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Reg. Tribunale Lecce n. 662 del 01.07.1997
Direttore responsabile: Dario Cillo

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GENNAIO 2002


Scuola Governo Parlamento

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02 - 31 gennaio Parlamento

 

Camera

 

Aula 21, 22, 23 Il 23 gennaio 2002 la Camera approva (247 voti favorevoli, 184 contrari, 1 astenuto) il PdL AC 1696, Disposizioni per il riordino della dirigenza statale e per favorire lo scambio di esperienze e l'interazione tra pubblico e privato
Aula 14 Informativa urgente del Presidente del Consiglio dei ministri sulle linee di politica estera ed europea del Governo
Commissioni
7a 31 DdL AC. 1315, Equipollenza tra diploma in educazione fisica e laurea in scienze motorie e sportive
7a 15, 22, 23, 24, 30, 31 comitato ristretto, DdL Organi Collegiali della Scuola
7a 15 comitato ristretto, DdL AC 587, 756, 835, 1184 e 1213, Disciplina delle attività musicali 
7a 14, 15 - Proposta di nomina del dottor Franco Bernabè a presidente della Società di cultura La Biennale di Venezia (seguito esame - Rel. Orsini)
- Documento concernente l'istruttoria sulla privatizzazione del Centro studi alto medioevo di Spoleto (seguito esame - Rel. Palmieri)
 

Senato

 

Aula 25 Interpellanze ed interrogazioni
Aula 22, 23, 24 DdL AS 814 - Nuove norme in materia di minorati uditivi (deliberata dall'Assemblea la procedura d'urgenza ex art. 81 del Regolamento)
Aula 22 Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari
Aula 2 Comunicazione, ai sensi dell'articolo 77, secondo comma, della Costituzione, della presentazione di disegni di legge di conversione di decreti-legge.
Commissioni
7a 22, 30, 31 Comunicazioni del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca sugli esiti degli stati generali della scuola

(22.01.02) Il ministro MORATTI si sofferma innanzitutto sulla decisione dell'attuale Governo di non portare a completamento l'attuazione della riforma della scuola avviata con la legge n. 30 del 2000. Si è infatti ritenuto opportuno operare una sospensione del processo riformatore al fine di approfondirne alcuni aspetti e di conoscere sugli stessi l'orientamento dell'opinione pubblica. Il Ministero ha costituito pertanto una commissione guidata dal professor Bertagna e composta da esperti del mondo della scuola di diversa provenienza e di diverse tradizioni culturali. Ricevuto il mandato di verificare quali fossero le possibili opzioni che il processo riformatore si trovava dinanzi, la predetta commissione si è insediata nel luglio scorso e ha proceduto ad approfondimenti, contatti ed audizioni dei rappresentanti del settore dell'istruzione, arrivando ad ascoltare più di settanta associazioni direttamente interessate alla riforma della scuola ed elaborando quindi un proprio progetto.
Il metodo di lavoro sin qui descritto è stato prescelto in considerazione dell'iter tradizionalmente complesso che caratterizza i processi riformatori di ampia portata, fra i quali rientra certamente quello relativo al sistema dell'istruzione. Per questa ragione, pur nella consapevolezza di non poter conseguire un auspicabile consenso generale, si è ricercato il più ampio coinvolgimento della società civile, attraverso una procedura sostanzialmente innovativa, che ha visto anche l'apertura - sul sito Internet del Ministero – di un apposito Forum che consentisse di raccogliere le diverse proposte.
Per quanto concerne poi più specificamente gli Stati generali della scuola, che hanno fatto seguito alle fasi del processo riformatore sopra descritte, il Ministro sottolinea che quelle assise hanno rappresentato un'importante occasione di confronto sul testo elaborato dalla commissione ministeriale, ma non certo il momento di sintesi e di decisione. La rilevanza degli Stati generali si evince del resto anche dalle cifre relative: 1.400 partecipanti; 7.000 scuole collegate via satellite attraverso RAI Educational; 300.000 contatti sul Forum, di cui 5.000, essendo maggiormente attinenti ai temi della riforma, sono stati presi in considerazione e valutati; significativa rappresentanza nel mondo universitario, a sottolineare il raccordo della riforma con l'istruzione superiore.
A conclusione di questa iniziativa, si è effettuata una sintesi, tenendo conto dei punti che avevano raccolto il maggior consenso da parte dei docenti, degli studenti e delle famiglie. Il Ministero ha così elaborato un ulteriore progetto che è stato poi presentato per un primo esame in Consiglio dei ministri, dove sono stati acquisiti osservazioni e arricchimenti che contribuiranno a migliorare il testo.
Il Ministro si dichiara poi consapevole delle critiche e dei dissensi che hanno investito prima il progetto della commissione ministeriale ed ora anche il disegno di legge che il Governo sta elaborando, ma evidenzia come la riforma si ponga l'obiettivo di valorizzare anche ciò che di positivo è stato realizzato in passato, senza procedere a un azzeramento totale. Facendo tesoro della tradizione e della storia della scuola italiana, occorre infatti garantire una maggiore qualità del sistema di istruzione del Paese in modo che gli studenti italiani pervengano a livelli di apprendimento migliori che li rendano competitivi anche nel confronto con gli altri studenti europei.
Ella assicura inoltre che il progetto governativo di riforma conoscerà certamente ulteriori passaggi attraverso tavoli di informazione o di concertazione con tutti i soggetti che hanno competenza in materia, fra i quali anche le organizzazioni sindacali.

7a 23, 24 DdL AS 995, Delega per la riforma dell'organizzazione del Governo e della Presidenza del Consiglio dei ministri, nonchè di enti pubblici

Il 24 gennaio la Commissione approva il DdL AS 995 con le seguenti osservazioni:

"La Commissione, esaminato il disegno di legge in titolo, esprime, per quanto di competenza, parere favorevole con le seguenti osservazioni.
In particolare, condivide l'esigenza di una nuova delega per la riforma degli organi collegiali della pubblica istruzione di livello nazionale e periferico, recata dall'articolo 5, del resto connessa alla proroga degli organi collegiali attualmente vigenti disposta dall'articolo 6 del decreto-legge 23 novembre 2001, n. 411, convertito, con modificazioni, dalla legge 31 dicembre 2001, n. 463.
Per quanto riguarda invece l'articolo 7, recante una delega per il riassetto e la codificazione in materia di beni culturali e ambientali, spettacolo, sport, proprietà letteraria e diritto d'autore, la Commissione osserva che esso individua 5 campi di intervento, per ciascuno dei quali opera una delimitazione di area, più che indicare puntualmente, ai sensi dell'articolo 76 della Costituzione, principi e criteri direttivi cui conformarsi nell'esercizio della delega.
La Commissione manifesta tuttavia un orientamento favorevole a tale articolo prendendo atto delle dichiarazioni del sottosegretario Bono, secondo cui il Governo, per quanto riguarda la delega relativa al settore dei beni culturali, intende seguire le seguenti linee di indirizzo:
1. l'identificazione di nuovi strumenti di individuazione, conservazione e protezione dei beni culturali e ambientali non deve comportare ulteriori restrizioni alla proprietà privata, né l'abrogazione degli strumenti attuali (vincoli), e deve comunque conformarsi al puntuale rispetto degli accordi internazionali in particolare in materia di circolazione dei beni culturali;
2. la riorganizzazione dei servizi offerti anche attraverso la concessione a privati deve porsi in linea con l'articolo 33 della legge finanziaria 2002 facendo in particolare salvo il ruolo degli enti locali;
3. la revisione delle sanzioni amministrative in materia di tutela deve essere condotta secondo criteri di congruità e adeguatezza;
4. l'adeguamento della disciplina degli appalti di lavori pubblici deve tenere conto della specificità degli interventi di restauro dei beni culturali, con i quali non sono compatibili rallentamenti di carattere burocratico;
5. la ridefinizione delle modalità di costituzione e funzionamento degli organismi consultivi nelle procedure di concessione di contributi ed agevolazioni in favore di enti ed istituti culturali deve essere volta ad una precisa definizione delle responsabilità degli organi tecnici, secondo principi di separazione fra amministrazione e politica e con particolare attenzione ai profili di incompatibilità.
Per quanto riguarda infine l'articolo 8, che reca alcune significative modifiche al decreto legislativo n. 454 del 1999, di riorganizzazione del settore della ricerca in agricoltura,
considerate le innovazioni recate al sistema degli organi del Consiglio di ricerca in agricoltura (CRA), ove il consiglio scientifico è sostituito da un "consiglio dei dipartimenti", con funzioni - oltre che di programmazione - di indirizzo e coordinamento dell'attività scientifica e la cui composizione (a differenza del consiglio scientifico, composto tra l'altro da cinque membri eletti dai ricercatori e dai tecnologi dell'ente) è rimessa allo statuto che sarà approvato dal consiglio di amministrazione, il quale sarebbe così esautorato dalle funzioni di indirizzo ad esso tipiche,
considerate altresì le modifiche apportate alla disciplina concernente l'Istituto nazionale di economia agraria (INEA), all'Istituto nazionale di ricerca per gli alimenti e la nutrizione (INRAN), all'Ente nazionale delle sementi elette (ENSE) e al Centro per la formazione in economia e politica dello sviluppo rurale,
invita la Commissione di merito ad una approfondita riflessione, atteso che le suddette modifiche sembrano poter compromettere l'autonomia scientifica degli enti, sottoponendoli a un forte controllo centrale.

Infanzia 16 Comunicazioni del Presidente sulla partecipazione di una delegazione della Commissione al Secondo Congresso mondiale contro lo sfruttamento sessuale dei minori a scopo commerciale (Yokohama, 17-20 dicembre 2001).

11 - 25 gennaio Governo

25 Il Consiglio dei Ministri si è riunito a Palazzo Chigi alle ore 10,30

-Il Presidente Berlusconi ha riferito al Consiglio dei Ministri sulla designazione del Vice Presidente Fini quale rappresentante del Governo italiano presso la Convenzione per il futuro dell’Europa. Il Consiglio ha espresso vivo apprezzamento per tale designazione ed ha rivolto un caloroso augurio di buon lavoro al Vice Presidente Fini.
Il Ministro Scajola ha informato il Consiglio del suo intendimento di fissare la data del 26 maggio c.a. per lo svolgimento delle prossime elezioni amministrative. Il Consiglio ha concordato sulla data proposta, fissando pertanto la data del 26 maggio per il primo turno e conseguentemente del 9 giugno per il secondo turno.
Il Consiglio ha approvato i seguenti provvedimenti:
(...) su proposta del Ministro per le Politiche Comunitarie, Buttiglione, e dei Ministri di settore: (...)
- un schema di decreto legislativo correttivo ed integrativo dell’analogo decreto n. 129 del 1992, recante attuazione di direttive comunitarie in materia di riconoscimento dei diplomi, della certificazione e di altri titoli nel settore dell’architettura (ISTRUZIONE).
Sui predetti decreti saranno acquisiti i prescritti pareri; (...)
La seduta ha avuto termine alle ore 12.55.

18 Il Consiglio dei Ministri si è riunito alle ore 10,15 a Palazzo Chigi

(...) Il Ministro Frattini ha svolto una relazione sulle linee di contrattazione collettiva nel pubblico impiego, sottolineando in particolare l’importanza del ruolo di tale contrattazione, specialmente all’inizio di un biennio che dovrà vedere rinnovati i contratti in tutti i comparti dell’impiego pubblico. Dopo avere segnalato le richieste anche di ordine economico ribadite dai sindacati, Frattini ha invitato i colleghi Ministri a tenere sempre presente la necessità di non intervenire con norme legislative su materie la cui disciplina è attribuita alla contrattazione.
La seduta ha avuto termine alle ore 13,15.

15 Il Consiglio dei Ministri si è riunito alle ore 16,55 a Palazzo Chigi

Il Consiglio, appositamente convocato, ha preso atto degli orientamenti espressi dalle Commissioni parlamentari in ordine al decreto legislativo correttivo ed integrativo del codice della strada ed ha conseguentemente conformato il testo a tali orientamenti, riducendo il numero degli articoli. Le norme espunte saranno riconsiderate nell’ambito di un successivo provvedimento che completerà il processo riformatore del codice della strada, non appena il Parlamento avrà approvato il disegno di legge (varato dal Consiglio nella riunione di venerdì scorso) per l’ampliamento del termine stabilito dalla legge n.85 del 2001.
La seduta ha avuto termine alle ore 17.05.

11 Il Consiglio dei Ministri si è riunito alle ore 16,00 a Palazzo Chigi

Su proposta del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Lunardi, è stato approvato un decreto legislativo recante disposizioni integrative e correttive del codice della strada, che rappresenta il risultato del lavoro svolto dall’apposita Commissione interministeriale, costituita presso il Ministero proponente, per la revisione della disciplina del codice della strada e l’armonizzazione con la normativa comunque rilevante in materia di motorizzazione e di circolazione stradale. Il Consiglio ha approvato un testo più contenuto (82 articoli) che risponde all’esigenza, emersa in sede di riunioni di coordinamento, di un approfondimento dei particolari profili problematici indotti dalla sopravvenuta modifica del titolo V della Costituzione, che ha mutato profondamente la dislocazione delle competenze legislative, regolamentari e amministrative tra i vari livelli di governo, che potrebbero incidere in misura sostanziale sull’impianto del codice della strada. Inoltre, alla stregua del vigente articolo 117 della Costituzione, anche alcuni dei criteri di delega previsti dalla legge n. 85 del 2001 presentano aspetti di dubbia compatibilità costituzionale.
Tali preminenti valutazioni hanno indotto il Governo a rivedere l’impostazione del disegno riformatore, improntando l’opera del legislatore delegato al rispetto dei principali criteri direttivi.
Contestualmente, è stato approvato dal Consiglio dei Ministri un disegno di legge che, oltre a contenere un ampliamento del termine fissato dalla legge di delega n. 85 del 2001, consente al Governo di riprendere il percorso riformatore, ancorando il potere conferito al rispetto del fondamentale criterio direttivo dell’adeguamento all’ordinamento costituzionale.
Nel merito del decreto legislativo, rispetto al testo elaborato dalla Commissione, sono state espunte le norme interferenti con il regime delle competenze regionali e degli enti locali, le norme di revisione della vigente disciplina sull’accertamento delle violazioni amministrative, dei procedimenti sanzionatori e dell’apparato sanzionatorio, in quanto non sorrette da precisi criteri direttivi, le norme caratterizzate da profili problematici ancora non risolti e quindi richiedenti un maggiore approfondimento, nonché le numerose norme modificative che, per le loro caratteristiche tecniche e di dettaglio, costituiranno oggetto di successiva delegificazione.
Tra le novità di maggior rilievo per gli utenti, vanno segnalate:
- la revisione della disciplina della patente di guida con l’introduzione della “patente a punti”;
- l’introduzione del certificato di idoneità per la guida dei ciclomotori da parte dei minorenni che abbiano compiuto i 14 anni;
- la possibilità per i maggiorenni di condurre un passeggero purchè il ciclomotore sia omologato per il trasporto di due persone;
- la riforma della disciplina sulle revisioni dei veicoli, tenendo conto del sopravvenuto regime autorizzatorio per l’esercizio dell’attività da parte delle officine private, con la possibilità per le officine autorizzate di effettuare le revisioni periodiche dei veicoli con massa superiore a 3,5 tonnellate;
- il rilascio per via telematica delle certificazioni delle revisioni da parte delle imprese autorizzate;
- la possibilità per gli enti proprietari o concessionari delle strade di elevare fino a 150 km/h il limite di velocità sulle autostrade a tre corsie e corsia di emergenza per ogni direzione di marcia, sulla base di particolari caratteristiche del tracciato e sempre che lo consentano l’intensità del traffico, le condizioni atmosferiche prevalenti e i dati di incidentalità dell’ultimo quinquennio;
- lo snellimento delle procedure per lo svolgimento di raduni e gare dei veicoli di interesse storico e collezionistico;
- la definizione dell’obbligo da parte degli enti proprietari di strade di trasmettere, a titolo gratuito (in ragione della finalità sociale di tutela della sicurezza stradale) tutte le informazioni disponibili al Centro di coordinamento delle informazioni sul traffico, sulla viabilità e sulla sicurezza stradale, che provvederà alla loro tempestiva diffusione diretta o attraverso altri organi;
- la possibilità di ottenere una targa personalizzata scegliendo la combinazione alfa-numerica.
Il decreto sarà sottoposto al parere delle competenti Commissioni parlamentari ed entrerà in vigore il 1° gennaio 2003.
Previa relazione del Ministro dell’Istruzione, Moratti, il Consiglio ha avviato l’esame di uno schema di disegno di legge che, in coerenza con i principi della legge costituzionale n.3 del 2001, ridisegna il sistema educativo nazionale della istruzione e della formazione professionale, definendo le norme generali sull’istruzione e i livelli essenziali delle prestazioni in materia di istruzione e di formazione professionale.
Il disegno di legge modifica significativamente la legge n.30 del 2000 sui cicli scolastici, prevedendo, in particolare, nel rispetto delle competenze attribuite allo Stato e alle Regioni e dell’autonomia delle istituzioni scolastiche:
- l’articolazione del sistema educativo in: scuola dell’infanzia; primo ciclo, che comprende la scuola primaria di durata quinquennale e la scuola secondaria di secondo grado di durata triennale; secondo ciclo, che comprende i licei, di durata quinquennale; i percorsi della istruzione e formazione professionale, la cui durata dovrà essere definita dalle Regioni;
- l’innalzamento del diritto-dovere di istruzione e di formazione a dodici anni complessivi, ovvero al conseguimento di una qualifica professionale;
- la flessibilità nella iscrizione alla prima classe della scuola dell’infanzia o alla scuola primaria consentita anche ai bambini che compiono i tre anni di età ovvero sei entro il 30 aprile dell’anno scolastico;
- la flessibilità complessiva dell’intero sistema educativo, attuata attraverso modalità e garanzie per assicurare i passaggi in ogni momento tra il sistema dell’istruzione e quello della formazione professionale. (...)
La seduta ha avuto termine alle ore 20.00.

 



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