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Reg. Tribunale Lecce n. 662 del 01.07.1997
Direttore responsabile: Dario Cillo


 

Rilancio del progetto “Qualità della scuola”

 

Con la Nota prot. N. 2741 del 7 Novembre, il Ministero dell’Istruzione rilancia inviando un ampio documento, il progetto “Qualità”. Il progetto era nato verso la metà degli Anni Novanta e coinvolge attualmente circa 1500 scuole statali e paritarie. Adesso il Ministero ricolloca il progetto nel quadro delle grosse modifiche costituzionali, istituzionali e scolastiche che ormai cambiano notevolmente il contesto operativo delle singole istituzioni scolastiche.
Infatti a seguito del decreto Bassanini n. 112/98 e della L. Costituzionale n. 3/01 e del disegno di legge costituzionale della “devolution” le istituzioni scolastiche si trovano sempre più legate al territorio di riferimento per la realizzazione della propria autonomia. Inoltre anche il Ministero a seguito del DPR n. 319/03 si sta avviando ad una notevole ristrutturazione, abbandonando la logica gestionale centralizzata verso quella nuova di indicazioni di “linee-guida” e di regolamento e di coordinamento dei processi formativi e degli esiti di qualità. La riforma Moratti della scuola operata con la Legge n. 53/03 recepisce pienamente questi orientamenti e si avvia alla loro attuazione tramite i decreti delegati in fase di elaborazione.

 

Inoltre già la Legge n. 196/97 sulle borse lavoro, la Legge n. 144/999 sui percorsi misti istruzione-formazione professionale, la Legge n. 30/03 di riforma del mercato del lavoro pongono in modo nuovo i rapporti fra mondo della scuola, sempre meno autoreferenziale e quello del lavoro, che deve aprirsi sempre più a collaborare nell orientamento prelavorativo e processi di qualità produttiva.Il documento completa il quadro di riferimento istituzionale indicando le diverse intese fra Ministero e Regioni, avviate da Berlinguer e da ultimo l’intesa sottoscritta dal Ministro Moratti con la Confindustria ed il “Patto per l’Italia” firmato dal Governo con le parti sociali. Nell’ultima intesa del Ministro Moratti viene previsto un comitato di coordinamento, un comitato paritetico scuola-mondo industriale, un comitato paritetico università-mondo dell’industria ed una segreteria tecnica operativa. Questo contesto consente di rilanciare l’obiettivo della qualità della scuola, intesa nella sua accezione più ampia. Di processo, di prodotto e quindi di sistema. I principi cui si ispira Progetto sono quello della realizzazione, nelle scuole, della “solidarietà e dell’eccellenza”, anche attraverso la collaborazione della scuola col mondo delle imprese. Per realizzare l’obiettivo della qualità si richiederanno verifiche costanti da svolgere alla luce anche di normative europee e di standard di qualità condivisi per rendere “effettiva l’inclusione sociale e la valorizzazione delle eccellenze”


Il documento sul “progetto qualità” insiste molto sulla necessità di formazione degli insegnanti e sull’interesse ad apprendere ed a saper fare degli alunni. La formazione degli insegnanti avviene attraverso l’attuazione del “progetto”. L’interesse degli alunni si suscita con la stimolazione della loro motivazione ad apprendere ed a saper fare e quindi col superamento del fenomeno della dispersione scolastica. Occorre quindi indagare sui bisogni e sulle motivazioni formative degli alunni e delle famiglie, nonché del territorio. Occorrerà quindi aiutare gli alunni a selezionare gli obiettivi che gli stessi si prefiggono nei piani personalizzati educativi e formativi.


Occorre pure motivare gli insegnanti e valorizzare le risorse interne ed esterne alla scuola.
Per le verifiche sulla qualità realizzata e da realizzare occorre “individuare indicatori di qualità” e produrre un’adeguata documentazione dei processi e dei prodotti realizzati.Ciò permetterà la formazione e la diffusione di buone pratiche e la continua correzione e miglioramento di quelle realizzate, onde favorirne la diffusione. Le verifiche servono a misurare costantemente i risultati realizzati rispetto a quelli progettati ed attesi.


Il documento individua i criteri valutativi nelle “Regole ISO 9001” del 2000.

La valutazione della qualità realizzata dai singoli istituti creerebbe una “positiva competizione” fra gli stessi. In tal modo l’offerta formativa delle scuole si migliora nella logica di rete con i soggetti territoriali esterni alla scuola. Ciò faciliterà la spontanea sottoposizione delle scuole “all’accreditamento” e quindi ad una crescita controllata di qualità. Nel progetto “rete-qualità” le scuole interagiscono con gli Uffici scolastici regionali, che provvedono all’assegnazione di fondi, con gli Enti locali che offrono i servizi ed il mondo del lavoro che offre risorse ed esperienza. Le “scuole-polo”, che coordinano attualmente in sei aree del territorio nazionale il progetto “qualità”, dovranno ristrutturarsi alla luce dei cambiamenti in atto. Così i “lavoratori” per lo sviluppo della qualità della scuola dovranno specializzarsi, ad es. per progetti di alternanza scuola lavoro percorsi misti di istruzione-formazione professionale, per ottenere l’accreditamento etc, al fine di fornire consulenza sempre più appropriata, svolta anche alla luce degli indicatori scuola lavoro da individuare.

Il documento è molto ampio ed articolato; ma suscita alcune perplessità e preoccupazioni.
Non vi è alcun riferimento all’integrazione scolastica degli alunni con disabilità, che ormai sono presenti in quasi tutte le classi delle scuole di ogni ordine e grado. Né si fa alcun riferimento alla necessità di “individuare indicatori di qualità per l’integrazione scolastica”. A meno che non si voglia considerare in tal senso il riferimento “alla solidarietà”, da coniugarsi con “l’eccellenza”.


Però la prassi e l’ampia letteratura in materia hanno abbondantemente dimostrato che l’integrazione scolastica non è più questione rimessa “alla solidarietà” degli alunni “eccellenti” verso i compagni con difficoltà di apprendimento, ma di sperimentazioni e ricerca didattiche, i cui risultati giovano alla crescita della qualità del servizio scolastico nel suo complesso.
Inoltre il riferimento, per l’accreditamento, alle “Regole ISO 9001/2000”, se può considerarsi ammissibile per la valutazione di strutture qualità non sono sufficienti nella scuola a misurare indicatori di processo e di esito di qualità, specie per gli alunni con disabilità intellettiva.
Come è stato ampiamente documentato in alcune ricerche di CSA, come quello di Brescia e di Vicenza e di soggetti del privato sociale come la Fondazione Zancan e dell’Associazione Italiana Persone Down, senza la individuazione di “specifici indicatori di qualità per l’integrazione scolastica”, si corre il rischio che fra le scuole si realizzi s“ una “competitività” non “positiva”, ma “negativa”. Infatti le scuole che si sottoporranno alla valutazione di qualità, utilizzando gli attuali indicatori usati nel “Progetto qualità della scuola” saranno penalizzate se accolgono, anche in modo eccellente, gli alunni con disabilità, specie intellettive. Infatti nelle scuole che hanno sperimentato spontaneamente il progetto sono state escluse le classi frequentate da alunni con disabilità. Di ciò il Ministero deve essere consapevole e correre immediamtamente ai ripari, effettuando ricerche su specifici indicatori di qualità dell’integrazione scolastica, da combinare e valutare unitamente a quelli attualmente in uso.

 

Per questo la F.I.S.H. ha chiesto continuamemnte che il decreto delegato sulla valutazione della qualità della scuola individui indicatori specifici di qualità dell’integrazione, senza i quali il “progetto qualità” diverrà un’occasione di emarginazione non solo degli alunni con disabilità, ma anche delle scuole che li accolgono con impegno.


Roma, 29 dicembre 2003


Salvatore Nocera

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