoli e soprattutto che già dal sesto mese il feto riceve stimoli culturali dal mondo esterno.

Il diverso combinarsi dei molteplici fattori che entrano in campo in sede di concepimento e di gestazione porta alla nascita dei bambini che sono tutti diversi. Non nascono mai due bambini uguali. Nemmeno  i gemelli omozigoti sono e diventano eguali, stanti le possibili differenziazioni delle condizione vissute durante la gestazione e dopo la nascita.  

Nascono bambini tutti diversi e dopo la nascita diventano sempre più diversi in virtù delle stimolazioni ambientali e socio-culturali.

È il caso di pensare seriamente ad una scuola per genitori, per insegnare a creare le migliori condizioni sin dal concepimento (Cfr. i figli del sabato)[13], della gestazione, della nascita e soprattutto dell’allevamento nei primi anni di vita.

Sappiamo che a quattro anni il 50% dell’intelligenza si è già formata[14]; sappiamo che a un anno si pattina, a tre si legge, e si suona il violino[15]. 

Alla scuola dell'infanzia prima e alla scuola primaria poi arrivano bambini tutti diversi. 

Ma, tranne gli alunni diversamente abili, e nemmeno loro,  tutti i bambini trovano una scuola di necessità uguale per tutti, malgrado il Piano dell'offerta formativa[16] ed i Piani educativi personalizzati[17] che vengono redatti solo per gli alunni considerati diversamente abili. 

La scuola della lezione non può che essere una scuola uguale per tutti gli alunni. A latere si possono realizzare specifici interventi per i cosiddetti alunni diversamente abili.

Ma nulla si fa per i super dotati[18].

Non si fa e non si può fare fino a quando nelle scuole si fa lezione, peraltro oggi incoraggiata dalle LIM[19].

Le LIM servono ai docenti per fare lezione, la  quale forse sarà migliore di quelle della lettura del libro di testo o della lezione che si avvale di diversi mezzi, anche di strumenti didattici molto a avanzati.

Ma la lezione è, non può non essere uguale per tutti gli alunni, considerati di fatto tutti eguali, e quindi non consente, né l’integrazione degli alunni diversamente abili, né la cura degli alunni superdotati. 

Il  Ministro della pubblica istruzione Moratti aveva realizzato la più grande riforma di cui la scuola ha bisogno, la più grande riforma che sia stata mai realizzata: quella delle unità di apprendimento che sostituiscono le unità di didattiche.

Ma la nuova Ministra, peraltro dello stesso schieramento politico, si è affrettata, con scrupoloso impegno classista, ad abrogare la riforma Moratti, con una operazione che lascia interdetti, in quanto le LIM, non solo comportano l'abrogazione delle unità di apprendimento e ripristinano le lezioni, ma, con un eufemismo, mi sembra di poter affermare che violano[20] apertamente la <<autonomia didattica>>, la quale attribuisce evidentemente ai docenti la scelta, non solo dei metodi di insegnamento ma anche delle tecnologie educative, le quali,  a sentire i più grandi psicopedagogisti, quali Piaget e Bruner, dovrebbero essere quelle concrete (comuni e strutturate), quelle iconiche e quelle simboliche[21], alle quali oggi si aggiungono quelle virtuali[22].

Non credo che si possa trovare oggi un sostenitore della lezione o delle unità didattiche, nelle quali il docente, dalla cattedra o dalla LIM, espone, presenta, illustra, mostra, spiega. Questa metodologia della lezione (lectio, da lettura del libro) è nata nella cattedrale medioevale, nella quale il pontefice leggeva i libri sacri ed i fedeli, nelle file di tavoli a dieci posti (fino al 1900 i banchi delle scuole erano a 5 posti!) e nulla è cambiato coi tavolinetti, ritenuti meno idonei dei banchi e perciò allineati in tre/quattro file che vanno da un lato all’altro dell’aula, con 6─8 alunni in fila.

Al riguardo scrive il più grande didatta della matematica, Z.P. Dienes, <<Dovrà essere abolito quasi completamente l'attuale metodo di insegnamento in classe dove l'insegnante pontifica, in posizione di potere centrale, e dovrà essere sostituito con lo studio individuale ed a piccoli gruppi, usando materiale concreto ed istruzioni scritte, con l'insegnante che agisce come guida e consigliere>>[23].

Nelle aule ci sarò una sola LIM, dalla quale il docente farò lezioni, di necessità uguali per tutti gli alunni, alunni diversamente abili ed alunni iperdotati: tutti con gli occhi spalancati e le mani conserte; impareranno, se impareranno, con le orecchie e con gli occhi, ma non faranno ricorso alle operazioni di piagettiana memoria: imparare non significherà capire, ma fissare nella mente, ricordare, memorizzare.

Pertanto, nel prossimo anno, anziché aggiornare i docenti sulle unità di apprendimento[24], si sperpereranno i fondi dei PON per insegnare ad utilizzare le LIM, col risultato che anche i laboratori informatici passeranno in secondo ordine.

Non che i laboratori informatici costituiscano la migliore utilizzazione delle tecnologie informatiche, perché avranno significato soltanto quando si avrà il banco a due piazze di berlingueriana memoria attraverso la utilizzazione dei Kit mobili[25]. Oggi con duecento euro si compra un Notebook  e con una spesa di due mila euro, anziché dotare le aule di LIM, le si doterebbero di 13 notebook, una per il docente e 12 per gli alunni.

Peraltro i Kit mobili di notebook possono essere trasferiti da un’aula all’altra e, quindi, ne basterebbe un numero anche inferiore al numero delle classi.

In questo modo gli alunni, in gruppi di due/tre intorno ad un notebook, potrebbero apprendere, operando a livello virtuale, con la guida discreta del docente, ma ciascuno secondo i suoi libelli di sviluppo, i suoi ritmi ed i suoi stili di apprendimento.

Ma dell’esigenza, sancita dal D,P.R. 275/1999, di assicurare il successo scolastico a tutti gli alunni pochi si  interessano.

Bastano gli adempimenti della elaborazione del PIANO DELLL’OFFERTA FORMATIVA e dei PIANI EDUCATIVI PERSONALIZZATI, in verità non per tutti gli alunni, ma solo per gli alunni diversamente abili, e tutto va bene, messier le maitre, pardon, signora Ministra della P.I.

 Certamente  i docenti saranno costretti a imparare come utilizzare le LIM, ma la scuola resterà ancora una volta la scuola della lezione uguale per tutti gli alunni  Nella scuola ci saranno alunni che, avendo goduto il condizioni favorevoli nelle famiglie, saranno i figli del dottore di cui parla DON MILANI, in Lettera ad una professoressa[26], ma ci saranno anche gli alunni mediocri e gli alunni diversamente abili che si troveranno ad ascoltare le lezioni comuni nelle aule assieme agli altri bambini e andranno negli appositi laboratori di sostegno che hanno sostituito le classi  e le scuole speciali.

Ma ci saranno anche gli alunno superdotati che ascolteranno le lezioni comuni.

Questa situazione non cambierà fino a quando, non i rappresentanti dei genitori, ma tutti i genitori (padre e madre) non vedranno riconosciuto il loro diritto di educare ed istruire i propri figli di cui parla l'articolo 30 della Costituzione repubblicana, entrando nelle scuole per offrire il loro contributo alla elaborazione, non sono del Piano dell'offerta formativa, ma anche e soprattutto dei Piani educativi personalizzati, come si precisa negli Orientamenti educativi per la scuola dell'infanzia.

Quando verrà questo giorno la democrazia scolastica non sarà una parola spesso vuota di significato, perché i docenti saranno impegnati ad assicurare il diritto al successo formativo ad ogni figlio di donna, quali che siano le sue caratteristiche personali: iperdotato, dotato, normale, ipodotato o alunni diversamente abile.

Questo  giorno non arriverà finché nelle scuole ci saranno i banchi allineati, i docenti che fanno lezioni, anche se con le LIM, quattro cartelloni alle pareti, ma non si attuerà una scuola personalizzata attraverso le unità di apprendimento, i materiali didattici concreti, virtuali, iconici e simbolici ed al posto della lavagna di ardesia o alla LIM ci saranno i Kit mobili di Notebook.

 

CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE

La scuola è nata per alunni che si riteneva fossero o dovessero diventare tutti eguali. Per una scuola siffatta era prevista le lezione, peraltro anche per tali alunni inefficace.

Quando si è preso atto che gli esseri umani sono tutti diversi e che l’apprendimento non avviene attraverso le lezioni collettive, di necessità eguali per tutti gli alunni, la scuola è entrata in crisi.

Il provvedimento più vistoso è stato la creazione, prima di classi speciali, poi l’intervento di docenti aggiuntivi specializzati, che in siffatta scuola trovano difficoltà ad operare.

La soluzione è stata individuata già nel 1907 dalla Montessori nelle Case dei bambini,  con l’abolizione della lezione collettiva e la sua sostituzione con le unità di apprendimento, fondate sull’uso di materiali didattici concreti, iconici e simbolici, ai quali oggi si aggiungono i materiali virtuali.

Ma la scuola, tempio della cultura, è lenta a cambiare: resta ancora la scuola della lezione collettiva fondata sulla parola del docente.

Ora ci sarà il diversivo delle LIM che sostituiranno le buone lavagne di ardesia, così come ieri sono state mal sostituite da quelle di plastica.

Ma, fino a quando nelle scuole non entreranno i materiali concreti della Montessori e delle Sorelle Agazzi, integrati dal banco a due piazze, una per il libro e l’altra per i PC, la scuola non sarà adatta a nessun alunno, né ipodotato né superdotato. Sarà la scuola dell’alunno medio che non esiste da nessuna parte.

E tutti gli alunni in carne ed ossa si troveranno male, ipodotati, normodotati o iperdotati.



[1] CLAPARèDE E., La scuola su misura, La Nuova Italia, Firenze, 1972

[2] DOTTRENS R., L'insegnamento individualizzato, Armando, Roma, 1960.

[3] In merito cfr.: AA.VV., L’individualizzazione dell’insegnamento, Provincia autonoma di Bolzano, 1991; BALDACCI M., L’istruzione individualizzata, La Nuova Italia, Firenze, 1993; DAZZI D., La personalizzazione dell’insegnamento, DE AGOSTINI, Bergamo 1999; DUNN R., DUNN K., Programmazione individualizzata, Armando, Roma, 1979; GARCíA HOZ V., L’educazione personalizzata. Individualizzazione e socializzazione nell’insegnamento, Le Monnier, Firenze, 1982; GARDNER J. Et alii, Programmazione educativa individualizzata, ERIKSON, Trento, 1991; MEIRIEU P., Lavoro di gruppo e apprendimenti individuali, La Nuova Italia, Firenze, 1990; Petracchi G.,Individualizzazione classi aperte interclasse, La Scuola, Brescia, 1985: RUSKIN R.S. (a cura di), Il sistema di istruzione personalizzata, Giunti e Lisciani, Teramo, 1982; TENUTA U., Individualizzazione – Autonomia e flessibilità dell’azione educativa e didattica, La Scuola, Brescia, 1998;.Tenuta U.,Le fotografie a colori dei nostri alunni, in METODOLOGIA E DIDATTICA: http://www.edscuola.com/archivio/didattica; Tenuta U.,Le fotografie a colori dei nostri alunni, in METODOLOGIA E DIDATTICA: http://www.edscuola.com/archivio/didattica/

[4] DOLL R. C., L’istruzione individualizzata, La Nuova Italia, Firenze, 1969

[5] MONTESSORI M., La scoperta del bambino, Garzanti, Milano, 2000

[6] In merito cfr.: ALUNNI DIVERSAMENTE ABILI: DALLE SCUOLE SPECIALI ALL’INTEGRAZIONE NELLA SCUOLA ATTRAVERSO I PIANI EDUCATIVI PERSONALIZZATI ─ NORMATIVA DAL 1923 AL 2005,  a cura di Umberto Tenuta

[7] Legge 30 marzo 1971, n. 118

[8] Lo si ritrova in:  ALUNNI DIVERSAMENTE ABILI: DALLE SCUOLE SPECIALI ALL’INTEGRAZIONE NELLA SCUOLA ATTRAVERSO I PIANI EDUCATIVI PERSONALIZZATI ─ NORMATIVA DAL 1923 AL 2005, a cura di Umberto Tenuta, in: www.rivistadidattica.com

[9] LEGGE-QUADRO PER L'ASSISTENZA, L'INTEGRAZIONE SOCIALE E I DIRITTI DELLE PERSONE HANDICAPPATE

[10] FAURE E, (a cura di), Rapporto sulle strategie dell'educazione, Armando-UNESCO, Roma, 1973, p. 249.

[11] Le possibilità apprenditive e formative dei singoli alunni non si intendono come potenzialità date, perché, come afferma il DOLL, le potenzialità si sviluppano (<<per capacità potenziali dei singoli noi intendiamo quelle potenzialità di grandezza imprevedibile, che possono scaturire dall’interno della personalità: potenzialità che possono venire sviluppate o ridotte col processo educativo… le capacità potenziali non sono considerate come delle qualità congenite nell’individuo, che divengono attuali attraverso un processo di maturazione su cui non influisce in alcun modo l’ambiente. Anzi, queste capacità si sviluppano e si “manifestano nello scambio dinamico di influssi fra l’individuo e il suo ambiente”. Vengono definite capacità “potenziali” perché sono un modo di essere dell’individuo, sono una capacità individuale di reagire positivamente e in modo praticamente imprevedibile: “senza alcun preconcetto quanto ai …limiti” delle capacità potenziali… (occorre) porre l’accento sulla personalità umana dotata di capacità potenziali illimitate, (e)…considerare positivo il fatto che gli sviluppi della personalità umana sono imprevedibili…>>(DOLL R. C., L’istruzione individualizzata, La Nuova Italia, Firenze, 1969, pp. XI, pagg. 19, 21)..

[12] In meriyo cfr. i saggi di Umberto Tenuta  nella rubrica RIFORMA dela RIVISTA DIGITALE DELLA DIDATTICA (WWW.RIVISTADIDATTICA.COM).

[13] Una ricerca effettuata in Inghilterra ha portato a rilevare che i figli concepiti di sabato dai genitori ubriacatisi con la paga del sabato presentano un più alto livello di menomazioni genetiche.

[14] Mazzetti R., Scoperta dell’infanzia e nuove prospettive dello sviluppo dell’uomo, Edizioni Beta, Salerno, 1970.

[15] IBUKA M., A un anno si pattina, a tre si legge, e si suona il violino, Armando, Roma, 1984

[16] UMBERTO TENUTA, Il Piano dell’offerta formativa ¾ Moduli e unità didattiche – La programmazione nella scuola dell’autonomia, ANICIA, ROMA, 2001, con CD-ROM

[17] UMBERTO TENUTA, La flessibilità nella scuola dell’autonomia, ANICIA, ROMA, 2002; UMBERTO TENUTA, Individualizzazione – Autonomia e flessibilità nell’azione educativa e didattica, La Scuola, Brescia, 1998.

[18] Sansuini S., L' educazione dei ragazzi precoci, dotati e superdotati. Che cos'è, da dove viene, come si educa il «Potenziale intellettivo» che c'è in ogni ragazzo, Franco Angeli, Milano, 1997

[19] TENUTA U., LIM ─ lavagne interattive luminose: tre passi indietro ;TENUTA U., LIM: in contrasto con le unita’ di apprendimento, garanzia di successo formativo per tutti gli alunni, le lim favoriscono il persistere delle viete lezioni espositive,  in RIVISTA DIGITALE DELLA DIDATTICA: www.rivistadidattica.com

[20] D.L.vo 16.4.1994, n. 297─Art. 1 - Formazione della personalità degli alunni e libertà di insegnamento─1. Nel rispetto delle norme costituzionali e degli ordinamenti della scuola stabiliti dal presente testo unico, ai docenti è garantita la libertà di insegnamento intesa come autonomia didattica e come libera espressione culturale del docente.. 2. L'esercizio di tale libertà è diretto a promuovere, attraverso un confronto aperto di posizioni culturali, la piena formazione della personalità degli alunni. 3. E' garantita l'autonomia professionale nello svolgimento dell'attività didattica, scientifica e di ricerca.Art. 2 - Tutela della libertà di coscienza degli alunni e diritto allo studio─1. L'azione di promozione di cui all'articolo 1 è attuata nel rispetto della coscienza morale e civile degli alunni─2. A favore degli alunni sono attuate iniziative dirette a garantire il diritto allo studio

[21] <<L'intelligenza è un sistema di operazioni... L'operazione non è altro che azione: un'azione reale, ma interiorizzata, divenuta reversibile. Perché il bambino giunga a combinare delle opera­zioni, si tratti di operazioni numeriche o di operazioni spaziali, è ne­ces­sario che abbia manipolato, è necessario che abbia agito, sperimentato non solo su disegni ma su un materiale reale, su oggetti fisici...>>(PIAGET J., Avviamento al calcolo, la Nuova Italia, Firenze, 1956, p. 31); al riguardo Bruner precisa: <<Se è vero che l'abituale decorso dello sviluppo intellettuale procede dalla rappresentazione attiva, attraverso quella iconica, alla rappresentazione simbolica della realtà, è probabile che la migliore progressione possibile seguirà la stessa direzione>> (BRUNER J.S., Verso una teoria dell'istruzione, Armando, Roma, 1967, p. 85.)..

[22] TENUTA U., Rappresentazione virtuale, in www.rivistadidattica.com

[23] DIENES Z.P., Costruiamo la matematica, ED. O.S., FIRENZE, 1962, p. 27.

[24] TENUTA U. Unità di apprendimento, in www.rivistadidattica.com

[25] TENUTA U.,  Computer in ogni aula con i kit mobili, in www.edscuola.it/archivio/didattica/pcinaula.html

[26] DON MILANI, Lettera ad una professoressa, Libreria Editrice Fiorentina, Firenze, 1967-

 


La pagina
- Educazione&Scuola©