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Reg. Tribunale Lecce n. 662 del 01.07.1997
Direttore responsabile: Dario Cillo


 

Caro Ciampi, ti scrivo...
Lettera aperta al Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, dopo il messaggio di fine anno agli Italiani, nel quale è mancato un riferimento al 2003 come anno Europeo delle Persone con disabilità.

Caro Presidente,

ho ascoltato come ogni anno con vivo interesse il Suo messagio agli italiani. Ha già ricevuto al riguardo complimenti assai più autorevoli del mio, e perciò mi limito ad osservare che le Sue parole aiutano a non smarrire il cammino della solidarietà e della identità nazionale, in un contesto di valori fortemente radicati nella lettura sostanziale dei princìpi sanciti dalla Costituzione.

Mi permetta perciò di esprimerLe un piccolo motivo di rammarico, che sono certo che Lei, e sua moglie Franca, che ho avuto l'onore di conoscere nel dicembre del 1999, in occasione della prima Conferenza Nazionale sull'handicap, comprenderete nello spirito giusto. Spero perfino che Lei trovi il tempo di rispondere, non tanto a me personalmente, ma a tutti i navigatori di questo portale, che è realizzato da un Ente pubblico, l'Inail, che si occupa di infortuni sul lavoro, ma che ha giustamente voluto estendere la propria attenzione all'intero orizzonte dei problemi delle persone disabili.

Lei ha opportunamente ricordato come nel 2003 l'Italia svolgerà un ruolo da protagonista nello scenario europeo. In particolare Lei ha detto: «Fra sei mesi avrà inizio il semestre di presidenza italiana dell'Unione Europea. E' importante per l'intera Europa che in quel semestre si concludano i lavori della Conferenza intergovernativa. Si profila all'orizzonte la possibilità di un nuovo Trattato di Roma. Questa prospettiva emoziona un uomo della mia generazione, che ha indossato l'uniforme nell'ultima grande guerra europea; che ha vissuto con passione i giorni della riconciliazione tra i popoli d'Europa, i primi passi dell'unificazione.»
Ecco, vede, signor Presidente, il 2003 è stato anche dichiarato Anno Europeo delle Persone con Disabilità. Io speravo fortemente, fino all'ultimo, che nel suo messaggio, sempre attento ai valori da comunicare alle famiglie e alla Nazione intera, lei trovasse le parole giuste, magari anche soltanto una frase, per dare a questo evento il peso che noi, persone disabili e operatori della comunicazione, attribuiamo a tale circostanza.

Mi rendo conto che si tratta di una piccola omissione, e che ben altri problemi, apparentemente, sembrano prevalere, a cominciare dalla pace. Ma vede, noi per primi, persone disabili, famiglie, associazioni, volontari, operatori, tecnici, esperti di queste tematiche, siamo fortemente preoccupati che i venti di guerra rendano impossibile e vano il nostro tentativo di far emergere con forza le ragioni che rendono importante celebrare un anno europeo dedicato a questo tema.

Per dirla con semplicità, a noi basterebbe che nel 2003 si dichiarasse, e si dimostrasse nei fatti, che il contenuto dell'articolo 3 della Costituzione della Repubblica vale per tutti, nessuno escluso. Sono certo che se Lei dicesse, dall'alto del suo Colle, e con l'autorevole Sua indipendenza, che tutte le Istituzioni, nazionali, regionali, periferiche, devono tenere conto sempre e comunque dei diritti e e della dignità di cittadinanza anche delle persone con disabilità e, quindi, delle loro famiglie, avremmo, solo per questo, già compiuto un balzo incredibile in avanti. Le sembrerà strano, ma ancora oggi le cose non stanno così.
Le faccio un esempio concreto, proprio di questi giorni: a Venezia, una delle città che il mondo ci invidia, stanno realizzando un nuovo ponte sul Canal Grande che non tiene conto dell'accessibilità per tutti i cittadini (anziani, disabili, non vedenti, ipovedenti, ecc.). Non vorrei offenderLa, ma temo che questo lungo ponte, in fase di realizzazione, risulterebbe difficoltoso anche per Lei, se non ora, fra qualche anno. Il Comune di Venezia ci consiglia di usare il vaporetto (una volta questo concetto era espresso dalla frase: "attaccatevi al tram…"). Io penso che una Sua parola, in casi come questi, valga molto più della mia e della nostra. Io non voglio forzarLa, ci mancherebbe. Ma la esorto, conoscendo la Sua curiosità intellettuale e l'arguzia toscana (sa, io sono nato a Firenze, anche se ormai vivo bene, da tempo, a Milano) a navigare nelle pagine del nostro portale per scoprire la ricchezza, la diversità, la fecondità culturale di questo mondo.

Lei è sempre attento ai più deboli, ai più sfortunati. Ecco, Le assicuro che il mondo delle persone con disabilità non è debole, né sfortunato. Lo diventa. Lo diventa se lo Stato non fa la sua parte, se le Regioni indugiano nell'applicazione delle leggi, se i Comuni non hanno i fondi per assicurare i servizi. Giustamente Lei fa appello allo «spirito di collaborazione» fra le parti politiche. Le assicuro che il nostro portale, già nel nome, SuperAbile, si propone di non avere e di non alimentare pre-giudizi e divisioni inutili. La verità non è mai solo da una parte, e c'è bisogno di tutti per costruire una società più giusta.
Fra pochissimo tempo, a metà febbraio, si svolgerà a Bari la seconda conferenza nazionale sulle politiche per l'handicap. Sarebbe bellissimo che Lei vi partecipasse, con calma, almeno per qualche ora, per ascoltare quali e quanti contenuti positivi possono venire da questo mondo in ogni settore, dalla scuola al lavoro, dal tempo libero allo sport, dalla mobilità personale alla ricerca e alla riabilitazione. La Sua presenza consentirebbe quel salto di attenzione da parte dei media che per ora è mancato, e che, forse, è anche all'origine della Sua piccola dimenticanza, , per la quale siamo pronti, tutti noi, a perdonarLa, anche perché (se mi consente questa familiarità) penso che con l'avanzare degli anni Lei per primo stia sperimentando che questo nostro magnifico Paese non è poi così comodo, né così fruibile da tutti.
Caro Presidente, ci aiuti a vincere questa battaglia di civiltà. Lei è il Presidente di tutti gli italiani, anche di noi.

Con deferente stima,

Franco Bomprezzi
direttore editoriale www.superabile.it


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