Lettera Circolare 8 gennaio 2001

Prot. n. 217

Oggetto: Attività di formazione anno scolastico 2000-2001 - L'organico funzionale nel processo di costruzione dell'autonomia scolastica

Si fa seguito alla C.M. n. 282 prot. n. 15870 del 19-12-2000, con la quale sono state fornite indicazioni operative in merito alle azioni di formazione predisposte da questa Direzione Generale a sostegno dello sviluppo professionale del personale della scuola per l'anno scolastico 2000-2001, con particolare riferimento al punto 2 della circolare medesima, relativo al progetto di formazione in materia di organico funzionale.

Al fine di consentire al gruppo di coordinamento nazionale una corretta ed adeguata organizzazione delle iniziative seminariali programmate per i gruppi di coordinamento regionale, si invitano gli uffici competenti, qualora non avessero già provveduto nei termini richiesti con la menzionata C.M. n. 282/99, a voler trasmettere con la massima cortese urgenza la composizione del Gruppo a questa Direzione Generale e, comunque, non oltre il 16 gennaio p.v. (e-mail: dg1grado.div.2@istruzione.it - fax: 06/58495840).

Un'omogenea realizzazione delle iniziative progettuali, nonché una proficua assistenza ai gruppi di coordinamento regionale potranno essere attuate solo attraverso concrete forme di collaborazione fra tali gruppi e quello di coordinamento nazionale.

Si confida, pertanto, nel contributo che codesti Uffici vorranno offrire per assicurare lo sviluppo del patrimonio cognitivo del personale della scuola, nonché il miglioramento della qualità del servizio nel processo di riforma del sistema scolastico.


 

Circolare Ministeriale 19 dicembre 2000, n. 282

Prot. n. 15870

Oggetto: Attività di formazione anno scolastico 2000-2001 - Formazione del personale docente e dirigente degli istituti comprensivi istituiti dal I settembre 2000; L'organico funzionale nel processo di costruzione dell'autonomia scolastica Poli di documentazione regionali

Il documento programmatico diramato con C.M. n. 269 del 6 dicembre 2000 ha definito il piano delle azioni di formazione in servizio predisposto a sostegno dello sviluppo professionale del personale della scuola dalla Direzione Generale per l'anno 2000-2001. Il documento delinea le linee programmatiche del piano e definisce l'impianto progettuale delle diverse iniziative promosse che saranno oggetto di approfondimento in un convegno nazionale programmato per la fine del mese di gennaio 2001. 

Con la presente circolare si forniscono indicazioni operative rispetto agli snodi fondamentali di attuazione degli interventi formativi concernenti:

1. la formazione del personale dirigente e docente degli istituti comprensivi istituiti nell'anno scolastico 2000-2001;

2. l'organico funzionale nel processo di costruzione dell'autonomia scolastica;

3. i poli di documentazione regionali.

1. FORMAZIONE DEL PERSONALE DIRIGENTE E DOCENTE DEGLI ISTITUTI COMPRENSIVI ISTITUITI DAL 1° SETTEMBRE 2000

Il Ministero della Pubblica Istruzione, fin dalla prima applicazione della legge istitutiva degli istituti comprensivi, ha avviato un continuo ed intenso programma di formazione per il personale dirigente e docente di tali scuole a sostegno dei nuovi assetti organizzativi.
In particolare, questa Direzione Generale, in attuazione dei compiti di coordinamento ad essa affidati, ha supportato il costante incremento del numero degli istituti comprensivi con:
· l'emanazione di apposite circolari e direttive tese a fornire indicazioni per la soluzione di problemi di carattere giuridico, amministrativo-contabile e organizzativo;
· l'attivo coinvolgimento degli ispettori tecnici (Nuclei Operativi Regionali) con compiti di assistenza, formazione e monitoraggio;
· la diffusione del rapporto intermedio e finale sul primo anno di funzionamento degli istituti comprensivi;
· la pubblicazione del volume n. 83 di Studi e Documenti del Ministero della P.I. dal titolo "Gli Istituti Comprensivi"; 
· l'elaborazione del documento "Le condizioni di successo dell'istituto comprensivo", diffuso con C.M. n.227 del 30.9.1999, che affronta i nodi centrali del funzionamento di tale tipologia scolastica sotto gli aspetti del contesto professionale, della progettazione formativa, degli apprendimenti e delle competenze degli allievi;
· la pubblicazione del rapporto finale relativo al Progetto di Ricerca-Azione: "L'Istituto Comprensivo Sperimentale: laboratorio per l'innovazione", realizzato nel triennio 1997-99, che è stato distribuito a tutti gli istituti comprensivi con la C.M. n. 186 del 21.7.2000, (il volume è in corso di ristampa per la diffusione presso gli istituti comprensivi istituiti dal 1°-9-2000); · la creazione del CD-ROM:" ICS Files", inviato, oltre che agli istituti comprensivi, a tutte le scuole medie.
L'intervento formativo che sarà realizzato nell'anno scolastico 2000-2001 si pone in continuità con le esperienze pregresse e intende fornire anche un sostegno al processo di attuazione dell'autonomia proponendo uno stretto legame tra elaborazioni concettuali e pratica scolastica. L'azione formativa, i cui obiettivi sono analiticamente definiti nel documento programmatico, è finalizzata a consolidare nei dirigenti e nei docenti una professionalità che si rapporti alla specificità dell'istituto comprensivo in un'ottica di integrazione delle competenze.

Per assicurare omogeneità di quadro agli interventi da realizzare a livello regionale, si indicano qui di seguito alcune modalità operative.
La formazione, focalizzata, come precisato nella C.M. 269, sulle tre aree tematiche dell'articolazione istituzionale, dell'organizzazione didattica e della organizzazione e gestione delle risorse, ha come destinatari non solo i dirigenti scolastici degli istituti comprensivi istituiti dal 1° settembre 2000, ma anche i dirigenti che, per effetto della mobilità, sono stati chiamati a dirigere per la prima volta un istituto comprensivo. 
Nella scelta dei docenti, uno per ciascuno dei tre segmenti presenti nell'istituto comprensivo, è opportuno che l'individuazione, da effettuarsi in accordo con il Dirigente scolastico, privilegi coloro che offrono maggiori garanzie di continuità di servizio nella stessa sede.
Nell'impostare il progetto d'intervento sarà indispensabile partire da un approfondimento degli aspetti organizzativi, pedagogici, curricolari, propri dei segmenti scolastici che compongono l'istituto comprensivo e dall'analisi degli elementi caratterizzanti tale modello di scuola, così come si sono delineati nel tempo, facendo riferimento agli esiti sia conseguiti in percorsi di formazione promossi dal Ministero sia scaturiti da autonome esperienze realizzate sul territorio.
Parimenti, nell'identificare i soggetti cui affidare la responsabilità della formazione, è opportuno che si tenga conto delle risorse presenti sul territorio, anche in termini di personale scolastico già formato in precedenti iniziative, in particolare Dirigenti scolastici e docenti che hanno preso parte al progetto "L'Istituto Comprensivo sperimentale: laboratorio per l'innovazione" (all. n. 1). 

L'adozione di tale criterio consente di non disperdere il patrimonio di competenze professionali formatosi nel tempo, che costituisce una risorsa non solo per gli istituti comprensivi ma anche per le scuole della fascia dell'obbligo.
Si sottolinea l'importanza di collegare l'azione di formazione al contesto operativo dei soggetti coinvolti affinché la scuola, nella sua autonomia, con le sue occasioni di ricerca, incontro, progettazione, verifica, si ponga effettivamente come un contesto di apprendimento per i professionisti che vi operano. 
Il piano regionale di formazione, elaborato avvalendosi del NOR e del dirigente scolastico della scuola responsabile della gestione dei fondi, dovrà definire le modalità organizzative per la realizzazione delle varie fasi dell'intervento formativo. Esso dovrà fra l'altro indicare i modi e i tempi di attuazione del monitoraggio e della valutazione delle attività, nonché le modalità per garantire una efficace circolazione degli esiti della formazione che dovranno assumere la veste di prodotti visibili (sia su supporto cartaceo che informatico) e fruibili quali strumenti di autoformazione.
Particolare cura dovrà essere posta nell'individuare modalità efficaci di valutazione degli esiti della formazione in termini soprattutto di competenze acquisite dai partecipanti.
Il progetto ha durata annuale. Il percorso formativo, oltre a garantire la realizzazione di tappe progressive significative per lo sviluppo ed il consolidamento delle competenze, dovrà prevedere anche un'articolazione dei tempi tale da offrire in itinere risposte efficaci a bisogni immediati.
Nel rispetto dell'autonomia progettuale delle singole strutture tecniche regionali vanno previste forme di interazione (a livello interregionale, regionale, provinciale, interprovinciale) tra dirigenti e/o docenti tali da creare un circuito di comunicazioni e di scambi di esperienze, materiali, soluzioni ecc. Il piano regionale dovrà essere tempestivamente inviato alla scrivente Direzione Generale.

Il monitoraggio dell'iniziativa di formazione si attuerà attraverso:
· la redazione di un rapporto finale, curata dal responsabile del NOR, secondo il modello allegato (all. n. 2)
· la compilazione di un rapporto di monitoraggio e valutazione dell'azione di formazione, curata dagli Ispettori del NOR, secondo modelli sviluppati autonomamente in coerenza con il piano regionale di formazione.

Per la valutazione dei risultati conseguiti si rimanda alla parte del documento programmatico nella quale sono definiti gli esiti attesi.
Sia il rapporto finale che il rapporto di monitoraggio e valutazione dovranno essere inviati a questo Ministero, che a sua volta curerà l'elaborazione e diffusione di un rapporto di sintesi.

I fondi per la realizzazione delle iniziative di formazione sono stati attribuiti ai singoli Uffici Scolastici regionali in ragione del numero degli Istituti comprensivi istituiti dal 1.9.2000 (vedi allegato 1 alla C.M. n 269/2000). 

2. L'ORGANICO FUNZIONALE NEL PROCESSO DI COSTRUZIONE DELL'AUTONOMIA SCOLASTICA

Il quadro normativo che disegna la scuola dell'autonomia individua nell'organico funzionale uno strumento strategico per il migliore utilizzo delle risorse e delle strutture in funzione di un piano dell'offerta formativa rispondente alle esigenze del territorio.
Questa Direzione Generale, al fine di orientare e sostenere le 68 scuole medie che nell'anno scolastico 1999/2000 hanno applicato l'organico funzionale, ha fornito, con circolare n. 196/99, alcune indicazioni sulle possibili forme innovative di organizzazione didattica, in coerenza con le previsioni del D.P.R. n. 275/99 che detta norme per l'autonomia scolastica.
In quel contesto sono state date istruzioni anche perché gli istituti comprensivi della scuola materna, elementare e media possano sperimentare, nell'ambito delle disponibilità di organico assegnate, nuove forme di gestione del tempo di docenza e di organizzazione didattica volte a favorire la continuità in attuazione di un progetto educativo unitario.
Il progetto muove dall'esperienza e dagli esiti delle azioni di formazione che la Direzione Generale ha realizzato nell'anno scolastico 1999/2000 a sostegno delle 68 scuole sopraindicate e si pone l'obiettivo di creare le condizioni per l'estensione dell'organico funzionale a tutte le scuole medie e istituti comprensivi sensibilizzando gli operatori scolastici alle maggiori opportunità che il nuovo modello organizzativo offre alla progettualità dei collegi dei docenti e alla individuazione di percorsi didattici improntati a una maggiore efficacia dell'insegnamento. Dal punto di vista organizzativo è prevista l'individuazione di 40 scuole polo, determinate da una a cinque per ogni regione, in rapporto al numero delle istituzioni scolastiche che vi operano (vedi allegato 2 alla C.M. n. 269/2000)
Ciascuna scuola polo avrà l'impegno di organizzare l'attività di formazione per altre 40 scuole ad essa collegate. In questo modo il progetto potrà coinvolgere, per il corrente anno, 1600 istituzioni scolastiche.
Le scuole polo dovranno essere individuate dall'Ufficio Scolastico Regionale secondo criteri che consentano di ottimizzare e valorizzare le esperienze pregresse e le diverse articolazioni territoriali regionali. Sarà opportuno, pertanto, tenere in debito conto le scuole che già hanno applicato l'assetto organizzativo dell'organico funzionale (all. n. 3), quelle che hanno sperimentato il tempo flessibile (all. n. 4), gli istituti comprensivi sperimentali (all. n. 1.), nonché le scuole che hanno realizzato significative forme di sperimentazione dell'autonomia organizzativa.
Al responsabile dell'Ufficio Scolastico Regionale è inoltre affidata la costituzione di un Gruppo di Coordinamento Regionale rappresentativo delle competenze espresse dal personale ispettivo, direttivo e docente. E' opportuno che il Gruppo sia composto, in linea di massima, dal responsabile dell'Ufficio Scolastico Regionale o da un suo rappresentante, da uno o due ispettori, da uno o due docenti provenienti dai nuclei di supporto all'autonomia, nonché, necessariamente, dai dirigenti scolastici delle scuole polo individuate.

Al Gruppo di Coordinamento Regionale è affidato il compito di:
- individuare 40 istituzioni scolastiche (scuole medie e istituti comprensivi) per ciascun polo, selezionate prioritariamente secondo i criteri indicati nel punto precedente per la scelta delle scuole polo;
- coordinare l'organizzazione delle attività di formazione progettate dalle scuole polo, secondo gli indirizzi elaborati dal gruppo nazionale;
- realizzare le azioni di monitoraggio per misurare il grado di efficacia ed efficienza delle iniziative, sia attraverso un sistema di rilevazioni costanti che individuino tempestivamente difficoltà e propongano correttivi, sia attraverso una relazione finale, da inviare al Gruppo di coordinamento Nazionale, contenente i dati quantitativi e qualitativi delle attività monitorate;
- favorire il collegamento tra le scuole polo e i Poli Regionali di Documentazione, costituiti nell'ambito delle iniziative rivolte agli Istituti Comprensivi (vedi paragrafo successivo), per la raccolta dei materiali e la loro diffusione in rete, al fine di creare un circuito di comunicazione che agevoli il miglioramento del servizio;
- mantenere rapporti con il Gruppo di Coordinamento nazionale al fine della realizzazione omogenea dell'ipotesi progettuale;
Ai componenti dei Gruppi di Coordinamento Regionali sono destinate apposite iniziative di formazione la prima delle quali sarà realizzata nel mese di gennaio 2001. Per consentirne la tempestiva organizzazione gli Uffici Scolastici Regionali sono invitati a trasmettere la composizione del Gruppo a questa Direzione Generale (e-mail: dg1grado.div2@istruzione.it / fax 0658495840) entro il prossimo 8 gennaio.

Alle scuole polo è affidata la progettazione e la realizzazione, dei percorsi di formazione rivolti alle 40 scuole collegate (almeno tre incontri per complessive 28 ore) in coerenza con gli indirizzi che il Gruppo di Coordinamento Nazionale fornirà nel corso dei seminari. L'attività formativa, che affronterà le problematiche connesse all'applicazione del modello organizzativo dell'organico funzionale e alla sua ricaduta sul piano didattico, è indirizzata al dirigente scolastico e a due docenti per ciascuna scuola coinvolta.
Considerata la rilevanza che la circolazione dei modelli e dei percorsi sperimentati assume nella ricerca e nella individuazione delle soluzioni più rispondenti ai diversi contesti, le scuole polo incaricate della formazione dovranno far pervenire ai Poli Regionali di Documentazione (vedi paragrafo successivo) i documenti e i materiali prodotti nell'ambito delle attività formative. Per la realizzazione delle attività programmate è previsto che gli Uffici Scolastici Regionali affidino a ciascuna delle scuole polo la somma di £. 70.000.000

A livello centrale è stato costituito un Gruppo di Coordinamento Nazionale che:
- svolge compiti di indirizzo e di supporto;
- interagisce con i Gruppi di Coordinamento Regionale e con le scuole polo, anche attraverso forme dirette di coinvolgimento, per garantire un'omogenea realizzazione dell'ipotesi progettuale;
- organizza i seminari nazionali rivolti ai componenti dei Gruppi di Coordinamento Regionale al fine di assicurare omogeneità agli interventi formativi e alle azioni di monitoraggio.

Il progetto, per l'alto numero delle scuole coinvolte e la particolare rilevanza del tema affrontato, presenta elementi di complessità che rendono necessaria la creazione di un rapporto costante e sistematico tra i Gruppi di Coordinamento Regionale e il Gruppo Nazionale. A tal fine, fatte salve ulteriori forme di coinvolgimento, per garantire la uniformità nella realizzazione del progetto, si invitano i Gruppi di Coordinamento Regionale a concordare con questo Ufficio centrale la data del primo incontro dei Gruppi stessi perché possa essere assicurata la presenza di un componente del gruppo nazionale (telefoni: 0658495884 - 0658495824 - 0658495848).

Per il finanziamento del progetto è stata accreditata agli Uffici scolastici regionali la somma di £ 3.300.000.000 ripartita secondo l' allegato 2 alla C.M. n 269/2000.

3. POLI REGIONALI DI DOCUMENTAZIONE

I nuovi scenari che si prospettano a seguito della prima applicazione delle norme sull'autonomia stimolano una serie di riflessioni sui nodi centrali che riguardano il funzionamento delle istituzioni scolastiche.
La prima considerazione riguarda il carattere innovativo dell'autonomia.
Non può sfuggire a nessuno, infatti, che essa richiede l'attivazione di una serie di processi di cambiamento a cui sono chiamati tutti gli attori del sistema scuola. 
L'innovazione quindi è coessenziale all'autonomia e coinvolge tutti gli aspetti della scuola: pedagogici, organizzativi, relazionali, curricolari, di rapporti con il territorio. 
La seconda considerazione riguarda il ruolo che svolgono i diversi soggetti coinvolti nel processo.
All' Amministrazione centrale spetta un ruolo di indirizzo e di stimolo poiché rappresenta il luogo in cui vengono a sintesi tutte le istanze presenti nel Paese.
I dirigenti scolastici devono porsi come "agenti del cambiamento" adattando gli stimoli che provengono dall'Amministrazione centrale e regionale alla realtà di ogni singola scuola e riconducendo ad un unico disegno le molteplici iniziative poste in essere per la realizzazione dei processi di innovazione attivati. Essi si pongono quali garanti della qualità del servizio scolastico nei confronti della società civile.
Ai docenti spetta il compito di tradurre le ipotesi innovative in azioni didattiche idonee a promuovere un miglioramento qualitativo degli apprendimenti degli alunni. 
Nel contesto sopra richiamato un ruolo importante spetta agli istituti comprensivi, che, per molti versi, hanno manifestato una forte vocazione al cambiamento anticipando ed esplorando aree di innovazione che potessero assumere in parte un carattere paradigmatico. Si citano in particolare gli istituti comprensivi sperimentali che, per effetto del progetto di ricerca-azione promosso da questa Direzione Generale, hanno ricercato e sperimentato soluzioni operative nuove sul versante organizzativo, curricolare e di rapporto con il territorio.
Un numero considerevole di scuole hanno promosso innovazioni su una pluralità di aspetti dell'attività scolastica (accertamento delle competenze degli alunni, autovalutazione d'istituto, patti territoriali etc.) con lo scopo di qualificare ulteriormente l'offerta formativa in una ottica di continuità tra i diversi segmenti che attualmente compongono l'istituto comprensivo.
Inoltre dall'anno scolastico 1999-2000, in un numero limitato di scuole medie ed istituti comprensivi, è stata verificata una prima realizzazione dell'organico funzionale che ha consentito esperienze di uso innovativo delle risorse professionali disponibili in funzione del potenziamento e della qualificazione dell'offerta formativa.
Tutte le esperienze realizzate costituiscono un patrimonio di suggerimenti operativi che possono tornare utili nel contesto delineato dall'attuazione dell'autonomia e della prevista generale introduzione di tale organico ad essa strettamente collegato.
Allo scopo quindi di non disperdere le esperienze maturate nel tempo, questa Direzione Generale ha avviato la creazione di "Poli Regionali di Documentazione" (PRD) secondo le linee di indirizzo appresso specificate
Il progetto " Poli Regionali di Documentazione" (PRD) si iscrive nel quadro delle iniziative finalizzate ad offrire occasioni di crescita per tutta la scuola di base proprio per le caratteristiche innovative che l'istituto comprensivo ha assunto rispetto alle ipotesi di cambiamento prospettate non solo dall'autonomia ma anche dal riordino dei cicli. L'innovazione infatti va sostenuta sul piano normativo, amministrativo, pedagogico per realizzare un cambiamento effettivo delle modalità di fare scuola.
L'iniziativa in oggetto mira a creare strutture stabili sul territorio con lo scopo specifico di: - raccogliere, selezionare, catalogare i materiali prodotti dagli istituti comprensivi e dalle scuole che hanno attuato l'organico funzionale a seguito di specifici progetti di sperimentazione e di innovazione; 
- mettere in rete, utilizzando siti dedicati, i suddetti materiali allo scopo di consentire una migliore e più facile fruizione da parte delle scuole interessate;
- creare un circuito comunicativo tra le scuole che serva a migliorare la qualità del servizio scolastico;
- dare visibilità esterna a tutti gli istituti comprensivi. 

Si ritiene che i Poli Regionali di Documentazione (PRD) possano costituire dei punti di riferimento sul territorio per gli istituti comprensivi interessati e per tutte le scuole medie, anche in vista di ulteriori azioni di supporto che questa Ministero potrà avviare in futuro.

Il carattere di complessità presentato dall'iniziativa suggerisce l'utilizzo di un approccio graduale e sperimentale che permetta da un lato di dare concreto avvio all'attività e dall'altro di apportare tutte quelle correzioni che dovessero rendersi necessarie; pertanto con il numero di istituti comprensivi indicato nell'allegato n. 5 per la costituzione di ciascun polo, determinato in relazione al numero di tali istituti funzionanti sul territorio nell'anno scolastico 1999-2000, si è inteso identificare un primo nucleo di scuole per la progettazione e strutturazione del sistema di documentazione regionale, ampliabile negli anni successivi in relazione alle esigenze del territorio. 
Per quanto riguarda la scelta degli istituti scolastici da coinvolgere nell'iniziativa, raccogliendo anche le indicazioni che emergono dal Rapporto Finale sul Progetto di Ricerca-Azione "L'Istituto Comprensivo Sperimentale: laboratorio per l'innovazione", nonché le suggestioni contenute nel documento "Le condizioni di successo dell'Istituto Comprensivo", si ritiene che i 22 Istituti Comprensivi Sperimentali (all. n. 1), per il bagaglio di esperienze maturate all'interno del progetto sopra citato, siano le scuole da individuare prioritariamente. Nelle regioni dove non si registra la presenza di istituti comprensivi sperimentali o a completamento del numero di istituti indicato per la costituzione dei poli, l'Ufficio Scolastico Regionale identificherà il numero di istituti comprensivi necessario secondo i seguenti criteri di massima:
- equa distribuzione delle scuole del polo sul territorio;
- istituzioni scolastiche che si siano distinte per qualità dei processi innovativi avviati;
- permanenza del dirigente scolastico;
- presenza di idonee infrastrutture (locali, attrezzature informatiche ecc.) 
- accertata disponibilità di docenti per la realizzazione degli obiettivi del polo regionale di documentazione.

Nell'ambito delle scuole costituenti il polo regionale dovrà essere identificata una scuola capofila alla quale verranno accreditati i fondi per la realizzazione di tutte le attività attinenti la progettazione, la costituzione e il funzionamento del polo.
Gli Uffici regionali, avvalendosi dei NOR e del dirigente scolastico della scuola capofila, redigeranno un progetto di formazione per lo sviluppo delle competenze necessarie alla raccolta, organizzazione e diffusione di materiali significativi rispetto ai 5 filoni tematici segnalati nella C.M. 269. Il progetto dovrà essere corredato da una dettagliata previsione degli impegni di spesa e contenere il piano delle azioni per il monitoraggio del processo coerenti con le indicazioni fornite nella direttiva n. 202 del 16 agosto 2000.

Il Polo Regionale di Documentazione avrà i seguenti compiti:
· raccogliere, classificare e organizzare le documentazioni inviate dagli istituti comprensivi e dalle scuole che attuano l'organico funzionale; 
· costituire un sito Internet dedicato che dovrà contenere anche le documentazioni inviate dalle scuole; 
· creare una banca dati relativa agli istituti comprensivi che fanno parte del polo;
· raccogliere le documentazioni e i materiali prodotti nelle attività di formazione avviate a livello locale dai NOR o da altri soggetti;
· promuovere la diffusione nelle opportune sedi della documentazione raccolta; 
· adottare tutte quelle iniziative che possano dare visibilità agli istituti comprensivi.
Il monitoraggio sarà attuato da questo Ministero secondo linee e strumenti che verranno tempestivamente portati a conoscenza delle realtà locali.
Per il finanziamento del progetto è stata accreditata agli Uffici Scolastici Regionali la somma di £ 656.000.000 la cui ripartizione, effettuata in relazione al numero degli istituti comprensivi costituenti il polo regionale, è riportata nel già citato allegato 5.
Si ringrazia per la collaborazione e si confida nell'impegno di quanti, a diverso titolo, sono coinvolti nei processi di sviluppo del sistema scolastico e di miglioramento degli apprendimenti degli alunni.


 

ALLEGATI

Allegato n.1 Elenco degli istituti comprensivi sperimentali coinvolti nel progetto di ricerca-azione 
Allegato n.2 Scheda rapporto sul percorso di formazione
Allegato n.3 Elenco delle scuole medie e degli istituti comprensivi autorizzati ad attuare l'organico funzionale ai sensi dei dd.mm. N. 71/1999 e n. 105/2000
Allegato n.4 Elenco delle scuole medie autorizzate a sperimentare il tempo flessibile
Allegato n.5 Progetto di formazione "poli regionali di documentazione"