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Ottiche nuove nella comunicazione scientifica ed estetica – parte I°

<Immagination Is More that Knowledge>“A.Einstein”

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Paolo Manzelli - Presidente EGOCREANET /LRE -c/o Universita di Firenze -

pmanzelli@gmail.com ; www.egocreanet.it


Optical Hyperspace : http://www.princeton.edu/artofscience/gallery2006/view.php%3Fid=23.html

 Abstract : The paper on New Optics of communication  in science and art , would like to open a debate on new theories of aesthetic, based on improving a bridge between contemporary quantum science  and bio-art. The following first part of paper (in Italian), looks to erase some common erroneous prejudices in seeing perspective, both belonging to the traditional science and the old figurative art. Eyes are a direct extension of the active function of the brain  working in order to obtain a continuous flux of immediate vision in the lighting and movement changes of the environment. A new reliable knowledge about vision can be obtained by a parallel processing of two function of the retina ; one derived from a photochemical local reaction of single photons and their communication to the brain as codified signals, and the other from the photons pairs “no-local” entanglement, as a function of the interactive simultaneous brain research  of  information,  hard-pressed by the genetic’s building blocks.  The new biological reality coming from an creative approach of blending contemporary “art and science”, would be  seen as  an innovative expression of aesthetics in  the modern “Bio-Art”..

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Introduzione. 
            Come la scienza è capace di previsione cognitiva nell'ambito del conoscere, l'Arte sa esprimere una funzione estetica anticipatrice dei cambiamenti neurologici evolutivi che modellano gli archetipi della bellezza e della razionalità. (1)

                                                                                        Una nuova dimensione delle relazioni tra scienza ed arte nasce gia alla fine del XX secolo per il fatto che con le tecnologie  di esplorazione del funzionamento cerebrale ( brain –imagining ) si inizia a poter esplorare e trarre indicazioni su come il cervello risponda alla percezione dell’ arte esprimendo un senso di soddisfazione emotiva  a gli stimoli  empatici  che sono espressione della  creatività artistica.  La moderna neurologia ha infatti iniziato a comprendere quali siano le aree del cervello coinvolte nella percezione delle forme e dei colori distinguendone le principali attivita’ di riconoscimento , specialmente a riguardo della percezione visiva.(2), (3). Altre opportunita di  conoscenza neurologica riguardano il ruolo dei “Neuroni Specchio” (Mirror Neurons) (4) nella attivazione della attenzione e nella stabilizzazione di relazioni empatiche, che hanno un forte impatto cognitivo in  in relazione all' apprezzamento dell' arte. Infatti  questi neuroni, attivi nella zona pre-motoria frontale, sono capaci di reagire non soltanto ad un semplice stimolo, ma anche di  ‘acquisire immediatamente’ il significato di quello stimolo in modo da  favorire l’ apprendimento per diretta imitazione, producendo in tal modo una azione condivisa a distanza, per la quale percezione ed esecuzione vengono pertanto a collocarsi in uno schema rappresentativo  di  comune coinvolgimento tra persone ed oggetti capaci di esprimere empatia. (5)

            Certamente tali importanti conoscenze neurologiche pur aprendo una ampia riflessione sulle relazioni tra arte e scienza, non esauriscono la problematica della comprensione del valore della estetica, tema  che va ben oltre la concezione che tende a limitare il cervello ad un sistema ricettore di informazioni sensoriali. Infatti il cervello e un organo deputato a trasformare l’ informazione percepita dai sensi in sensazioni, quest’ultimre modificano la iniziale attenzione ed il rilevamento di dati informativi in sensibilita’ di valore estetico ed empatico . Non e un caso che si dica che :”la bellezza  risiede negli occhi di chi guarda”. Il cervello  infatti formandosi con l’ apprendimento, interiorizza la informazione ricevuta dai sensi, collocandola nel quadro mnemonico, culturale e cognitivostoricamente acquisito, il quale si associa agli archetipi di informazione genetica biologicamente ereditati, per produrre attivamente le sensazioni  che appartengono alla costruzione cerebrale del mondo. Pertanto non e possibile isolare, sia nella scienza e neppure nell'arte, il complesso fenomeno delle relazioni tra sensi e conoscenza; di conseguenza la ricerca che proponiamo iniziando con il meeting , BLENDING SCIENCE & ART (22 NOV 2007 c/o Tribune of Galileo – La Specola Museum –Firenze ) comporta la necessita di una ampia riflessione frutto di una aggregazione transdisciplinare denominata OPEN NETWORK for SCIENCE and ART.  (6)

Modificazioni  storiche nei Criteri  di  correlazione tra Arte e Scienza

             “Arte” etimologicamente significa “fluidita’ del movimento”, come possiamo nella antica parola  parola “arteria” nella quale si riteneva si diffondesse “l’ aere della vita”; pertanto l’ arte  si evolve nella diffusione di una ricerca di innovazione, focalizzata sulle modalità di esprimere e comprendere le capacita di percezione sensibile e la sua concezione scientifica e culturale.

            Una strettissima correlazione tra arte e scienza  ha avuto un suo fulcro nel Rinascimento Fiorentino , proprio in quanto e’ stata centrata sulla diretta osservazione della natura  e su il  principio geometrico della prospettiva. (7).  Nel Rinascimento  l’ arte visiva sviluppo' la propria creatività  fondandola sulla base scientifica dell’ ottica geometrica , e su la credenza che l’ occhio fosse rappresentato da un sistema percettivo simile ad una “camera oscura”. Tale concettualita' ha permesso di perseguire in seguito una strategia di produzione tecnologica basata sulle concezioni che sono state  proprie del realismo scientifico ed artistico nell' epoca industriale (8) . In tale contesto storico-concettuale, ogni facolta’ cognitiva deriva sostanzialmente dalla osservazione diretta dell’ambiente naturale ed umano nella sua reale oggettivita’ percepita. Certamente tale criterio comporta l’ accettazione di una netta separazione tra soggettivita' ed oggettivita', sia nella conoscenza scientifica che nell’ arte ; tale convinzione ha costituito la ragione essenziale per cui la tecnologia ottica, durante tutto lo sviluppo industriale ( circa tra il 1600 ed il 2000) ha potuto riprodurre le immagini visive mediante la fotografia il film e la televisione. La produzione tecnologica di immagini di fatto si e dimostrate essere nettamente a discapito dell’ arte figurativa , la quale infatti durante il secolo scorso ha dovuto progressivamente considerare , tramite lo sviluppo di vari movimenti artistici e pittorici ( impressionismo, astrattismo, cubismo, dadaismo ecc) , il piu completo abbandono della antiquata concettualita di costruzione prospettica delle immagini, inizialmente concepita nell’ ambito del rinascimento scientifico ed artistico. (9)

Tali movimenti dell' arte moderna , nascono sostanzialmente al fine di liberare le forme artistiche dall’ arte figurativa, generando varie tendenze di costruttivismo artistico, con le quali si rinunciava alla prospettiva, vista dall’ artista quale spettatore e mimo della realtà oggettiva, per approdare ad una ricerca innovativa dell' arte tendente a esternalizzare una visione interiorizzata della espressione comunicativa della mente tracciando un ponte tra la arte oggettivistica e quella di indagine soggettiva.

            Le scienze neurologiche infatti stavano contemporaneamente demolendo il preconcetto derivante dall’ assimilare l’ occhio ad una “camera oscura” , ponendo in crisi il pregiudizio che considerava il cervello come un semplice ricettore capace di riprodurre la realtà esteriore, affermando altresì  l’ idea che il cervello agisca attivamente nel elaborare una rappresentazione del mondo finalizzata alle proprie esigenze evolutive, quindi non piu’ come riproduttore di una pura espressione della realtà tangibile.  Tali studi neurologici di fatto trovavano una diretta assonanza con le concezioni dell’ ordine dal caos nella la percezione visiva , sviluppate negli anni 80’ dal  Laboratorio di Ricerca Educativa  della Università di Firenze,  nel settore  di una ampia riflessione su la chimica fisica (10),(11). Il dato fondante di tale riflessione prendeva spunto dal tentativo di dare una congruente spiegazione alla costanza del flusso di informazione tra l’ occhio ed il cervello, che permette di riconoscere con immediatezza forme a colori visti da varie angolazioni e con diverse tonalità di luce. Infatti se il cervello fosse semplicemente un analizzatore di dati informativi percepiti per tramite dei sensi , allora il tempo di realizzazione della visione ci fornirebbe solo una osservazione del passato in aggiunta con un considerevole ritardo; inoltre data la struttura  a strati concentrici della analisi della ricezione visiva nella parte occipitale dell' encefalo , ci troveremo  ad osservare gradualmente, prima una percezione sfuocata a cui di  seguito si addiziona la percezione dei colori ed infine quella del movimento. Tale analisi modulare del funzionamento cerebrale della area occipitale del cervello e stata ormai messa in chiara evidenza , ma ancora una piu' completa concezione  di integrazione tra le varie aree cerebrali partecipanti alla visione, non e' ancora stata individuata, in modo da poter comprendere come il cervello identifichi con immediatezza lo scenario esterno in continuo cambiamento di illuminazione e di movimento , mediante un processo attivo ed anticipativo, necessario ad attuare una riduzione del tempo necessario alla analisi modulare della percezione cerebrale e vedere con immediatezza il flusso dei cambiamenti percettivi.

            Nella Arte Pittorica,  gia dall’ epoca del Rinascimento fiorentino (12) fu’  posta attenzione al fenomeno della simultaneità delle “immagini illusorie”, che in quanto tali sono state considerate come un eccezionale paradosso della percezione visiva, ma  che comunque dimostrano come nella  scelta percettiva non sia possibile dividere in due tempi distinti, l’ azione di riconoscimento sensoriale dalla comprensione significativa cerebrale. L’ ambiguità  del rilevamento di una duplice significazione dello stesso dipinto (13), ci dice infatti che per raggiungere la coscienza di cio’ che percepiamo visivamente e' necessario poter anticipare una cognizione mentale che inquadri significativamente la mera osservazione oggettiva.

Arte e Scienza  nella Società della Conoscenza :  Bio-Quantum Physics e  la Bio-Art.

            Il gruppo di Ricerca sulla creativita' EGOCREANET si e posto recentemente il problema di  superare definitivamente l'  inadeguato schema concettuale, per cui si ritiene ancora che  la retina tracci i contorni della percezione degli  oggetti, trattenendone l' immagine della forma come in una “camera oscura”.  Infatti la cornea ed il cristallino non ricevono raggi di luce, ma fotoni concentrandoli sulla retina e pertanto per interazione tra loro, essi assumono un andamento caotico. Inoltre a retina non e una lamina su cu possono proiettarsi delle ombre, ma e' composta di molti strati sovrapposti di cellule fotosensibili principalmente collocate nella fovea (coni e bastoncelli), deputati alla trasduzione della energia luminosa in segnali elettrochimici che le ghiandole dipolari (a polarizzazione on/off) trasducono in segnali la informazione inviandoli selettivamente ai due emisferi cerebrali. Di conseguenza anziche' ritenere che nella retina sia impressa una qualsiasi forma geometrica, dobbiamo pensare che la essa permetta di produrre un sistema di codificazione della informazione capace di essere recepito dalla ricerca attiva di interpretazione effettuata dal cervello. Quest' ultimo indubitabilmente svolge un ruolo interattivo  nella ricerca di immagini; lo dimostra ad esempio il fatto che cervello costruisce immagini anche in corrispondenza della zona cieca della retina, dove si innesta il nervo ottico, e che i bambini ciechi dalla nascita tendono a disegnare forme assai simili a quelle dei normo-vedenti , pur con vari difetti a riguardo dell’ orientamento spaziale delle figure nell’ambiente.

            E bene precisare che oggigiorno non si tratta di sosostituire  il paradigma geometrico basato sulla proiezione delle forme, con una semplice similitudine tra computer e cervello , cio’ in quanto sappiamo che i neuroni non si comportano come “cip di silicio” , infatti i neuroni sono attivi e non si limitano a fare calcoli statistici, ma muoiono e rinascono e vivono mediante processi  metabolici guidati dal DNA cosi come fanno tutte  le altre cellule viventi.

                                                                                                 In seguito a tali considerazioni  abbiamo iniziato, nell' ambito dell' OPEN NETWORK for NEW Science, una impegnativa riflessione sulle possibili applicazioni  della Fisica Quantistica alle Science della Vita , (Bio-Quantum Physics), le quali recentemente sono state pubblicate nel sito della Associazione di Ricerca ed Innovazione Educativa, nell' intento di definire  la natura  dei segnali biologici che permettono la comunicazione biologica tra ricettori sensoriali e cervello. Abbiamo trattato tale tematica con il titolo “La Scienza della Qualita” (14) . In sintesi abbiamo proceduto esplorando la relazione  tra la costruzione cerebrale di forme visive e la ricezione sensoriale, ed in tal  modo ci siamo accorti di una importante omissione della interpretazione standard della scienza quantistica del secolo scorso,  in proposito dell' effetto di “Entaglement”, che e' fondamentale per la risoluzione dei problemi di significato associabili  della comunicazione a distanza in condizioni di simultaneita', ovvero di non localizzabilita' di eventi tra loro complementari (15). L' Entanglement (letteralmente: intrigo, condivisione.. ) tra coppie di particelle quantistiche, fu inizialmente concepito dal fisico Austriaco  Erwin Shroedinger (Nobel 1933 ) nel trattare il tema “What is Life “, ed oggi e' divenuto il campo di studi fondamentale nello sviluppo di computer quantistici e delle tecnologie di di sperimentazione di computer biologici proprio in quanto l' effetto di Entanglement trasforma le coppie di particelle in una  sovrapposizione di pure onde di informazione, le quali che permettono di realizzare una elaborazione simultanea ed in parallelo della energia. Pertanto  e' razionalmente  intuibile come il fenomeno dell' Entanglement possa influenzare lo sviluppo delle reazioni biochimiche nell' ampio  contesto dei processi metabolici permettendo una condivisione di immediata segnali di informazione. Recentemente abbiamo riportato questa riflessione sulle applicazioni dell' effetto di Entanglement di Fotoni nella retina degli occhi in modo da dare una interpretazione iniziale del fenomeno della ”empatia” e della sua elaborazione focalizzata sui “Neuroni Specchio”. Pertanto il fatto fondamentale che apre una profonda tematica di ricerca tra scienza ed arte contemporanea dipende dalla osservazione che la condivisione  tra le particelle quantistiche, quali i fotoni, determina una situazione concettualmente nuova, causata  della  de-localizzazione a distanza della informazione. Tale effetto genera condizioni che non ammettono piu una uniformita' dello spazio-tempo di tipo Euclideo, cio in quanto la simultaneita della informazione tra  particelle correlate a distanza , non necessita di trasferimento di energia tra una posizione dello spazio e tra un un prima ed un dopo del tempo. La struttura dello spazio tempo di coppie di “fotoni-condivisi” viene pertanto a modificarsi producendo un sistema dove la simultaneita di informazione va a corrispondere ad una struttura spazio-temporale bidimensionale sia a riguardo dello spazio che del tempo. (16).Certamente l' arte essendo, come disse Leonardo Da Vinci, una manifestazione dell' intelletto del tutto  complementare alla scienza , anch'essa corrisponde a ricercare una espressione emozionale della realta'  biologica interiore in nuove modalità e forme della “Bio-Art”,  da cui emerge la intelligenza creativa contemporanea dell' uomo, nel mentre le moderne scienze della vita tendono  a renderla progressivamente razionale in termini innovativi di “ragionevolezza biologica della percezione”. Pertanto come da sempre l ' arte spesso tende ad  anticipare intuitivamente la costruzione cognitiva della scienza; per affermarlo Leonardo disse : le forme sono gia nelle mente dello scultore ancor prima che esse entrino formandosi nel marmo. A conclusione di questa prima parte della relazione che presentero al meeting del 22/NOV/2007   a Firenze, organizzato dal Gruppo di Ricerca EGOCREANET e collaboratori ,  annuncio che mi impegnero' nel  proporre  le finalita e le modalita di aggregazione di un gruppo di ricerca OPEN NETWOK for NEW SCIENCE &ART, particolarmente  finalizzato a formulare progetti di ricerca trans-disciplinare e di sviluppo di iniziative capaci di correlare scienza e arte contemporanea, ponendo particolare attenzione alle opportunita’ di crescita scientifica ed artistica, ispirate dalla relazione  tra BIO-ART & SCIENCE  ,  capace di sviluppare idee sulla evolzione della vita assieme ad espressioni estetiche nel contesto di sviluppo della moderna Knowledge based Bio-Economy .

BIBLIO ON LINE

 

(1)     Nature J. : Artists and Scientists: http://www.nature.com/nature/focus/arts/index.html

(2)     Art & Brain: http://www.neuroesthetics.org/research/pdf/Daedalus.pdf

(3)     The senses of vision: http://thebrain.mcgill.ca/flash/i/i_02/i_02_cr/i_02_cr_vis/i_02_cr_vis.html

(4)     Visual art and the Brain : http://www.nyas.org/ebriefreps/main.asp?intEBriefID=500

(5)     Mirror Neurons: http://dericbownds.net/uploaded_images/Freedberg.pdf

(6)     EGOCREANET : http://www.egocreanet.it ;

(7)     Prospettiva : http://it.encarta.msn.com/encyclopedia_761557835/Prospettiva.html

(8)     Arte e Scienza Naturalistica : http://www.michaelrothman.com/

(9)     Movimenti artistici : http://www.letteratour.it/dizio/C00movim.htm

      (10).Caos-Cosmos Cronos : http://www.edscuola.com/archivio/lre/caos.htm

      (11) Dal mondo degli atomi al mondo dei bit : http://www.iwn.it/vecchiosito/a98n03/manzelli.htm

        (12) Giuseppe Arcinboldo : http://www.sandlotscience.com/EyeonIllusions/Arcimboldo.htm

       (13) Illusioni in paintings : http://www.gauravjalan.com/entertainment/pictures/strange/illusion/FrameSet.htm

(14) The science of Quality :http://www.edscuola.it/LRE.html ; http://www.wbabin.net

(15) .What means Life :http://www.katazen.com/what_means_life.html

(16) .Tempo Bidimensionale : http://www.edscuola.it/archivio/lre/tempo_bidimensionale.htm

 


making science visible to the eyes


Ottiche nuove nella comunicazione scientifica ed estetica – parte II°

Paolo Manzelli,  pmanzelli@gmail.com ;

 www.egocreanet.it ; www.edscuola.it/LRE.html

 

Neuroestetica: Cambiamenti nella epistemologia  della forma nella scienza e nell' arte nel procedere dello sviluppo della societa della conoscenza.

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Come la scienza e' capace di previsione cognitiva nell' ambito del sapere scientifico razionale , cosi' l' arte sa esprimere una funzione estetica anticipatrice dei cambiamenti neurologici che modellano gli archetipi della bellezza. Di conseguenza una fusione tra arte e scienza puo' generare una potenzialita' evolutiva capace di determinare nuove strategie di sviluppo a lungo termine della futura società mondiale del sapere.

 L' osservazione visiva trova rispondenza con la continua ed interattiva revisione memoria a breve termine .

            Questo assunto parte dalla considerazione che le neuro-scienze, ci hanno fatto comprendere la visione è un processo attivo, cio' in quanto la costruzione dell'immagine avviene direttamente nel cervello, mediante una elaborazione che assume la modalita' di individuazione di un identikit attivato dalla azione congiunta di varie aree visive specializzate. La percezione dello spazio e della forma, dipendono principalmente dalla capacità specifica di cogliere differenze di segnali che sono diretta funzione della luminosità. La specializzazione delle cellule neuronali ci permette di capire che  una cellula specializzata, capace di registrare una linea obliqua verso destra, non sia attivi per generare una linea diversamente orientata, cosi che il coordinamento inter-neuronale permette di definire lo scenario piu' adatto alla costruzione complessiva della immagine. La rapidita' della percezione e' dovuta alla utilizzazione dei processi mnemonici capaci di riconoscere con immediatezza una delle tante forme che abbiamo cominciato ad immagazzinare fin dalla nascita . La memoria a breve termine ha infatti la funzione specifica di agire in parallelo al sistema percettivo per anticipare la effettiva visione, in modo che al processo diurno di attivazione  visiva rimane solo il compito di variare le differenze di segnale , dando l' impressione di un flusso continuo delle percezione delle forme. Le variazioni del flusso costante della visione vengono analiticamente costruite dalla successione  dei neuroni che si attivano in modo estremamente specializzato e coordinato. Questa specializzazione delle varie aree di neuroni riguarda non solo  l' orientamento delle linee, ma anche la struttura di base delle forme e la direzione del movimento; ognuna di queste componenti viene processata in aree cerebrali diverse, separatamente in un continuo processo di confronto ed interazione. Il colore viene pre-attribuito per necessita' emotive, cosi' da attribuire emozioni alla percezione visiva mediante la sensazione del colore; cio avviene per tramite la attivazione complementare di differenti polarizzazioni delle cellule situate nella struttura occipitale del cervello. Pertanto da quando il funzionamento del cervello e divenuto una osservabile e' necessario abituarsi a capire che sono i neuroni ad attribuire la sensazione del colore alle frequenze dello spettro della luce e viceversa non dobbiamo ancora ritenere che i colori siano proprieta qualitative associate direttamente alle frequenze luminose. Infatti sappiamo (1) che le cellule eccitate dai segnali rispondenti alle tonalita del  rosso ovvero da quelle del  giallo sono incapaci di percepire i colori complementari rispettivamente del  blu e del verde, mentre quelle deputate a percepire la sintesi addittiva (dalla combinazione Rosso Verde e Blu ) vedono il bianco , viceversa quelle deputate a percepire la sintesi sottrattiva ( Rosso Giallo e Blu) determinano la visione del nero. Quindi i colori sono predeterminati ancor prima delle forme e del movimento da una particolare sensibilita' percettiva di indole emotiva, differenziata per ciascuno di noi, che va a assemblarsi con le altre  in particolari aree cerebrali eccitate dagli stimoli visivi.

            In sintesi le immagini che si formano nel nostro cervello non sono affatto una riproduzione fotografica della realtà, ma un'elaborazione e un'interpretazione fortemente dipendente dalla informazione genetica umana, in risposta ai differenti impulsi di informazione cangianti a seconda delle frequenze e delle loro intensita e  tonalita' della luce recepite dalle molecole fotochimiche presenti nei ricettori oculari ma anche dalle le emozioni e da altri fattori neurologici. (2), (3) , (4) , (5), (6).Di conseguenza nell' intento di superare definitivamente l' arbitraria separazione tra soggetto ed oggetto della percezione e' utile ricordare ancora che cervelli evolutivamente diversi come quelli degli animali ed insetti percepiscono i colori da uno spettro di frequenze diverso da quello che noi consideriamo visibile e molti di essi neppure vedono i colori pur se provenienti dallo stimolo delle frequenze umanamente visibili. Infine e' noto il fenomeno del “metamerismo” , (6) per cui  colori che sembrano identici alla stessa persona, in vero sono il riflesso di  differenti composizioni spettrali. Infine, conviene ricordare come con la invenzione della Foto Polaroid di Erwin  Land, dove tramite un solo colorante e due filtri colorati si ottengono fotografie a svariati colori , le molte teorie del colore si sono dimostrate tutte  assai parziali, volendo comunque ridurre la qualita del colore ad un fatto meramente fisico. (8) , (9). In vero la parola  “colore”  trae la sua radice etimologica dal verbo Latino “celare” (cioe' nascondere , coprire con qualcosa) ,  in quanto cio c'e ancora da scoprire e' proprio  la specifica attivita del cervello nel determinarne la percezione.

            La neurologia  ella percezione, diviene oggi un settore di grande rilievo per la ricerca finalizzata a dare indicazioni scientifiche alla moderna espressione estetica dell' arte pittorica, mentre l' arte potra' anticipare l' evoluzione delle funzioni superiori del cervello non limitandosi alla osservazione del funzionamento dei neuroni e della attivazione della ragnatela delle sinapsi cerebrali. Certamente neppure  la “neuro-estetica” sostituirà l'estetica artistica, ma comunque tali conoscenze acquisite da un sistema organico di scienziati e artisti, quale quello che si auto-organizza come Open Network for New Science and Art ( vedi il blog Exibart in www.egocreanet.it), potra' indubbiamente dare un notevole contributo alla ricerca sulla Qualita' della Vita nel quadro dello sviluppo della futura societa mondiale della conoscenza.

 BIBLIO ON LINE.

(1) Laboratory of Neurobioology http://www.vislab.ucl.ac.uk/

(2) Il Cervello e la percezione :http://www.geocities.com/ResearchTriangle/Thinktank/4363/il_cervello.htm

(3)  Cervello e Memoria : http://cronologia.leonardo.it/cerv01.htm

(4) Cervello ed anticipazione percettiva : http://www.edscuola.it/archivio/lre/anticipazione.htm

(5) Ottiche Nuove : http://www.wbabin.net/science/manzelli15.pdf

(6) Molecolole fotohimiche: http://www.itis-molinari.mi.it/studenti/progetti/colori/molecole.htm

(7) Metamerismo: http://support.colorvision.ch/index.php?_m=knowledgebase&_a=viewarticle&kbarticleid=146&nav=0,19 ; http://www.visualmill.com/

(8) Teorie del colore: http://www.biologia.unile.it/docs/docenti/marsigliante/fisiologia_oculare0607/Fis%20Oculare%2008.pdf

(9) Polaroid e Retinex - http://iie.fing.edu.uy/investigacion/grupos/gti/cursos/rizzi_2005/lez3.pdf

 


http://www.girlpower.it/sos/psicologia/colori_emozioni_psiche.php


Ottiche nuove nella comunicazione scientifica ed estetica – parte III°

Paolo Manzelli,  pmanzelli@gmail.com ;

www.egocreanet.it ; www.edscuola.it/LRE.html

http://www.quantumbionet.org/eng/index.php?pagina=104


           http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/a/ae/Katze.jpg

Lo sviluppo dell' immaginario scientifico in condizioni di “non” osservabilita’ visiva dell’ esperimento. Nuovi saperi verso una "scientificita' del “qualitativo"e non piu’ solo del “quantitativo”, come  questione epistemologica emergente dalla  neuro-psicologia della scienza

            Nella  III° Parte di "ottiche nuove" trattero’  brevemente il tema della epistemologia della forma nell' arte e nella scienza contemporanea”, riletto e discusso dal punto di vista dell’ immaginario scientifico ed artistico,  al fine di  individuare nuovi criteri condivisibili che garantiscano una maggior credibilità alla conoscenza  contemporanea.

Tracce di : Epistemologia della forma nella Fisica Quantistica .

            A partire dalla enunciazione del “principio di indeterminazione “ (1927) in poi la forma degli atomi non ha piu’ una struttura geometrica come nel modello planetario di BOHR. Di conseguenza la rappresentazione del mondo microscopico “non osservabile visivamente”, comporta la necessita  di accettare il comportamento della duplice natura di Onda e di Particella. La fondamentale ambiguita’ di comportamento, viene a dipendere da fatto che mentre le particelle sono localizzabili e non sovrapponibli nella stessa porzione di spazio, altresi’ le onde sfuggono alla localizzazione e poiche’ diffondono nello spazio; inoltre esse possono sovrapporsi ed intrecciarsi tra loro interagendo in fase ed in sincronia nel tempo ovvero fuori fase e in modo a-sincronico creando figure di interferenza. Da tale sostanziale ambiguita' , consegue l' indeterminazione della contemporanea misurabilita ‘ della posizione della particella  e del moto oscillante ed avvolgente dell' onda ad essa associata . Pertanto dal punto di vista della costruzione di una immagine la coppia “onda / particella” ,  non da adito ad alcuna possibilita ' di costruirne un modello di forma geometrica.  Pertanto nella Meccanica Quantica, la forma degli elementi costituenti la materia e la energia, assume prevalentemente la forma descritta dalle equazioni matematiche, che sono funzionali ad individuare la probabilita' di localizzazione delle particelle del microcosmo, definendo contemporaneamente la possibile direzionalita' dell' onda in termini vettoriali.  Un riferimento esplicito alle forme classiche , viene proposto solo in occasione della discussione dei paradossi a cui da adito la interpretazione quantistica;  vedi ad es. il Paradosso detto del “Gatto di Schroedinger”. Pertanto la forma delle equazioni quantistiche non e' piu' indicativa delle relazioni matematiche tra le forme degli elementi costituenti la materia e la struttura vibrazionale della energia le cui interazioni permettevano di descrivere un rapporto di causa ed effetto nelle  trasformazioni, cosi  come e’ stato ai tempi di Galileo e di Newton ed in seguito nella Meccanica Classica.  (1)

            Certamente l' immaginazione non riesce facilmente a fare a meno di dare forma agli eventi, infatti il cervello non e incline a perseguire forme matematiche del tutto astratte come struttura fondante la propria capacita intuitiva. Pertanto seguendo il consiglio di Albert Einstein per il quale l’ immagine e piu' importante della conoscenza , al fine di chiarire quanto sopra detto,  immaginiamo di poter seguire un fotone proveniente dal sole verso la terra . Man mano che la temperatura scende dalle altissime temperature solari a quelle estremamente basse, del vuoto interplanetario, la particella quantica degrada verso valori imprecisabili della funzione d’ onda , cio perche man mano che l’ energia diminuisce divengono  sempre piu’ ampie le lunghezze d’onda assumendo valori meno localizzabili , fino ad un  limite nel quale il prodotto delle  variabili coniugate diviene definitivamente incommensurabile, proprio a causa del  valore imprecisato della onda associata alla particella. Di conseguenza anche l’ esperimento immaginario che tentavamo di seguire ogni probabile localizzazione della Onda/particella , diviene talmente “sfuocata” da non essere piu significativa. Comunque dato che la scienza ammette il principio di conservazione della energia totale la energia del fotone , pur a di la della sia misurabilita’ locale, deve permanere come “energia delocalizzata”, ormai  deprivata da ogni possibile riferimento ad una qualsiasi forma.

            Ragionando similmente Erwin Shroedinger (1944) ritenne che entro un certo intervallo di temperatura i fotoni potessero unirsi tra di loro creano una specie di intrigo (entanglement quantistico), capace di generare un nuovo ordine “neg-entropico”(entropia negativa), che al contrario del disordine, diveniva adatto a generare evolutivamente la vita sulla terra  generando in ultima analisi quella  informazione della forme viventi che siamo in grado di riconoscere visivamente. (2) .

Tracce di : Epistemologia della forma nell’  Arte del ‘900 .

            In sincronia con la scienza, anche l’ arte contemporanea, ha vissuto un periodo di ricerca nel quale il punto di svolta e’ stato quello di tentare di dissolvere le forme classiche basate sul principio della prospettiva, che precedentemente era stato utilizzato fin dalla sua origine nel rinascimento. Il motivo dominante del cambiamento della epistemologia della forma pittorica e’ pertanto sostanzialmente motivato dall’ individuare quali fossero le modalità per comunicare direttamente sensazioni estetiche in termini empatici, un rinnovato messaggio artistico, realizzando nuove forme piu direttamente correlate introspettivamente alla sensibilita’ dall’ artista. Le modalità del nuovo modo di esprimere la pittura, sono state comunque intese in modo tale da convalidare la fine del "realismo oggettivo e materialistico”,  a favore di una concezione e di modelli e scenari pittorici che concepiscano la realtà  in termini di pura informazione capace di dare una muova percettibilità al mondo delle forme.  

Ad es : Henri Matisse (1869-1954) propose una pittura nella quale viene superata la oggettivita della forma esteriore , pertanto egli disse testualmente : "Al di sotto di quella successione di istanti che costituisce l'esistenza superficiale delle cose e degli esseri, e che di continuo li modifica e li trasforma, si può cercare un carattere più vero ed essenziale, un carattere cui anche l'artista fa ricorso per dare una interpretazione più duratura della realtà". (3)

            I paradossi visivi emergenti dalla critica della percezione come realtà oggettiva hanno dato origine al “surrealismo” e del “dadaismo” ed altri movimenti pittorici, interpretati ad es da Rene Francois Magritte (1898-1967) e da Marcel  Duchamp (1887- 1968) , che si proposero una pittura che non fosse “retinica” , e cioe rappresentativa della oggettivita della materia , ma che avesse a che fare  con i paradossi della mente, proprio per evidenziare il piacere estetico della riflessione sulle idee della realtà. Anche le ambiguità pittoriche Maurits Cornelis Escher (1898-1972) ripropongono nuove versioni del surreale finalizzate piu' che a stupire a riflettere sulla  facile ingannevolezza della percezione. (4),(5), (6). (7) .

            In sintesi la maggior parte della  pittura contemporanea ha teso a rileggere e rappresentare, con ottica nuova, le possibili correlazioni tra forme colori emozioni ed immaginario, volendo superare, in  correlazione con la fisica quantistica, la tradizionale assunzione del realismo classico, in quanto esso era stato aquiito proprio per assumere un  punto di vista esterno ed oggettivo, con l' obiettivo di non implicare  fattori introspettivi, quali elementi decisivi della  interpretazione della realtà storica. L’ arte e la scienza contemporanea hanno pertanto assunto come presupposto una ricomposizione tra oggetto e soggetto, cosi che la conoscenza  contemporanea e venuta ad assumere il carattere di una partecipazione attiva e creativa dell'individuo, che non e piu ‘ soltanto  funzione di un adattamento all’ ambiente. Ciò che viene “conosciuto” non è piu un mondo che esiste indipendentemente dall'osservatore, in quanto la esistenza in se, pur esistendo in modo indipendente dall’uomo,  puo' non essere conoscibile se chi  la osserva, non ricostruisce e integra nel sapere  la sua stessa  rappresentazione mentale.

            In seguito a tale sostanziale considerazione  vari pittori, tra essi  Pablo Picasso (1881-1973 ), facendo particolare riferimento alle loro esperienze estetiche del  periodo pittorico del “Cubismo” ,  cominciarono a svincolarsi dalle leggi basate concezione spazio-temporale Cartesiana , imponendo una nuova concettualita’ dello spazio Tempo, che conduce allo sdoppiamento della freccia temporale. Gli Orologi Molli , non piu’ rigidi nel segnare il tempo, rappresentano infatti la ritenzione della memoria che e’ decisiva nella percezione, permettendo di correlare passato e presente nella definizione della visibilita’.

            Il Cubismo in particolare e’ stato un movimento artistico che ha segnato i cardini fondamentali del percorso dell’arte contemporanea nel primo cinquantennio del ‘ 900. Esso inizio’ dalla   considerazione che il “reale condiviso” deve essere rappresentato includendo i molteplici punti di vista, i quali corrispondono a diverse posizioni spaziali e temporali degli osservatori. Di fatto anche un singolo spettatore riceve l’ informazione che rappresenta nella visione da varie distanze angolature e condizioni temporali; cio crea una complessita' di punti di vista, propri di una rappresentazione multiforme.  Pertanto il Cubismo, proprio  per diversificarsi dalla fotografia che rappresenta un univoco punto di vista relativo ad un determinato istante determinato dal “Click” del singolo operatore, si propose altresì di descrivere la simultanea espressione derivante non piu’ dallo scenario “tangibile”, rappresentato da un meccanismo fotografico, ma di fornire l’ espressione  un nuovo scenario “intangibile” ad una qualsiasi macchina da ripresa. In cio’ consiste essenzialmente l’ impegno del “Movimento Cubista” che nelle sua varie interpretazioni, si e dimostrato artisticamente capace di includere la simultaneità di vari punti di vista, al fine di delineare una visione comune,  ricca di cromatismi compositi che pertanto determinano ambiguita’ e distorsione della percezione del reale; cio'  proprio a differenza  dellle concezioni classiche  basate su di una immutabile prospettiva. In tal modo il Cubismo nella sua particolare attivita di scomposizione delle forme condivise, anticipa una critica profonda alla concezione del tempo rivolto perennemente verso il futuro. Infatti  senza una duplicita’ del tempo, il passato della memoria, non avrebbe possibilita’ di intervento nel modificare il presente , e quindi  l’ arte non avrebbe alcuna alternativa per  scomporre l’ orizzonte degli eventi, in elementi spazio-temporali separati dal libero arbitrio dell’ artista. Infine il Cubismo introduce una modalità di descrizione di effetti “non-locali”, che rendono apparente la percezione sensoriale precedentemente considerata come oggettiva e di valore universale, cio' al  fine di poter analizzare ed esprimere quelle intuizioni soggettive che presuppongono una molteplice  relazione con  le forme implicite ed archetipiche pre-esistenti nella mente. 

            In Italia il l’ anti-realismo-classico,  assunse una particolare dimensione che si propose di adeguare l’arte alla velocità e al dinamismo dell’età della macchina, collocando lo spettatore “all’interno dell’opera stessa” per dipingere una realtà in parte creata dall' osservatore. Tale movimento fu concepito come movimento di lotta condotto da una avanguardia intellettuale non piu limitata al rinnovamento della epistemologia della forma, ma con connotati di una maggior aggressività ed intemperanza cosi come vennero dichiarati dal  primo “Manifesto del Futurismo” (1909) . (9)

Aperte riflessioni su le Fondazioni Biologiche -Evolutive della Estetica della Forma .

            In estrema sintesi abbiamo notato come l’ arte del ‘900 abbia sostanzialmente condiviso e a volte anticipato sotto il profilo estetico cio' che la scienza  proponeva sul piano razionale.  Infatti le precedenti tracce sui concetti e criteri basilari che hanno pervaso la Scienza Quantistica e l’ Arte Contemporanea, sono indicativi di come entrambe le attivita cognitive , abbiano considerato la realtà come il risultato  interattivo creato dalla attiva percezione dell’ osservatore.

            In conclusione durante il secolo scorso la comune impostazione di “scienza ed arte” , ha posto in evidenza l'influenza dell'osservatore nella comprensione della realtà, determinando un graduale  il  passaggio dal  Realismo locale , basato sulla arbitrario dualismo Cartesiano tra soggetto ed oggetto, cha ha dato adito da un lato al superamento del determinismo nella Scienza e dall' altro  dando origine ad un astrattismo universale nell’ arte ,  fondato sulla  ambiguita’ delle forme,  in modo che, il risultato congiunto,  e’ stato quello di ridefinire un nuovo rapporto  tra  soggettivita ed oggettivita nella intelleggibilita’ della percezione .

            Tra le fine del secolo XX e gli inizi del XXI secolo le “scienze neurologiche” hanno  reso osservabile il funzionamento del cervello, mediante tecnologie non  invasive, pertanto sapendo che  sia le espressioni razionali che quelle estetiche sono in ultima analisi funzioni dipendenti a funzionamento cerebrale, di conseguenza, per comprendere e sviluppare oggi nuovi contenuti strategici della conoscenza, su nuove basi neurologiche della scienza e della esperienza estetica , diviene necessaria la costruzione di un solido fondamento “bio-fisico” sulla natura evolutiva del cervello umano. Attivandosi per tale finalita' di ricerca e sviluppo il  Gruppo  Open Network for New Science and Art (ONNSA-EGOCREANET), ha ritenuto  importante  favorire  “novello rapporto tra scienza ed arte contemporanea” sul tema <ENTANGLING SCIENCE & ART FOR A BETTER LIFE>.

La prima manifestazione  pubblica del gruppo ONNSA  si terra il 22/NOV.2007 , c/o La Tribuna di Galileo , Museo della Specola in Firenze . (vedi in : http://www.webalice.it/binati/manzelli/prog221107.pdf)

Biblio On Line:

(1) - I Paradossi della Meccanica Quantistica : http://www.ipotesi.net/ipotesi/perche.htm

(2)- What Means Life : http://www.edscuola.it/archivio/lre/what_means_life.htm

(3)- Henry Matisse : http://www.griseldaonline.it/foto/Bertoni/bertoni_page1.htm

(4)- Rene F. Magritte : http://www.magritte.be/

(5)- Marcel Duchamp : http://www.understandingduchamp.com/

(6)- M.C. ESHER : http://www.mcescher.com/ ; http://www.antoniogramsci.com/angelamolteni/escher.htm

(7) Movimenti artistici : http://it.wikipedia.org/wiki/Categoria:Movimenti_artistici; http://www.artefilia.it/index.php?option=com_content&task=view&id=2&Itemid=6 ; http://www.geocities.com/olympo99/movimenti.htm

(8) Cubismo : http://it.encarta.msn.com/encyclopedia_761568672/Arte_contemporanea.html

(9) - Il Tempo Bidimensionale : http://www.edscuola.it/archivio/lre/tempo_bidimensionale.htm

(10)- manifesto del Futurismo : http://www.artemotore.com/futurismo.html


Ottiche nuove nella comunicazione scientifica ed estetica – parte IV

Organizzando la manifestazione per la Settimana della Scienza su NANO-TECH+NANO-ART del 06 Marzo 2008 (www.ecocreanet.it) ritengo necessario riflettere sul fatto che purtroppo nelle scuola si parla spesso di riforme dei contenitori (leggi burocrazia) e quasi mai della innovazione dei contenuti, cioè di valutare e valorizzare le conoscenze strategiche che necessitano per il passaggio dalla vecchia ed obsoleta società industriale e quella della futura economia della
conoscenza.

La iniziativa su Nano Tecnologie e Nano Art comporta infatti una seria riflessione su uno stato delle conoscenze che non sono non più adeguate alle contemporanee necessità di cultura e di sviluppo del lavoro intellettuale, capaci cioè di dare una formazione scientifica anticipativa del profondo cambiamento in atto nelle società e nella economia globalizzata.

Comunque grazie ancora per l' interessamento e spero che almeno qualcuno dei docenti e colleghi possa essere interessato e partecipare al dibattito.

Un cordiale saluto Paolo Manzelli Firenze 04/03/08
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Cari amici e colleghi,

nella SEZIONE DI SCIENZA ED ARTE dell’INCONTRO del 06/MARZO/08 discuteremo anche di SCIENZA ARTE ED ESTETICA .www.egocreanet.it

Le nanotecnologie permettono di innestare nuovi tratti nell'arte figurativa contemporanea proprio in quanto la produzione di forme su nano-scala ( un milionesimo di millimetro) permette la creazione di forme ed oggetti rappresentabili al computer , prima inesistenti , ma del tutto reali ed efficienti anche se esse sono invisibili nella dimensione della consueta "daily perception".

Con la produzione di strutture atomico-molecolari e' possibile rendere visibile ciò che visibile non e'; ciò di fatto e del tutto naturale ...infatti  anche quando vediamo un albero non vediamo il DNA che gli ha  dato forma.

 

Credo di ricordare che Paul Klee  il pittore dal colore e della luce, asserì che una linea pur piccola che sia ,asconde qualcosa e quindi una forma percepibile sottrae alla visibilità la informazione creando indeterminazione sull'osservato.

Le nano tecnologie costituiscono  pertanto  il fulcro di inversione delle relazioni tra concepito e percepito proprio in quanto le forme NANOTECH vengono costruite BOTTOM-UP, scomponendo prima la materia in mattoncini atomico-molecolari e ricostruendola sulla base di conoscenze quantistiche, le quali che  permettono la costruzione sub-microscopica di forme simili o dissimili a quelle del mondo macroscopico.
Il rendere visibile ciò che prima era invisibile cambia non poco la nostra concezione e percezione della realtà oggettiva e con essa della produzione e delle ragioni estetiche nell'arte.

-- Bibio on Line:

Approfondimenti sulla costruzione di NANO-TECNOLOGIE con tecniche BOTTOM UP:

1- http://www.azonano.com/details.asp?ArticleID=1079#_What_Processes_are_used%20for%20Bottom
2- http://www.bologna.enea.it/matform/Mat/Vittori2.pdf
3- http://www.foresight.org/Conference/MNT9/Abstracts/John/index.html

 


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