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Appunti di NEURO-LINGUISTICA

di NATHALIE PASQUETTI e FLORENCE BRISCIANO
florence.brisciano@caramail.com

Stage "Studio del Giornalismo in Rete in Europa" : Protocollo intesa tra LRE/EGO-CreaNET LRE@unifi.it ed il Lycee Beau-Site di Nizza Francia 0060037h@ac-nice.fr

 

Premessa

Oggi, i giovani laureati europei devono sempre più andare all’estero per lavorare.

Pertanto progettare un’educazione europea multilinguistica diventa dunque una necessità.

In quest’ambito di sviluppo dell’innovazione educativa in Europa , si annovera tra le grandi sfide delle scuole europee quella dell’educazione plurilinguistica. Percio’ e importante comprendere le basi fisiologiche dell’ apprendimento del linguaggio.

 

Appunti su la NEURO LINGUISTICA.

Attualmente nel mondo si contano più di 6000 lingue caratterizzate da diversi intervalli di frequenza sonora. Molte differenze si osservano nei diversi linguaggi , ad esempio nelle lingue di origine Slava si denota che esse hanno un "range" di tonalità sonore di grande ampiezza, infatti i suoni emessi vanno da circa 200 a 16.000 Hertz (Hz). Le attività di apprendimento di lingue diverse dalla loro per glli Slavi sono fortemente facilitate già dall'esercizio della lingua madre., proprio in quanto quest’ultima contiene l’espressione di una vasta gamma di suoni che facilita una loro educazione poliglotta. Facilitazioni di bilinguismo si denotano anche tra linguaggi che hanno etimologie delle parole similari, in quanto in tal caso è agevolata la comprensione dei significati. Infine linguaggi che utilizzano uno spetto sonoro del tutto simile quali ad es. Italiano e Spagnolo, la cui sonorità mediamente oscilla tra i 2000 ed i 4000 Hz, rendono quasi inutile la traduzione tra la lingua madre e la lingua straniera, così che dopo un poco di esercizio, due persone di nazionalità diversa , possono parlare ciascuna la propria lingua madre ,senza difficoltà di intendersi reciprocamente. Linguaggi di differente ampiezza della tonalità sonora ( Inglese 4000-11.000 Hz, Francese 3500-6000 Hz, Tedesco, 3000-8000 Hz), determinano problemi nella significazione del linguaggio da parte di soggetti con lingua madre diversa, in special modo se la loro espressione è troppo scattante e rapida perche’ in tal caso risulta difficile la separazione delle parole singole e del rintracciamento della loro significazione.

Bisogna riccordare che nel cervello, è collocata nell'emisfero sinistro anteriore, l'area detta di Broca, che presiede alla espressione del linguaggio; mentre, collocata sempre nell'emisfero sinistro, sopra l'area temporale, si definisce Area di Wenicke, una zona deputata alla comprensione dei linguaggio tramite interconnessioni associative con la evocazione della memoria ("creatività e memoria" http://www.edscuola.com/lre.html).

Si è notato in particolare, in riferimento all'area di Broca, che se un bambino impara due lingue contemporaneamente (ad es perché a padre e madre sono originari di due differenti Paesi), le zone neuronali attivate dalla espressione di ciascuna delle due lingue, risultano essere , nella attivazione dell’ area di Broca, molto vicine e ciò acuisce la facilita’per il bambino di parlare le due lingue senza dover memorizzarne una di riferimento per tradurla nell’ altra.

Cio’ si ritiene conseguente al fatto che entrambe le lingue vengono trattate indipendentemente, evitando il passaggio dall'uno all'altro circuito cerebrale, come avviene se le persone imparano a scuola i due linguaggi in eta’ piu’ adulta.

Pertanto la capacità di rapida espressione/comprensione delle lingue appare facilitata negli individui che hanno avuto un apprendimento bilinguistico in tenera età; inoltre generalmente, si nota che le

femmine hanno maggior facilità di esercizio bi o multi linguistico, in particolare dalla lingua madre alla lingua straniera, mentre nei maschi, che in generale sono meno predisposti all'apprendimento pluri-linguistico, a volte è per loro più facile la traduzione opposta, cioè dalla lingua straniera alla lingua madre.

La "full immersion" (cioè il fatto di vivere all’estero per un lungo periodo) permette di rendere piu rapido e ravvicinato il circuito cerebrale di traduzione da una lingua all’altra. È importante capire che oltre l’audizione del linguaggio, il cervello deve significare concetti. La significazione si sviluppa preferenzialmente nell’area di Wenicke, che fa un raffronto fra la comprensione del linguaggio con la memoria a lungo termine di cio’ che e’ stato precedentemente esperito. Per cui si comprende che la memorizzazione può essere facilitata dalla "full immersion" in un ambiente dove l’attenzione alla comprensione del linguaggio diventa necessaria. Per questo, si ricorre sempre più agli stage di formazione all’estero per l’ apprendimento delle lingue.

Oggigiorno si può anche simulare lo stare in un ambiente linguistico poliglotta creando ed organizzando appositamente per l’ apprendimento linguistico liste di discussione in Internet per lo scritto o con le chat e video conferenze in voce.

In conclusione possiamo sottolineare che queste brevi note sul tema della NEURO-LINGUISTICA che in futuro l’ apprendimento linguistico necessitera’ di conoscenze più avanzate del funzionamento cerebrale. Quindi quanto più le conoscenze di neurolinguistica (cioè le relazioni tra il cervello e le lingue) verra’ sviluppata piu’ facilmente si troveranno strategie educative per l’ apprendimento polilinguistico. Infatti proprio per la ragione suddetta si stanno sviluppando scuole di neurolinguistica in tutto il mondo, al fine di facilitare lo studio delle lingue, (www.programmazioneneurolinguistica.com/) . Queste scuole lavorano in un ambiente di ricerca per trovare metodi alternativi alle modalita’ tradizionali di studio dei linguaggi, ponendo ancor maggiore ad incrementare la personalità manageriale e la capacità oratorie.

 

Links:

http://www.edscuola.com/lre.html

http://www.neurolinguistic.com

http://www.programmazioneneurolinguistica.com/


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