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Il mea culpa del governo

 

di Alessia Ripani

 

Al congresso della Fish svoltosi nel fine settimana scorso a Firenze, i sottosegretari Sestini e Guidi ammettono che il governo non ha soddisfatto le attese del mondo della disabilità chiamando in causa i conti pubblici e proiettando la discussione al 2004. Eletti i 16 membri del Consiglio direttivo, tra i quali a gennaio saranno scelti il presidente, i vicepresidenti e le altre cariche della federazione.

 

Un governo che porge l’altra guancia e guarda con occhi bassi al 2004, rinviando al prossimo quanto non realizzato durante l’Anno europeo dedicato alle persone con disabilità. Un esecutivo piccolo piccolo nell’immenso salone dei Cinquecento a Palazzo Vecchio a Firenze, dove venerdì, sabato e domenica scorsi si è tenuto il congresso nazionale della Fish, la Federazione italiana per il superamento dell’handicap, che a gennaio rinnova le sue cariche direttive e a Firenze ha discusso delle politiche di sviluppo oltre il 2003 e ha eletto il Consiglio direttivo. Il congresso si è aperto all’insegna dello sciopero dei treni di venerdì, che ha impedito a molti delegati di partecipare al convegno della giornata inaugurale e a fatto sì che il salone scelto per l’evento risultasse sovradimensionato rispetto al numero delle persone in platea. Non più di 70. “Oltre 200 persone – ha assicurato Antonio Ridolfi, dell’organizzazione – hanno disdetto tra giovedì e venerdì, ma i lavori del weekend non sono stati compromessi”.

 

Convitato di pietra e assente giustificato - dal momento che non è stato neanche invitato - il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, al quale il sottosegretario al Welfare, Grazia Sestini, dal palco dei relatori ha rinviato la patata bollente delle amarezze legate a un anno clou nelle intenzioni e flop nelle realizzazioni della politica sulla disabilità in Italia. “Non ci sono i soldi – ha parlato chiaro la Sestini – e non lo abbiamo nascosto. Siamo stati onesti nel dire che esiste un problema reale di risorse, ma chiediamo un confronto sereno alle associazioni e alle Regioni perché si realizzino azioni concrete a favore delle persone con disabilità e della loro inclusione sociale già dall’anno prossimo”. Ripete il concetto il sottosegretario al ministero della Salute, Antonio Guidi, che ha individuato un “ordine del giorno nato dalle riflessioni di un anno intero, da tenere bene in evidenza e su cui tutti gli attori sociali devono continuare a lavorare”. Odg subito contestato da Augusto Battaglia, dei Ds, che ha tagliato corto dicendo: “Vogliamo fatti, non altre parole. Non possiamo accontentarci oggi di un ordine del giorno al quale lavorare. E che cosa si è fatto finora?”.

 

La maggioranza, dunque, pur stringendo i denti, davanti alla Fish a congresso ha incassato, sapendo di restare comunque col fianco scoperto rispetto alle critiche che arrivano sul versante del sociale; l’opposizione ha incalzato, approfittando del segno meno nei bilanci di quanto ha fatto il centro destra; le associazioni si sono dette decise a non mollare e pronte a tendere una mano alla politica. “Ci sono due aspetti da considerare – ha spiegato Pietro Barbieri, presidente della Fish, almeno fino al verdetto del prossimo gennaio – volendo fare una sintesi di questo anno. Uno riguarda la politica dei governi, e noi siamo stati molto duri con i rappresentanti dell’esecutivo. Abbiamo un accordo con Maroni, col quale il governo si impegna a trovare nuovi margini di intervento. Ma anche la legge migliore perde di efficacia quando si rifiuta la persona. Il secondo aspetto, infatti, riguarda ciò che si è fatto, a livello centrale e locale, per affermare i diritti dei disabili e per promuovere una reale integrazione, al di là di una visione economicistica della disabilità. Sotto questo aspetto, crediamo che nel 2003 si sia gettato un seme importante. Dobbiamo continuare a percorrere le strade intraprese verso la realizzazione di una effettiva partecipazione”.

Entro la fine di gennaio verranno eletti il presidente, i vicepresidenti, i tesorieri e le altre cariche del Consiglio direttivo tra i 16 membri scelti nella due giorni di congresso, conclusasi con una mozione che sarà presto disponibile. Poche le novità. Lo stesso Pietro Barbieri, alla guida della federazione dal 1996, non vuole fare pronostici. Ma le voci raccolte fra i delegati fanno ritenere molto probabile una sua rielezione. “Credo – ha affermato – che il lavoro svolto da questo gruppo di persone negli ultimi anni debba proseguire sulla strada avviata. Siamo diventati gli interlocutori di realtà istituzionali, associazioni storiche, Terzo settore, sindacati, enti locali. Non importa chi sarà chi, nel senso della persona che ricoprirà la carica di presidente o le altre. L’importante è che non si abbandoni il solco già tracciato nell’interpretazione della disabilità, vista come modalità di partecipare e essere nel mondo, e non solo come rivendicazione e protesta”.

(16 dicembre 2003)

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